Lights On Ep.1: Don Frye

16 Febbraio 1996. Tanti ragazzi come me, tanti ragazzi che oggi seguono e
si appassionano di MMA devo ancora nascere o hanno appena pochi mesi di
vita. Dall’altra parte del mondo, a Bayamon, Porto Rico, Si combatte UFC
8, e Don Frye vince il torneo battendo tutti gli avversari al primo round,
il primo dopo 8 secondi, il secondo dopo 48.

E’ una delle pagine di storia più importanti dello sport che oggi noi
tutti amiamo. Nasce una stella, nasce un futuro Hall of Famer UFC, immesso
fra i più grandi di sempre proprio quest’anno.

Ma partiamo dall’inizio:

Il buon Donald “Don” Frye nasce a Sierra Vista, Arizona, USA.
E’ un duro, forse anche per il suo sangue Irlandese e Scozzese, e appena
arriva all’High School, inizia a praticare Wrestling, e quando arriva al
College, va ad Arizona State University, entrando quindi nel ristretto
gruppo dei wrestler di NCAA Division I.

Il suo allenatore? Dan Severn. Altra leggenda, ma ne parleremo in altre
occasioni. Nel 1987, durante un evento di qualificazione per le olimpiade
vince sia la categoria freestyle che la categoria Greco-Romana.

L’anno successivo però lascia Arizona University e si trasferisce ad
Oklahoma State University, dove incontrerà un altro nome pazzesco, vale a
dire Randy Couture.

Finita l’università praticherà prima Boxe, disciplina nella quale
disputerà un match pro vincendo per KO, per poi finire a praticare Judo,
diventando cintura nera 2° Dan.

Il suo ingresso in UFC, seppur in modo non ufficiale, non avviene per nel
1996, bensì nel 1995; Dan Severn, che ne frattempo era diventato non più
suo coach, bensì anche suo amico, gli chiederà di accompagnarlo ed
aiutarlo ad allenarsi per l’Ultimate Ultimate 1995. (Evento che poi Severn
Vincerà).

Parteciare all’evento lo renderà praticamente pazzo delle MMA, e deciderà
quindi di partecipare ad UFC 8 l’anno seguente, vincendo come detto il
torneo.

Lo stesso hanno combatte ad UFC 9, dove vince un match singolo e ad UFC
10, dove vince due match ma si ferma in finale contro il fenomenale Mark
Coleman. Combatterà due match fuori dalla UFC, uno in Giappone, uno in
Texas(entrambi vinti), e parteciperà poi all’Ultimate Ultimate 96.

Vince e poi… Beh continuerà a dominare, continuerà a combattere! Ed
invece no. Si ritira. Neanche due anni di carriera.

Precedentemente, varie grandi personalità come quella di John McCarthy
riferiranno che uno dei match dell’Ultimate Ultimate ’96, secondo il loro
avviso, era stato truccato in quanto, Mark Hall aveva battuto dopo 20
secondi per dopo una achilles lock alquanto improbabile. Il noto arbitro
dira “E’ stata la seconda volta in vita mia che ho pensato di star
arbitrando un match già deciso.”

Forse queste voci contribuirono al ritiro di The Predator, ma ad ogni modo, la sua carriera continuò fino al 2001 nel New Japan Pro Wrestling.

Una volta diventato famosissimo in Giappone come pro wrestler la via era una sola. Firmare per il Pride, nel quale combatterà fino al 2003.

In Pride probabilmente assistiamo alle sue due performance più belle ed emozionanti, vale a dire quella contro Ken Shamrock, ma soprattuto quella contro Yoshihiro Takayama, uno dei match più belli della storia dei pesi massimi e non solo. Dopo 3 vittorie però Frye andrà incontro a 3 sconfitte che lo porteranno ad un nuovo cambio in carriera.

Perso quest’ultimo match finirà infatti in K-1 dove otterrà un record 3-1, il quale gli permetterà il ritorno in Pride, dove parteciperà perdendo all’ultimo evento di sempre della leggendaria promotion giapponese.

Combatterà qualche altro match in promotion minori, al Deep e allo Shark Fights, prima di ritirarsi nuovamente.

Tornerà nel 2011 per combattere ancora, ma perderà andando KO e si ritirò per un ultima volta.

Effettivamente, non sappiamo se questo ritiro sia definitivo o meno. Del resto, ha ancora 50 anni, e promotion come il Rizin o il Bellator potrebbero ospitare un match fra vecchie leggende con Frye protagonista.

Quello su cui vorrei però soffermarmi, non è tanto l’incidenza reale di Frye nelle MMA in quanto atleta. Era forte, molto forte, ma nella storia possiamo trovarne senza grandissimi problemi di migliori. La cosa che veramente rende Frye un personaggio unico, è la sua personalità. In quanto pro wrestler riuscirà a portare tanti fan verso le MMA, e le sue battute sempre sagaci gli permetteranno di avere, oltre che tantissimi ammiratori, anche delle parti in vari film, cosa che contribuirà ad avvicinare ulteriormente le persone al nostro sport.

Numerosi sono i video dei match di Frye su youtube(E a fine articolo vi mettiamo ovviamente la sua guerra contro Yoshihiro Takayama), e la UFC, in vista della sua entrata nella Hall of Fame ha anche deciso di dedicare uno spazio con una lunga serie di approfondimenti su “The Predator” sul Fight Pass(Che vi invitiamo a vedere, magari usufruendo della settimana di prova gratuita).

La fama ottenuta da Frye comunque non lo ha mai trasformato. Resta sempre un uomo vero, relativamente semplice e che è stato realmente felice di far parte della storia delle MMA e di essere entrato nella Hall of Fame UFC.

Si tratta di un uomo anche sfortunato. Come detto da lui stesso “Mia moglia mi ha tradito portando con se i bambini, quindi non ho nulla”.
E’ una cosa importante sulla quale soffermarsi. Spesso la fama, i soldi sono nulla se vengono a mancare le cose basilari sulle quali si erge la vita di una persona.

Con quest’ultimo insegnamento(Questa volta fuori dalla gabbia) di Don Frye, ci salutiamo. Spero che questo primo episodio di Lights On vi sia piaciuto. In questa rubrica cercheremo di parlarvi dei fighter più importanti della storia delle MMA, partendo da quelli storici come Don Frye, passando per i fenomeni come St-Pierre ed arrivando ai più recenti, quelli che sono stati in grado di portare lo sport ad altri livelli soprattuto da un punto di vista mediatico!

 

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