Quinton “rampage” Jackson

In pochi forse immaginano la storia che si nasconde dietro alla “furia” trentottenne nata negli Stati Uniti.

Quinton infatti ha avuto un’infanzia molto difficile: sin da piccolo ha iniziato a vendere droga ed è stato coinvolto in diverse risse da strada.

L’ambiente intorno non era molto d’aiuto: il padre, drogato, sparì quando Jackson aveva solo dieci anni per poi rifarsi vivo nel 2003, dopo ben 15 anni.20170324_153441.jpg

Lui dal canto suo si è creato una propria famiglia: ha quattro figli, tre maschi (tutti col secondo nome di “rampage” e dei quali uno avuto da un’altra donna) e una femmina. Nel 2006 divorzia dalla moglie Yuki Jackson (dopo il test del DNA grazie al quale scoprì l’esistenza del quarto figlio), anche se rimarranno in buoni rapporti.20170324_153510.jpg

La sua prima esperienza con gli sport da combattimento inizia a 17 anni a scuola col wrestling. Inoltre era amico di Jacob Noe, uno dei pesi mediomassimi di Bellator e karateka, che gli ha dato delle dritte a riguardo in cambio di alcuni suggerimenti sulle tecniche nel wrestling.

Inizialmente il suo intento era quello di proseguire la carriera nel pro wrestling, ma dopo aver scoperto le MMA decide di intraprendere questa strada.

Dal 1999, anno di esordio, militando in organizzazioni minori come King of the Cage, Gladiator Challenge e Dangerzone, in meno di due anni registra un record di 10-1.

Nel 2001 firma per la Pride Fighting Championship: il suo primo incontro sarà con il giapponese Kazushi Sakuraba, considerato uno dei migliori al tempo, a Pride 15. Rampage perde per sottomissione (rear-naked choke) al primo round, subrampgood_display_image.jpgma nonostante ciò riuscì a guadagnarsi l’ammirazione e il rispetto della folla per lo sforzo nell’affrontare un atleta con molta più esperienza.

Nel frattempo, tra una vittoria e l’altra (a parte una sconfitta per squalifica dovuta a un colpo all’inguine contro Daijiro Matsui) si cimenta anche nella kickboxing: si porta a casa due vittorie, e nessuna sconfitta, entrambe contro il kickboxer Cyril Abidi (14-5 fino a quel momento della sua carriera). 20170324_173015.jpgIl primo match termina al primo round per KO; qualche mese dopo il francese vuole risfidarlo ritenendo che la sua vittoria fosse stata un colpo di fortuna: questa volta Abidi perde ai punti.

Dopodiché ritorna alla Pride con l’obiettivo di strappare il titolo dei pesi mediomassimi detenuto da Wanderlei Silva. Nel 2006 partecipa al torneo Pride Middleweight Gran Prix nel quale si sarebbero affrontati gli atleti migliori della divisione. Conquista il posto in finale dopo aver battuto Murilo Bustamante (decisione split) ai quarti di finale e Chuck Liddell (TKO) in semifinale.

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La trilogia: Silva vs Jackson

A novembre del 2003 si trova faccia a faccia col campione in carica: il brasiliano vincerà per TKO con una serie di ginocchiate al volto di Jackson. Questo è solo l’inizio della rivalità tra i due. Infatti si affronteranno nuovamente a Pride 28 nel 2004 per il titolo, e ancora una volta ha la meglio Wanderlei Silva: KO alla seconda ripresa. Si scontreranno un’ultima volta a UFC 82 nel 2008: la furia americana manda KO il brasiliano al primo round ottenendo il riconoscimento di Knockout of the night.

Dopo aver disputato l’ultimo incontro a Pride 31 – Dreamers, dal quale uscirà vincitore per decisione unanime, nel 2006 firma un contratto con la World Fighting Alliance nella quale combatterà solo una volta vincendo per decisione split contro Matt Lindland, in quanto la promozione cederà i propri beni, inclusi i contratti dei fighters, all’Ultimate Fighting Championship.

In un’intervista Rampage aveva dichiarato di non essere entrato prima nell’organizzazione a causa della sua amicizia con Tito Ortiz, 20170324_185532ritenendolo uno dei più grandi fighters presenti in UFC e siccome appartenevano entrambi alla stessa classe di peso, Jackson non voleva interferire.

Fa il suo debutto a UFC 67 mandando KO Marvin Eastman alla seconda ripresa.

A UFC 71 si scontra col campione dei pesi mediomassimi Chuck Liddell per il titolo: 1490397380357in meno di due minuti dall’inizio del primo round Rampage riesce a portare a terra l’avversario e a mettere a segno una serie di colpi che porta l’arbitro a stoppare il match, conquistando così il titolo.

A UFC 75 batte anche il campione Pride dei pesi mediomassimi Dan Henderson per decisione unanime, in questo modo avviene l’unificazione dei due titoli delle promozioni.

A UFC 86 non gli va molto bene, infatti perde il titolo contro Forrest Griffin per decisione unanime (ottengono i riconoscimenti di Fight of the night e Fight of the year 2008).

Nel 2011 ha un’altra possibilità per riprendersi il titolo: perde per sottomissione (rear-naked choke) da parte di Jon Jones alla quarta ripresa.

A seguito di altre due sconfitte, viene annunciato il suo passaggio a Bellator MMA: debutta nel 2013 contro Joey Beltran vincendo per KO (pugni) a un secondo dalla fine del primo round.

Nel 2014 partecipa alla decima edizione del torneo dei mediomassimi dove sconfigge Christian M’Pumbu al primo round (KO) in semifinale. Così si ritrova in finale ad affrontare Muhammed “king Mo” Lawal a Bellator 120: vince per decisione unanime e ottiene la possibilità di sfidare il campione Emanuel Newton per il titolo; una possibilità che però non si concretizzerà a causa del cambiamento della formula del campionato da parte della Bellator.

Sempre nel 2013 debutta nella Total Nonstop Action Wrestling: qui militerà per poco, infatti in un’intervista del 2014 dichiarò di voler abbandonare per aver visto il modo in cui venivano gestite le cose nell’ambiente.

Ritorna in UFC per un solo incontro battendo per decisione unanime Fabio Maldonado.

Nel 2016 firma nuovamente con la Bellator e affronta il giapponese Satoshi Ishi vincendo per decisione split.

Tornerà in azionequesto venerdì a Bellator 175 il 31 marzo in un match tanto atteso che lo vedrà ancora una volta contro Muhammed “king Mo” Lawal.Bellator-175-Rampage-vs-King-Mo-2-Fight-PosterCome andrà a finire questa volta? Restate sintonizzati e lo scopriremo.

Un abbraccio dalla vostra Xena.

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