LE DONNE GUERRIERE – dal passato ai giorni nostri

Amici di MMA arena oggi è una giornata speciale, ecco perché la dedichiamo tutta a noi donne! Carattere forte e coraggioso, qualità che per “concezione comune” vengono associate al genere maschile… ma guardando bene la storia capiamo che non è così: le donne molto spesso si sono dimostrate forti, non solo fisicamente ma anche mentalmente.

La donna guerriera per eccellenza è la “pulzella” Giovanna d’Arco che riuscì a guidare alla vittoria le armate francesi contro quelle inglesi e che, purtroppo, morì giovanissima all’età di 19 anni, condannata al rogo e arsa viva.

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Cerchiamo di ripercorrere insieme la storia fino ad arrivare ai giorni nostri.

Nella mitologia greca ritroviamo le Amazzoni, considerate nemiche dei greci in quanto, in una società maschilista come quella greca, l’esistenza di donne guerriere non era concepibile.

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Le fonti storiche confermano che nell’antica Roma, oltre ai combattimenti tra gladiatori, ebbero luogo anche quelli tra gladiatrici! Donne, lotta, guerra, sangue: nella società romana, che apprezzava spettacoli di una violenza quasi inconcepibile per noi, come era visto il connubio fra donne e arena? Nonostante stimolassero l’interesse degli spettatori, le donne gladiatrici venivano spesso disprezzate e derise: i combattimenti tra donne si tenevano in seguito all’evento principale della giornata presso l’Arena (ovvero il combattimento tra gladiatori). Un misto tra desiderio sessuale e sadismo era quello che più eccitava il pubblico, ma nonostante ciò i legislatori romani in diverse occasioni osteggiarono questi combattimenti: addirittura fu emanata una legge secondo la quale si proibiva il reclutamento, ai fini della gladiatura, di figlie, nipoti e pronipoti di senatori fino al compimento dei 20 anni. L’attività delle gladiatrici, dunque, continuò per diverso tempo, pur con tante restrizioni. Oltre a questo, a Roma l’imperatore Domiziano organizzava tornei femminili di lotta libera, sport molto diffuso anche fra le nobili, che lo praticavano in privato.

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Che dire poi delle “donne coi muscoli“? Da Mildred Bliss a Loverie Vallee: tante sono quelle che si possono definire come le prime donne culturiste dell’età contemporanea. Considerate per molti anni “fenomeni da baraccone” (tanto è vero che molte lavoravano in circhi e spettacoli di questo tipo).

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La situazione iniziò a cambiare quando venne organizzato il primo torneo di lotta femminile nel 1891, negli Stati Uniti. Cora Livingston, che vinse il titolo nel 1914, fu la prima a dare una certa rilevanza a questa disciplina a livello femminile: dotata di una forza nelle braccia fuori dal comune, nonostante fosse “piccola” (pesava meno di 60 chili).

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Da quel momento le donne cominciarono ad entrare più “seriamente” nei circuiti agonistici di lotta, arrivando a combattere  anche contro gli uomini. Negli anni trenta il wrestling femminile aveva raggiunto l’apice di interesse e popolarità.

Con tutto ciò vogliamo cercare di demolire la mercificazione dell’immagine femminile: certi uomini, pensando alla “donna combattente”, si immaginano più un genere di lotta “pornografica”, che sicuramente esiste ma che non ha niente a che fare con la VERA lotta, dove ci sono tecnica, forza e disciplina!

Venendo ai giorni nostri è doveroso parlare di un organizzazione tutta al femminile: Invicta Fighting Championship.

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Nata nel 2012, premiata in questo stesso anno e anche il successivo con il riconoscimento di Promotion of the Year come miglior organizzazione di MMA femminili ai Women’s Mixed Martial Arts Awards. Il regolamento è uguale a quello dell’UFC, l’unica differenza sta nel fatto che utilizza una gabbia a forma esagonale (che ricorda quella utilizzata dalla Strikeforce). Cris Cyborg (attuale campionessa dei pesi piuma), Carla Esparza, Cat Zingano sono solo alcune delle lottatrici di rilievo che fanno e hanno fatto parte di questa promozione.

E per concludere come si può non menzionare la promozione più chiacchierata di arti marziali miste? L’Ultimate Figthing Championship. Forse in pochi sanno che nonostante sia stata fondata nel 1993, la divisione femminile non esisteva. Il presidente Dana White aveva escluso la possibilità di crearne una perché non gradiva gli incontri fra donne. Dal 2012 però le cose sono cambiate, infatti l’organizzazione ha messo sotto contratto la prima lottatrice donna nella sua storia: Ronda Rousey, diventando di diritto campionessa in carica UFC. Questo episodio segnerà l’inizio di una nuova era nell’Ultimate Fighting Championship.

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Chissà se le donne che si sono appassionate a queste arti, e che tutt’ora continuano ad aumentare, hanno preso ispirazione da personaggi dei fumetti come la mitica Wonder Woman, o di serie televisive come Xena, la leggendaria principessa guerriera.

Vorrei lasciarvi con un pensiero che immagino molti condivideranno con me, ovvero che la “festa” della donna sarà solo quando non ci saranno più donne uccise, picchiate, sfigurate, o molestate da qualcuno che dice di amarle… perché la donna è un fiore da accudire tutto l’anno, non solo l’otto marzo.

Auguri da tutta la redazione di MMA arena!

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Un abbraccio dalla vostra Xena.

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