Carlo Di Blasi : “Non ci sono scorciatoie”

Amici di MMA ARENA da un pò di tempo circolavano voci , domande e aneddoti sui criteri di selezione per i fighter che hanno accesso a Bellator Italia , la decisione di fare un articolo a riguardo è stata immediata, ma poi l’occasione di rivolgere le domande direttamente al promoter che gestisce Bellator nella nostra nazione è arrivata e non abbiamo perso l’opportunità di rivolgergli alcune domande non proprio di comodo..! Il dott. Di Blasi non solo si è dimostrato estremamente disponibile e cortese ma ha risposto in maniera esaustiva ad ogni quesito.

Personaggio conosciuto , amato e odiato che da oltre 30 anni si occupa ad altissimo livello di sport da combattimento , signore e signori Carlo Di Blasi sul nostro blog :

MMA ARENA: Dott. Di Blasi è un piacere e un privilegio averla ospite sul nostro blog.


MMA ARENA: Lei viene considerato uno dei pionieri nella promozione degli sport da combattimento in Italia. Come si è avvicinato a questo mondo e quando ha iniziato la sua carriera di promoter?

Carlo Di Blasi:”La mia carriera di promoter nasce nel maggio del 1986 con il mio primo evento di rilievo i campionati italiani prima serie di savate in cui commettevo il mio primo errore in carriera : organizzavo e combattevo …. Due cose da fare SEMPRE separatamente ….. Ma ero molto giovane .
In realtà a questo mondo del fighting mi ero avvicinato molti anni prima , da praticante di Judo e Karate rispettivamente con i Grandi Giap del tempo Sensei Kurihara e Sensei Hiroshi Shirai . Poi arrivo’ la fulminazione sulla via di Damasco per il ring quando mi incontrai con il maestro Italo Manusardi che mi avviò alla Savate che ho praticato agonisticamente per diversi anni con risultati soffisfacenti senza pero’ essere spettacolari . Ottenni un titolo italiano nel 1984 e un secondo posto nel 1986 più una costante presenza in nazionale con risultati positivi  tanto da garantirmi  una importante vittoria agli internazionali del Belgio e il posto in nazionale dal 1982 al 1986, anno in cui decisi di dedicarmi solo all’insegnamento ed alla promozione di eventi . Due cose in cui poi ho scoperto di avere maggiori talenti . Infatti e’ stato proprio in qualita’ di insegnante che ho iniziato a sperimentare quelle nuove discipline di cui negli anni 80 si sentiva parlare, ma che in Italia nessuno davvero conosceva ( qui imperava il full contact con gli orribili pigiamoni mentre noi calzavamo gli shorts) . Quindi in primis fu la Japanese Kickboxing ( ora piu’ nota come K 1 ) e la Muay Thai con l’ aiuto di Rinaldo Rinaldi che mi diede tutte le connessioni e con il quale organizzammo grandi stages con i Campioni del tempo da Krongsak ai mitici Olandesi Ramon Dekkers , Rob Kaman , Andree Mannaart , Peter Aerts con Thom Harinck .
Molti oggi non ricordano questi passaggi che hanno consentito agli sport del ring di essere cio’ che sono oggi .
L’ insegnamento mi ha dato pure molte soddisfazioni con tanti campioni internazionali ( Michel Silveira , Paolo Biotti , Sabbar Bouazza , Chantal Menard per citare solo i piu’ noti del tempo ) e tantissimi campioni nazionali fino al 2003,  anno in cui ho deciso di dedicarmi alla sola promozione . La mia palestra , l’ “Accademia Europea” , resta sempre un punto di riferimento a Milano anche senza il mio diretto impegno , con i miei allievi e ora con gli allievi dei miei  allievi,  e ancora adesso talvolta mi diverto a calzare i guantoni e a scambiare con loro .

MMA ARENA: Oktagon è ancora oggi il miglior spettaccolo di sport da combattimento del nostro paese e sicuramente quello che ottiene il miglior riscontro in termini di pubblico pagante, com’è nata l’idea del primo Oktagon e qual’è il motivo per cui è riuscito a ritagliarsi un posto nella scena sportiva italiana di solito così impermeabile agli sport da combattimento?

Carlo Di Blasi: L ‘ idea del primo Oktagon mi è venuta leggendo un articolo sulle riviste specializzate straniere e italiane ( Samurai per la precisione ) che parlava del fenomeno UFC . Rimasi folgorato .
Che idea geniale un torneo in cui si potessero affrontare diversi marzialisti . Oggi pare la cosa piu’ normale del mondo ma bisogna capire che a quei tempi non solo era una assoluta novita’ ma era considerata una pericolosa follia .
Io stesso a Milano avevo sperimentato negli anni ’80 sia il successo di pubblico che lo spirito guerriero che si scatenava nei tornei interstile che al sabato pomeriggio venivano organizzati in una famosa scuola privata milanese ” il Gonzaga ” in cui i Savateurs e i marzialisti si affrontavano in un regolamento interstile . Ma solo negli anni 90 fu possibile organizzare un torneo vero e proprio . Fu cosi’ che nell’ aprile del 1996 nasceva il primo Oktagon  destinato a divenire la croce e delizia di molti . Croce per chi non vi è ammesso e delizia per chi , anche una sola volta,  abbia calcato il ring e la gabbia piu’ titolata d’Europa .

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Il successo di Oktagon in confronto allo sport italiano in generale e’ dovuto ad una cosa molto semplice . Da ragazzo ero molto irrequieto (di me e dei miei amici del tempo in quegli anni turbolenti  ne parla un libro edito dalla Sperling e Kupfer ” sognavo di essere Bukowski “)  e prima di darmi una regolata ho cambiato molte scuole ( 4 in 5 anni ….).  A Milano  tra scuole pubbliche e private ho stretto molte amicizie in anni in cui si diventava davvero Amici . Molti di questi sono diventati miei allievi o li ho poi ritrovati in Universita’ ,alla facolta’ di legge, e qualcuno di questi e’ diventato qualcuno . Io non ho fatto altro che trasmettere loro la mia passione per il Ring e poi per la gabbia trascinandoli nelle mie avventure coinvolgendoli in ogni modo . Oggi c’e’ una classe dirigente e di imprenditori che ama questi sport e li supporta e che mi e’ vicina da allora .”



MMA ARENA: L’anno scorso la notizia shock della partnership con il secondo circuito al mondo per le MMA professionistiche , il Bellator. Com’è riuscito nell’impresa di stringere il marchio Oktagon a quello della top promotion americana?

Carlo Di Blasi:”Di nuovo contano le amicizie e il sapersi comportare . Scott Coker , il presidente di Bellator , è mio amico da oltre venticinque anni . Fu ospite a Milano da me ai gloriosi tempi di Strike Force e anche prima girando in moto con me per la Lombardia per i diversi Galà che organizzavo. Io fui suo ospite con Chantal Menard a S. Francisco, quando organizzò il primo titolo mondiale ISKA di Chantal . Insomma una Amicizia poi coltivata ogni anno in cui veniva in Italia ( che adora ) in vacanza . E ogni volta parlavamo di bellissimi progetti che pero’ gli erano vietati dal contratto con UFC che ,all’ atto di vendita di Strike Force ai fratelli Fertitta, gli vietavano di lavorare nel nostro settore . Fino a che due anni fa Scott nel suo tradizionale viaggio in Italia a cena mi disse :” allora Carlo …. Dove eravamo rimasti ?” E mi annunciò cosi’ che il contratto era scaduto e che era di nuovo libero di lavorare come voleva  e rimettere insieme il vecchio gruppo con cui avevamo fatto tanti shows insieme . Il resto e’ cronaca dei nostri giorni .”

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MMA ARENA: Il nostro blog ha avuto richieste di chiarimenti su come vengano scelti i fighter italiani che combattono all’evento Bellator visto che sull’argomento c’è un pò di confusione. Molti nomi eccellenti del nostro panorama marziale ( Mattia Schiavolin , Michele Verginelli, Cristian Binda per citarne solo alcuni) non compaiono in card e in molti pensano sia un vero peccato. Quali sono i criteri di scelta per ingaggiare i fighter?


Carlo Di Blasi:”
La risposta e’ semplice : le porte sono aperte a tutti i validi ragazzi italiani delle mma . Bisogna  che i loro club siano tesserati a Fight1 e che partecipino ai nostri campionati nazionali ( se dilettanti )  e poi alle nostre selezioni nazionali Road to Bellator , vincendole entrano in Oktagon ed in Bellator e non solo .
Capisco che fuori da Fight1 ci siano alcuni talenti ma non e’ mia intenzione prendere alcun atleta che non provenga dalla nostra federazione . Lo devo a chi mi ha sostenuto negli anni duri di costruzione di Fight1 prima che arrivasse Bellator in Europa . E’ questione di riconoscenza e serietà .”
 MMA ARENA: alcune voci sostengono che alcuni fighter abbiano provato ad arrivare a Bellator rivolgendosi direttamente alla promotion anzichè tramite lei o la sua federazione e che la promotion stessa l’abbia avvisata tempestivamente. E’ vero?


Carlo Di Blasi: “
I rapporti con lo staff di Bellator sono strettissimi e confermo che mi tengono al corrente di qualunque movimento o contatto in Europa . Cosi come fa ogni organizzazione internazionale che rappresento .  Sono il loro partner Europeo e pertanto mi pare ovvio che si lavori in team .”

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MMA ARENA: Cosa può dirci della card di quest’anno cosa devono aspettarsi gli appassionati che verranno a vedere lo show?


Carlo Di Blasi: “
Lo show di Firenze sabato 10 dicembre al Mandela Forum farà impallidire quello di Torino che pure ha scosso il mondo delle MMA . Basta guardare la card . Il titolo mondiale tra Carvalho e l’immenso Manhoef si commenta da sè . I due hanno vecchia ruggine e Manhoef non si fara’ prendere in giro come fu l’ altra volta . Lo caricherà come una bestia , da cui il suo soprannome , e lo costringerà ad una battaglia dura . Non credo che il match finira’ ai punti . Poi la battaglia del nostro Legionario è un’altra avvincente sfida , mentre gli scontri degli italiani in gabbia sono scommesse da seguire con attenzione perchè ,seppure sulla carta i favoriti siano gli americani, l ‘occasione decuplica le forze ed il recente risultato in Russia di Claudio Annichiarico ( vincitore per ko contro il campione Bielorusso agli europei wmmaa ) fanno capire quanto si stia elevando il livello in Italia . Non parlo della card di kickboxing perchè con tre titoli mondiali ISKA e la presenza della star che tutti ci invidiano ,Giorgio Petrosyan contro Jordan Watson , colonna della muay thai mondiale , mi sembra superfluo affermare quanto le card di Firenze siano eccezionali . Tre show in una stessa serata : Victory world series , Bellator kickboxing e Bellator mma a sole 25 euro di biglietto …..”

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MMA ARENA:  Il panorama delle MMA italiane oltre a Bellator lo scorso anno poteva vantare un altro grandioso evento ovvero il Venator Fc di Frank Merenda. Pochi mesi fa la triste notizia della chiusura ( si spera momentanea ) della promotion. Come ha preso questa notizia e cosa ne pensa del Venator e delle altre promotion di MMA del nostro paese( SLAM, il prossimo MAGNUM FC ecc ecc)


Carlo Di Blasi: “
Spiace sempre quando una promotion non concorrenziale viene meno . Ritengo Merenda ( che pur non conosco personalmente ) un serio imprenditore e Dandi un vero esperto e appassionato di mma , pertanto se hanno deciso di smettere hanno avuto certamente ragione . Solo con la biglietteria non si fanno i galà pro , soprattutto se questa ultima cresce ma non esplode . Spero che un giorno possano tornare perchè oggettivamente sono stati una bella fucina di talenti . Certo hanno lavorato a profitto di altri ma era il prezzo da pagare per i principi di libertà e indipendenza che hanno sempre professato e che comunque lasciano nella storia italiana un segno positivo che nei prossimi  anni può solo essere riconosciuto loro e ricordato come “la stagione d’oro di Venator “.
Altre promozioni in Italia non mi risultano . Promuovere vuol dire INVESTIRE E ORGANIZZARE MEDIATICAMENTE LE MMA . A parte noi e Venator a suo tempo non mi risulta ci sia stato precedentemente altro di rilevante e neppure in preparazione . Quindi ne parleremo quando ci sara’ qualcosa di concreto di cui parlare .”
MMA ARENA: Altra domanda scomoda, uno dei motivi della chiusura del Venator ( stando alle parole del suo presidente) è stata l’impossibilità di avere seri controlli antidoping per gli atleti. Oktagon e Bellator che politica adottano riguardo ai controlli sugli atleti?


Carlo Di Blasi:
“Non credo che la chiusura di Venator sia dipesa dai controlli antidoping . Ma Sono lieto di dare una risposta netta e chiara a questo problema . A Oktagon ,come a tutti i galà europei di Bellator mma , vi sara’ la COMMISSIONE SPORTIVA AMERICANA a regolare tutto . Dai match ( ufficiali di gara ) al peso al controllo antidoping . La ISKA infatti ha siglato tramite Bellator un accordo in tal senso e da Firenze avremo la Athletic commission of Nevada in charge .”

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MMA ARENA: Alessio Sakara è sicuramente il nome di maggior richiamo per il pubblico italiano delle MMA e lo vedremo impegnato nuovamente a Firenze nella gabbia . Dopo questo evento ci sarà possibilità di vedere il nostro legionario anche oltre oceano ?


Carlo Di Blasi: “Questa domanda dovete rivolgerla al nostro grandissimo Alessio , un personaggio che stimo per il suo essere VERO . Un aneddoto per chiarire la caratura del personaggio . Alessio mi conosceva appena nel 2012 e , nonostante io fossi attaccato da UFC perche’ organizzavo il primo evento milanese di livello in gabbia insieme al ring al forum di Assago ( Mi),  lui non lesino’ parole di incoraggiamento in una famosa intervista che gli procuro’ qualche noia da parte di UFC che non apprezzo’ il suo intervento a mio favore .”

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MMA ARENA: Come vede il futuro delle MMA in Italia ?


Carlo Di Blasi:”
Brillante perche’ finalmente c’è uno sbocco professionale . Le MMA rispetto agli sport del ring hanno una connotazione al 100% PRO perche’ ci sono i mezzi per vivere di questo e BENE . Quindi se un ragazzo spera di vivere di kickboxing o è un Petrosyan , e oggi un Haida o una Peritore,  oppure lo fa come part time …. Ma se sei un mma fighter con due match pro di Bellator all’anno puoi vivere bene e se poi sfondi come Sakara … Beh parliamo allora ,con tre match all’ anno,  di una vita agiata senza dover fare doppi lavori .
La strada e’ segnata : Fight1 vuole e cerca campioni ma le regole sono chiare . Bisogna essere di Fight1 , poi  Si parte dalle nostre selezioni e non ci sono scorciatoie . Non sarebbe serio , e noi SIAMO gente seria .”

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MMA ARENA: Grazie per la sua cortesia e disponibilità , saremo presenti con il nostro blog all’evento certi di assistere a un grandioso spettacolo.


Carlo Di Blasi:”
Grazie a voi per il lavoro che fate a favore del nostro mondo . Potro’  non essere d’ accordo su tutto cio’ che scrivete ma rispetto e difendero’ sempre il vostro operato contro chi vi vorrebbe muti o asserviti a qualcuno . Continuate a essere critici e mordaci . Questo e’ il giornalismo .

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