IMMORTALS EP 1 BRUCE LEE

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Vi sono personaggi che hanno dato talmente tanto al mondo delle arti marziali che si meritano l’appellativo di “IMMORTALI”. Atleti che non si possono banalmente catalogare nella loro specialita’ di appartenenza, che sono stati e sono ancora degli esempi nell’immaginario popolare, delle vere e proprie leggende.

MMA-ARENA inaugura oggi una serie di servizi, che avranno cadenza settimanale, su queste icone, una loro biografia per ricordare chi erano e cosa hanno rappresentato.
Per la prima puntata c’era un solo nome che si poteva scegliere; uno che tutti, ma proprio tutti coloro che leggono questa pagina conoscono, e che in qualche maniera da lui sono stati ispirati.

Oggi si parla, e non nascondiamo di farlo con una certa commozione, della leggenda fra le leggende, sua maesta’ THE DRAGON: BRUCE LEE.

Bruce Jun Fan Lee (s.francisco 1940 – hong kong 1973) è stato un attore, artista marziale, regista, sceneggiatore e produttore statunitense di origini cinesi.
Nato nella Chinatown di S.Francisco, Lee è ampiamente considerato uno dei più influenti artisti marziali di tutti i tempi, nonché l’attore più ricordato per la presentazione delle arti marziali cinesi al mondo. I suoi film, prodotti a Hong Kong e ad Hollywood, elevarono ad un nuovo livello di popolarità e gradimento le pellicole di arti marziali e l’interesse per questo tipo di discipline in Occidente. La direzione ed il tono delle sue opere influenzarono profondamente i film di arti marziali di Hong Kong che, fino ad allora, avevano mostrato più un senso teatrale che realistico delle scene.

Era il penultimo di 5 figli e i genitori si trasferirono ad Hong Kong a pochi mesi dalla sua nascita. Molti i nomi cinesi che gli furono dati, quello piu’ significativo rimane XIAO LONG, piccolo drago, perche’ la sua nascita nel loro calendario fu nell’anno e nell’ora del Drago.
E come la bestia mitologica aveva un carattere aggressivo, che durante l’infanzia lo portava a scontrarsi con la piccola criminalità giovanile del luogo.
Per questo decise di volere imparare le tecniche di difesa marziali iscrivendosi alla prestigiosa scuola di Wing Chun sotto gli insegnamenti del Maestro Yip Man, con cui studiò per molti anni. Da allora Bruce non abbandonò più lo studio delle arti marziali.

All’età di 12 anni entrò alla scuola cattolica La Salle . Successivamente frequentò il College, finché il suo temperamento esuberante, i continui battibecchi coi compagni, la scarsa voglia di applicarsi nello studio, nonché il rischio che potesse rovinare la reputazione della famiglia medio-borghese,
indussero il padre a mandarlo a vivere da un vecchio amico negli Stati Uniti.
Ma dopo un breve periodo vissuto a San Francisco si trasferì a Seattle, dove lavorò come cameriere.
Nel 1962 riuscì a terminare la scuola superiore ottenendo il diploma . Si iscrisse quindi alla facoltà di filosofia dell’Università di Washington, ma abbandonò gli studi al penultimo anno.
Qui conobbe Linda Emery che sposerà nell’agosto del 1964 e dalla quale ebbe due figli: Brandon nel 1965 e Shannon Emery nel 1969.

Nonostante le credenze, Lee non studiò mai il Tai Chi seriamente, in quanto non si confaceva alle sue caratteristiche peculiari, prima fra tutte, la sua notevole velocità. Dal padre imparò i concetti fondamentali di questa antica arte.
Lee studiò assiduamente Kung Fu nello stile Wing Chun col Maestro Yip Man per cinque anni.
Attratto da qualsiasi disciplina da combattimento, Lee si allenò anche nel pugilato occidentale, vincendo nel 1958 il titolo interscolastico di boxe.
Batté il tre volte campione Gary Elms con un K.O. al terzo round. Imparò anche rudimenti di scherma occidentale dal fratello minore Peter, all’epoca campione di questa disciplina.
Questo approccio a 360º distinse via via sempre più Lee da ogni altro praticante di arti marziali, tanto che nel 1966, decise di dare un nome al suo stile, ovvero Jeet Kune Do, “via del pugno che intercetta”.

Il suo allenamento includeva tutti gli elementi di fitness, forza e resistenza muscolare, resistenza cardiovascolare e flessibilità.
Utilizzò le tecniche tradizionali del culturismo per scolpire e aumentare la massa muscolare. Tuttavia, fu sempre attento nel sottolineare quanto la preparazione mentale e spirituale fossero fondamentali per il successo dell’allenamento fisico e nella pratica delle arti marziali.
Il 13 agosto del 1970, a causa di un errato preriscaldamento dei muscoli in un allenamento di sollevamento pesi, subì un grave infortunio: gli esami clinici mostrarono uno stiramento al quarto nervo sacrale, nella parte inferiore della schiena.
Durante il periodo di convalescenza iniziò a dedicarsi alle religioni, alla filosofia, alle arti da combattimento e agli scritti di Krishnamurti.
Il periodo di inattività fisica gli offre anche l’opportunità di documentare i metodi di allenamento, che in seguito verranno raccolti e pubblicati dalla moglie Linda nel libro “The Tao of Jet Kune Doo”

Il suo debutto nel mondo cinematografico di Hong Kong avvenne all’età di tre mesi, quando fu scelto per il ruolo del neonato nel film “Golden Gate Girl” del 1941.
Fra i sei ed i diciassette anni partecipò a sedici pellicole, anche se il primo film di un certo riguardo, “The Orphan”. del 1958 lo interpretò all’età di diciotto anni.
Il produttore della serie televisiva Batman e Robin, ebbe l’occasione di visionare i filmati di Lee al Campionato Internazionale di karate l’esibizione incluse
varie dimostrazioni, tra le quali flessioni su pollice ed indice e il suo noto “pugno a un pollice”.
Colpito dalle notevoli capacità fisiche, Dozier invitò Lee per un’audizione, grazie alla quale si aggiudicò una parte nella serie televisiva ” Il calabrone verde” , per la stagione 1966-1967, in Batman.

Successivamente ottenne ruoli anche nelle serie Ironside, Longstreet, Here Come the Brides e, nel 1969 nel film: L’investigatore Marlowe.
Lee interpretò il suo primo ruolo da protagonista nei film “Il furore della Cina colpisce” ancora del 1971 e Dalla Cina con furore del 1972, grazie ai quali ottenne vasta celebrità internazionale. Successivamente fondò una propria casa di produzione, la Concord Production Inc. In seguito produsse, scrisse, diresse e
interpretò “L’urlo di Chen terrorizza anche l’Occidente” nel 1972, in cui fece comparsa anche Chuck Norris in una scena, quella del duello nel Colosseo, che divenne la più celebre di arti marziali nella storia del cinema.
Richiese tre giorni di riprese, e venti pagine di sceneggiatura scritte e disegnate da Lee.

Nel 1973 ottenne il ruolo di protagonista in “I 3 dell’operazione Drago”, film che lo consacrò come divo internazionale, per il quale fece anche da coreografo per le scene di combattimento e co-produttore con la sua Concord Production Inc.
Il film fu il secondo maggior incasso della Warner Bros. dopo L’esorcista e consolidò l’immagine di Lee come leggenda delle arti marziali

Il 10 maggio 1973, durante le sessioni di doppiaggio de I tre dell’Operazione Drago, Lee fu colto da un attacco di vomito, febbre alta e forti convulsioni.
Venne immediatamente trasportato all’ospedale più vicino, dove riscontrarono la presenza di un edema cerebrale.
Gli fu così somministrato del mannitolo, un medicinale atto a ridurre il gonfiore al cervello, che gli salvò la vita.

Lo stesso male, tuttavia, gli tolse la vita tre mesi più tardi:
Si trovava a Hong Kong a casa di Betty Ting Pei, attrice conosciuta in occidente col nome di Tang Mei Li.
Entrambi avevano appuntamento col produttore Raymond Chow per discutere di un film in produzione, Game of Death.
Per cercare di alleviare una forte emicrania, Lee assunse una pastiglia, datagli da Betty, di Equagesic, contenente sia aspirina che meprobamato,
e si addormentò senza più svegliarsi
.
Tutto ciò secondo le dichiarazioni di Betty in tribunale, giacché non vi erano altri testimoni in casa sua.
Fu trasportato con molto ritardo al Queen Elizabeth Hospital dove fu dichiarato “dead on arrival”, cioè arrivato morto, dopo che la stessa Betty aveva perso
tempo prezioso chiamando prima il proprio medico generico e poi il produttore Raymond Chow, che si adoperarono per tentare di svegliare Lee.
L’autopsia non fugò del tutto il dubbio sulla causa del decesso, poiché nel verbale seguito all’inchiesta si parlò di “probabile” reazione allergica a una o più sostanze contenute in un’aspirina antibiotica.
Ancora molti giorni dopo il funerale la causa di morte restava ignota e ciò provoco tumulti di folla nelle strade di Hong Kong che richiesero l’intervento di agenti in tenuta anti-sommossa.

Le cause della morte di Lee sono ancora oggi oggetto di discussione in quanto non vi certezza certa di quella fatale ipersensibilità al medicinale.
E proprio ciò secondo molti, incluso il campione di Karate americano Mike Anderson amico personale di Lee, ha avvalorato, fra le tante tesi omicidiarie, quella di un veleno erboristico orientale che non poteva essere rinvenuto in un’autopsia eseguita 36 ore dopo la morte a meno che non si fossero
effettuati esami particolari per cercare esattamente tracce di veleno.

Molti fans di Hong Kong accusarono Betty Ting Pei, al punto che essa non poté partecipare al funerale, in quanto era nota per accompagnarsi spesso a boss delle Triadi nei locali notturni. Del decesso furono sospettati dai fans più esagitati anche Raymond Chow, dal quale Lee era in procinto di separarsi artisticamente, il regista Lo Wei,che col divo aveva avuto violente liti ampiamente pubblicizzate sui giornali, il potentissimo produttore Run Run Shaw, al quale il rifiuto di Lee aveva fatto saltare una coproduzione internazionale con Carlo Ponti infliggendo anche una cocente umiliazione sul piano dell’immagine,
ed alcuni esponenti di Arti Marziali tradizionali sia cinesi che nipponiche, che l’attore aveva spesso criticato.

Bruce Lee giace nel lotto 276 del Lake View Cemetery accanto al figlio Brandon Lee.
A portare la bara nella cerimonia tenuta a Seattle furono Steve McQueen, James Coburn, Chuck Norris, Dan Inosanto, Taky Kimura, Peter Chin, e il fratello Robert

Innumerevoli le onorificenze alla sua memoria con varie statue innalzate nel corso degli anni, immane la perdita per tutto il mondo marziale.
Lee muore a soli 33 anni ed entra diritto nell’Olimpo degli Immortali, ma una parte di lui e’ e rimarra’ sempre dentro di noi appassionati di arti marziali.

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