Speciale: Ali vs Inoki

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Oggi, come ormai tutti saprete, è venuto a mancare Muhammed Ali. Se ne è parlato molto, e molto se ne parlerà oggi e fra 100 anni. Alì però non verrà ricordato solo per il pugilato, dove è stato e sempre sarà fra i più grandi, ma anche come uomo, come personalità, come pacifista… Ali si trova in tantissime cose che fuoriescono dalla boxe quella vera, quella che si combatte nel ring. A livello cinematografico, Apollo Creed, personaggio della storica saga Rocky, è chiaramente ispirato al pugile del Kentucky… Il suo Trash Talking dentro e fuori dal ring ha inspirato migliaia di fighters, sia nella boxe che forse ancor maggiormente nelle MMA, fra cui Bisping, Sonner e il più recente McGregor. Quando vedete questi atleti “attaccare” gli avversari verbalmente per creare suspence e quindi audience, tutto è iniziato da quel ragazzone di 191 cm che si rifiuto di andare in guerra contro qualcuno che non gli aveva mai dato del “negro”. La nota DC Comics, pubblico un fumetto pazzesco dal titolo “Superman vs Muhammed Ali”, nel quale i due ricacciavano alieni ostili nello spazio. Ali non era un pugile. Nell’idea collettiva del tempo fuoriusciva da questa definizione, Ali era un supereroe. Fortissimo quanto agile, dinamico, e in grado di attirare il pubblico anche con le sue parole, proprio come i supereroi dei fumetti. Ali godeva di una fama internazionale così ampia che gli permise di partecipare anche al primo WrestleMania, dove la sua figura di reale fighter, si miscelò con quelli che sono di fatto anch’esse delle “superstar”. I match di Ali erano spettacolari quanto quelli del “finto” wrestling, quello da intrattenimento insomma. Solo che Ali picchiava davvero, eccome se picchiava.

La lista delle sue imprese fuori e dentro dal ring potrebbe continuare per pagine e pagine di testo, ma MMA Arena è una pagina che tratta le MMA, ed oggi vi narreremo una bella storia: La storia di come Muhammed Ali contribuì a far nascere le arti marziali miste come le conosciamo oggi. Ma come? Muhammed Ali? Il Muhammed Alì campione olimpico? Quello più volte campione WBC e WBA? Che centra con le MMA? Si ritirò nel 78… Certo, ma due anni prima, come pochi sanno, Ali combattè uno dei primi match di MMA della storia contro il leggendario Antonio Inoki, wrestler storico che combatteva da Shooter e che combattè contro Pugili, Judoka, Karateka, esperti di kung fu, lottatori di sumo e catcher. Praticamente anticipò di non poco quelle che sarebbero diventate le MMA tantissimi anni dopo. Questi match ovviamente erano truccati in buona parte, ed erano fatti unicamente per dare spettacolo. Inoki tuttavia affrontò, oltre che il leggendario Ali, anche Billy Robinson, Ric Flair, Hulk Hogan, Andre the Giant e Tiger Mask, ottenendo una fama immensa.
L’idea di far affrontare fighters con background totalmente diversi all’epoca era una follia. Già oggi se parliamo di un ipotetico Mayweather vs McGregor, la gente giustamente storce il naso, immaginate farlo 40 anni fa. Irreale. Ma partiamo dall’inizio:

Quando si parla delle battaglia di Muhammed Ali, questa non compare. La gente non parla di questo match, ma per noi fan delle MMA è importante ricordare quanto quest’evento fu seguito nel 1976, vale a dire 17 anni prima di UFC 1.

Il match sicuramente non fu bello da vedere, e qualunque fan reale degli sport da combattimento sarebbe volentieri andato contro quella farsa di combattimento al Tokyo’s Budokan Hall. Ma nel 1976, quando Bob Arum, con al sua promotion “Top Rank” mise su questo match fra il campione dei pesi massimi Muhammed Ali e il wrestler professioniosta Antonio Inoki, già si sapeva che il tutto sarebbe stato uno “scherzo”. Uno spettacolo che poco aveva a che fare con le reali arti marziali.

Già a partire dalla regole, tutto era strano. 15 round lentissimi e noiosi, nei quale Inoki si limito a tirare qualche Low Kick, mentre Ali provò a mettere l’enorme numero di 5 colpi, di cui solo uno andò a segno. Tutti persero tempo a parlare di quanto il match avesse fatto realmente schifo, ma pochi si concentrarono su come quel match, col suo impatto, aveva fatto aumentare la popolarità dello Shoot Wrestling, sia in USA che in Giappone. 17 anni dopo, la UFC ristudiò il fatto di mettere contro atleti con stili opposti, ed oggi abbiamo i vari Jon Jones, Dominick Cruz, Demetrious Johnson, Conor McGregor, Ronda Rousey… Tutto partì da lì. La gente si rese conto che l’evento fu bruttino ma penso “Cosa sarebbe successo se davvero Alì avesse affrontato un top fighter di un’altra disciplina con regole ibride?” Da lì naquero le MMA come le conosciamo oggi, già famose in tutto il mondo ed in continua crescita sia in America, che in Giappone, che nella nostra Italia.

Nel 1975, un anno prima del combattimento, Alì batteva Frazier per la seconda volta nel match che tutti conosceranno poi col nome di “Thrilla in Manilla”, la miglior performance di Ali. Il ragazzone di colore era enormemente popolare dopo quel match, e si parlò allora di far avere un match “facile” al supercampione dei massimi per allungare quella striscia di fama che avrebbe portato non pochi soldi, magari un match in Giappone…

Nel frattempo, proprio in Giappone, Inoki era già una stella. Il suo amico Karl Gotch, belga sopravvissuto all’olocausto, gli aveva insegnato l’arte del Catch Wrestling. A differenza del pro wrestling di oggi, le manove di Inoki si basavo su reali tecniche di colpi e reali sottomissioni. Inoki seppur pro wrestler, era un VERO fighter, e questo lo porto ad affrontare il campione olimpico Willem Rusta e il campione di Karate Kyokushinkai Willie Williams. La sua storia fu simile a quella che ebe poi Brock Lesnar in UFC, con pro wresler abbastanza potente da essere pericoloso anche nei combattimenti veri. All’epoca però non vi erano promotion stile UFC, e di base non vi erano le MMA. Quindi i match furono sostanzialmente dei Freakshow stile Kimbo Slice vs Dada 5000, ma al posto di grassoni cresciuti combattendo per strada, vi erano leggende di discipline diverse. Il prossimo sarebbe stato proprio Muhammed Ali.

I promoters, oltre che il match a Tokyo, organizzarono una diretta a circuito chiuso su enormi schermi all’enorme Shea Stadium, ex stadio nella squadra MLB New York Mets.
Gli schermi erano sulle tre basi, mentre fra casa base e la collinetta del pitcher vi era un ring dove avvenivano match di Pro Wrestling che venivano alternati alla diretta dei match di Tokyo. Evento leggendario.

Oltre ai match di Wrestling, uno dei match tenutosi dal vivo a New York era quello fra il pugile Chuck Wepner e Andre the Giant. Wepner, che in carriera affronterà anche Ali stesso, prendendo delle mazzate terrificanti ma andando KO solo al 15° round, ispirò la figura di Rocky Balboa, anch’esso capace di prendere tantissimi colpi senza mai arrendersi.

Prima del match, Ali, come era solito fare, creò Hype insultando un po’ Inoki definendolo “un pellicano” per via del suo largo mento, disse poi che se non aveva paura di camminare per Harlem, non avrebbe certo avuto paura di Inoki, il quale rispose che gli avrebbe fatto rimangiare le sue parole.

Tutto il match, come confermato poi dopo, sarebbe stato ampiamente orchestrato, era solo un modo divertente per attirare gente, uno scherzo insomma. Si parlò delle regole, e fra queste vi era la mancanza di Suplex, Testate, colpi a mano aperta e colpi sopra la cintura, regole ovviamente ben diverse da quelle della MMA attuali.

La cosa pazzesca è che le regole sarebbero state differenti fra i due. Ali doveva combattere da pugile, ma avrebbe avuto la possibilità di colpire in GnP. Mentre il wrestler poteva grapplare e wrestlare come voleva, ma senza colpire a terra.

Il match consistette in Inoki seduto a terra la maggior parte del tempo, a colpire Ali con del calci alle gambe invitandolo a scendere per grapplare, mentre Ali saltellava girandogli intorno facendo trash talking per invitarlo ad alzarsi. Entrambi si rifiutarono di fare ciò che diceva l’altro. Quindi si girarono intorno per 15 round; furono quindi 45 minuti di presunto match che includevano insulti, calcetti, discussioni ma nessuna reale azione fisica o tecnica. Il match finì in pareggio e i fan lanciarono spazzatura nel ring, mentre quelli a New York si limitarono ad andarsene delusi.

I colpi di Inoki però finti non erano, e i calci danneggiarono non poco gli stinchi di Ali, in quanto la punta dei lacci delle scarpe del fighter giapponese causarono vari tagli con perdita di sangue ed infezioni. Si disse che i tagli erano stati superficiali, ma Pacheco, il cornerman di Ali, quando Ali affrontò poi Ken Norton, che le ferite erano più gravi del previsto. La mobilità di Ali non fu mai più la stessa.

I media descrissero il tutto come una farsa, ed alcuni schernirono anche Ali invitandolo ad un match contro il noto cestista Wilt Chamberlain e contro la tennista Billie Jean King. Ci fu chi comparò il match a delle ipotetiche sfide Houston McTear(Sprinter americano) vs Bold Forbes(Un cavallo da corsa), a dei tentativi da parte dei giocatore di footbal americano Doug Buffone(Considerato all’epoca dai media una sorta di Cassano, sicuro non campione mondiale di intelletto) di scrivere poesie, ad una partita di Football fra Northwestern(All’epoca molto scarsa) e Ohio State(invece fortissima) e al vedere i lanciatori del Cubs giocare da battitori contro i Cincinnati Reds. Sostanzialmente il match venne considerato come detto un inutile farsa.

Il fatto di miscelar fighter di discipline diverse, seppur disprezzato dai media, fece invece impazzire i fan. Gli appassionati volevano vedere uno sport di combattimento che non fosse ristretto a degli stili singoli, e sia a Tokyo, che a New York, si registrò il tutto esaurito. Ci sarebbero voluti altri 30 anni per avere degli sport da combattimento ibridi “Reali”, ma quel giorno iniziò la storia delle MMA.

Oggi la UFC è uno dei marchi più in crescita al mondo, e tante altre promotion spuntano ogni giorno. Le MMA stanno crescendo, per esempio, nel 2008, 7 dei 10 eventi con più vendite in Pay per Wiew, furono proprio della UFC. Eventi come UFC 100 o eventi come i match di McGregor vendono milioni di PPV a costi di circa 50 euro ad acquisto. UFC 100 per esempio generò il clamoroso quantitativo di 86 MILIONI DI DOLLARI soltanto di Pay per Wiew. Sono numeri pazzeschi amici, e se oggi le MMA crescono ancora, se oggi possiamo ammirare questo incredibile sport, lo dobbiamo a quel fenomeno che 40 anni fa affrontò per gioco Antonio Inoki.

Grazie di tutto Ali.

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