Il prezzo del sogno

  • E’ pensiero comune che per arrivare al massimo livello possibile delle MMA, cioè in UFC, sia necessario ampliare le proprie conoscenze mettendo in preventivo di dover prima o poi affrontare dei camp di training in una delle grandi palestre statunitensi. Anche in Italia abbiamo delle eccellenze che sono in grado di insegnare e far crescere un atleta ma la possibilità di trovare tanti maestri di altissimo livello concentrati in
    un posto solo si ha solo laggiù, senza parlare del vantaggio di poter fare sparring con i migliori fighters del mondo.
    C’è però un rovescio della medaglia: i costi. Eh si, andare e rimanere in USA ha il suo prezzo, se calcoliamo in 2-3 mesi la durata di un camp stiamo parlando di varie migliaia di euro, un sacrificio economico che non tutti si possono permettere. Abbiamo deciso di dare una controllata da vicino ai conti: ricercando su internet si nota che le palestre maggiori hanno un listino prezzi facilmente consultabile, ma poi ci sono una serie di costi accessori che solo una persona che ha vissuto questa
    esperienza ci può quantificare.
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    Fighter che sono andati in USA ad affrontare un camp preparativo per il massimo livello ne abbiamo avuti pochissimi, abbiamo pensato di chiedere l’aiuto di colui che lo fa da più tempo e che ha dovuto confrontarsi con certe problematiche il maggior numero di volte: Alessio Sakara. Il fighter romano fa spola con gli USA per allenarsi all’American Top Team da svariati anni, oltretutto è il responsabile della filiale italiana che ATT ha aperto da poco, per tutti questi motivi è la persona ideale che ci
    poteva fare un raffronto pratico tra i costi che un fighter dovrebbe sostenere se volesse andare in USA o se decidesse di rimanere a prepararsi nel nostro paese
    .
    Sakara, collaborativo come sempre, ci ha fornito i dati in suo possesso ed ora ne sappiamo un po’ di più. Per iniziare è necessaria una precisazione: sia in Italia che in USA esistono due tipologie di ingressi
    -Agonisti (atleti professionisti)
    -Amatoriali (tutti gli altri)
    Negli Stati Uniti gli Agonisti si suddividono ancora in:
    -atleti Pro che iniziano ad entrare nei circuiti internazionali
    -Big che sono i campioni.
    Le due categorie hanno maestri diversi, orari di allenamento diversi ed ovviamente partner sparring completamente diversi. Compariamo un po’ i prezzi per un camp (calcolati mensilmente) ipotizzando tutti i costi per un atleta non residente.
    Iniziamo con le spese di viaggio:
    -per andare in USA serve ovviamente l’aereo il cui costo in bassa stagione si aggira attorno ai 600-800 euro di media. Per muoversi in Italia e raggiungere la propria palestra il costo è quantificabile in 100/200 euro
    -Il costo successivo è quello dell’alloggio, in USA varia molto da città a città:  la casa madre di ATT Coconut Creek si trova in Florida, non esattamente il luogo più economico al mondo, la spesa per un appartamento si aggira tra i 1500 e i 1800 euro. L’AKA è a San Jose e l’Alpha Male a Sacramento (California),  i prezzi tendono perfino a salire, la Jackson and Wink è ad Albuquerque e forse si trova qualcosa a meno, la Serra/Longo è a New York,  si possono trovare alloggi più a buon mercato ma non nel Long Island dove sta la struttura,  quello che si risparmia poi lo si perde per arrivarci.
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    Per quanto riguarda l’Italia, gli atleti che volessero stabilirsi vicino alla loro palestra dovrebbero sopportare una spesa sui 500-900 in base alla qualità della sistemazione,  perlomeno è così per quanto riguarda ATT Italy e HungMun che stanno a Roma,  Stabile Fight Team (Milano) e Dog Eat Dog (Firenze)
    Altro costo che non si può aggirare è quello del vitto: negli USA si possono trovare società specializzate che curano la dieta dell’atleta e che preparano tutti i pasti della giornata in confezioni sigillate (costo sui 550 euro)
    In Italia è stata ipotizzata una spesa media al supermercato cucinando in
    proprio quantificabile in 300-400 euro.
    Veniamo all’ultima voce, quella del costo di corsi e allenamenti: come abbiamo visto in USA ci sono 3 diverse categorie e ovviamente i costi variano tra una e l’altra,  facendo una media dei vari listini prezzi si evince che:
    -i corsi amatoriali vengono sui 300 Usd mensili e possono essere seguiti
    da tutti.
    -i corsi per agonisti costano circa 1000 Usd al mese e sono riservati esclusivamente ad atleti Pro. Per accedere bisogna essere presentati da un membro del team o tramite provino (che ha un suo costo in genere), i corsi vengono tenuti da personale di alto livello, in genere ex atleti.
    Alcune di queste palestre hanno filiali in tutto il mondo e gli atleti che arrivano da li in genere hanno prezzi agevolati,  in ATT ad esempio si scende fino a 300 usd
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    -I Big (campioni) hanno un contratto personalizzato con la struttura,  pagano versando una percentuale delle varie borse e usufruiscono gratuitamente dei corsi durante tutto l’anno
    Nelle palestre  italiane i prezzi scendono in maniera drastica:
    – gli amatori pagano attorno ai 110 euro, gli agonisti si fermano a 80
    Questo per due motivi, il primo è che Sakara, Stabile e gli altri istruttori sono  ovviamente a conoscenza del valore delle borse che percepiscono gli atleti in Italia e cercano di aiutare e dare un’opportunità agli atleti italiani, il secondo che  la qualità che si può trovare in USA è oggettivamente superiore.
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    Facendo due conti è facile vedere che andare un mese in USA per un atleta di medio livello ha un costo che si può quantificare (facendo una media) almeno sui 3000 euro. In Italia non siamo neppure alla metà di questa cifra. Si tratta di una differenza sostanziale che merita un accurata riflessione da parte dell’atleta.

    Ci siamo fermati al camp ma ricordiamo che sul portafoglio dell’atleta gravano anche i costi quando si arriva al match e si deve andare nella location.  Una grande compagnia come UFC al momento della stipula si fa carico delle spese del fighter e di un accompagnatore ma è pur vero che a quel livello quasi nessuno va solo con una persona al seguito,  in genere sono due o tre. Per quelli in più paga l’atleta, viaggio, alloggio e tutto.

    Tutto questo ci dice che andare in USA ad allenarsi e poi a combattere equivale a una scommessa,  anche in UFC con un contratto base si coprono le spese o si va in rosso,  solo vincendo e ottenendo il bonus si riesce a avere un minimo di margine.  Se poi si sale nei ranking e si ottiene altro contratto i discorsi cambiano ma in  quanti ci sono riusciti fino ad oggi???

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Il consiglio che ci sentiamo di dare ai fighters è di non lasciarsi incantare dai discorsi che promettono facili miglioramenti e facili guadagni andando in USA. La strada maestra  è ancora quella di affidarsi a una struttura locale, lavorare duro e fidarsi del proprio maestro.  Se è degno di questo nome sarà poi lui a spingere il ragazzo a partire quando lo ritiene pronto e potrebbe essere mai, per il suo bene.

Poi sta all’intelligenza dell’atleta capire se fidarsi della persona che lo segue tutti i giorni o dei commenti di amici o leoni da tastiera che cercano di aiutare ma in realtà parlando senza cognizione di causa  affossano le sue possibilità e di conseguenza vanno a far del male a tutto il movimento

 

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