Brad “one punch” Pickett

Una carriera di tutto rispetto quella dell’inglese che abbiamo visto in azione per l’ultima volta a UFC London il 18 marzo. E oggi vogliamo parlare proprio di lui.

Nasce a Londra nel 1978, cresce giocando a calcio e praticando pugilato prima di iniziare a interessarsi alle arti marziali miste.

Debutta da professionista nel 2004 nei pesi piuma della prestigiosa Cage Rage (leggendaria promozione inglese non più attiva in cui hanno militato anche i nostri Cristian Binda e Ivan Serati): 17818vince per TKO in soli 17 secondi contro Stuart Grant. A seguito di una sconfitta, si riprende subito: infatti dopo aver battuto Aaron Blackwell e Jordan Miller, ha la possibilità di sfidare Ozzy Haluk per il titolo vacante della categoria.

Nel 2005 sconfigge il connazionale per sottomissione e diventa il nuovo campione britannico Cage Rage dei pesi piuma. L’anno successivo si ritrova ad affrontare, con successo, Robbie Olivier per la difesa del titolo; nel rematch a Cage Rage 18 lo perderà per sottomissione (rear-naked choke) alla terza ripresa.

Dopo una serie di vittorie (tra i suoi avversari ricordiamo anche il nostro alfiere Cristian Binda) e dopo aver conquistato il titolo britannico dei pesi piuma dell’Ultimate Challenge MMA, a dicembre del 2009 esordisce nei pesi gallo della World Extreme Cagefighting.Wec_logo

Vince il suo match di debutto contro Kyle Dietz per sottomissione al secondo round (ottenendo anche il riconoscimento di Submission of the night). Successivamente si ritrova ad affrontare l’avversario più tosto fino a quel momento della sua carriera: Demetrious Johnson (attuale campione UFC dei pesi mosca). L’americano infatti era imbattuto con un record di 10-0: “one punch” vincerà per decisione unanime.

Nel 2010 la World Extreme Cagefighting si fonde con l’Ultimate Fighting Championship: secondo l’accordo della fusione tutti i fighters della WEC venivano trasferiti all’UFC.

Il suo debutto nell’UFC era previsto per maggio 2011 contro l’ex campione WEC dei pesi gallo Miguel Torres, ma a causa di un infortunio fu sostituito da Demetrious Johnson. Si riprende velocemente e qualche mese dopo esordisce contro Renan Barão a UFC 138: perde per sottomissione (rear-naked choke) a meno di un minuto dalla fine del primo round (riconoscimento di Fight of the night).

Dopo altre tre vittorie e due sconfitte, nel 2013 passa nella divisione dei pesi mosca: disputa solo tre incontri (dei quali solo uno vinto contro Neil Seery) per poi ritornare nei pesi gallo. Affronterà altri cinque match, dei quali ne vincerà solo uno a UFC Fight Night: Silva vs Bisping nel febbraio del 2016 contro Francisco Rivera (per decisione split).

Conclude la sua carriera con un record di tutto rispetto 26-14, anche se sicuramente avrebbe voluto chiudere “in bellezza” nel match contro Marlon Vera: “one punch” infatti non concorda con l’arbitro che ferma l’incontro a seguito del calcio subìto dall’ecuadoregno, però come dirà lui stesso nell’intervista a fine match, l’arbitro è lì per fare il suo lavoro e dal momento che vede l’atleta non difendersi in maniera intelligente deve fermare l’incontro.

Bellissima l’immagine finale del match:

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nell’attesa di sentire il verdetto ufficiale, Brad era seduto al suo angolo non soddisfatto di come fosse finita (e visibilmente commosso) e arriva Bruce Buffer che gli da una mano per rialzarsi portandolo al centro dell’ottagono; inoltre Vera si fa spazio tra i fischi della folla (delusa probabilmente dall’esito) dicendo di portare rispetto a una leggenda come Brad. Abbiamo visto tante lacrime da parte del suo avversario mentre l’inglese ha cercato, a stento, di trattenersi uscendo così per l’ultima volta dalla gabbia. emotion

A prescindere dall’esito del suo ultimo incontro, noi gli auguriamo di continuare a seguire la sua passione anche da inattivo per far sì che altri si avvicinino a questo mondo, perché merita tanto.

Di certo non gli manca il supporto più importante: FB_IMG_1489966379145.jpgla famiglia.

Un abbraccio dalla vostra Xena. FB_IMG_1489966280669.jpg

 

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