Pubblico e eventi : un rapporto complicato

Eccoci ancora una volta pronti ad analizzare una delle più importanti cause del mancato successo delle MMA nel nostro paese: il pubblico agli eventi. Gli italiani si sa non hanno grande cultura sportiva o meglio tutto ciò che non è calcio viene inserito nel calderone dei cosiddetti sport minori , immagine decisamente triste ma purtroppo realistica. L’idea di scrivere questo pezzo ci è inizialmente venuta leggendo i dati di ascolto dell’ultimo Bellator Torino: 496.000 telespettatori in media per le MMA con un picco per il main event fra Carvalho e Manhoef di 688.000 mentre per la kickboxing gli ascolti hanno raggiunto i 579.000 spettatori. I dati sono tutt’altro che fallimentari, anzi ottimi, in linea con quelli consueti di Bellator per le MMA  e addirittura in crescita per la Kick. La domanda che ci siamo posti allora è stata, come mai se i valori dimostrano che lo show è stato all’altezza delle aspettative per il pubblico americano il pubblico italiano non è accorso in massa a vedere un evento di questo livello ma, anzi, rispetto all’anno scorso si è quasi dimezzato? Essere stati presenti a questa edizione di Bellator è stata una vera emozione, bastava solo leggere alcuni nomi sulla card per entusiasmarsi: Carvalho, Manhoef per il titolo, Yankova, Parr, Khel, Meksen, Petrosyan  per citarne alcuni. Insomma nomi conosciuti, in tutto il  mondo, anche da semplici appassionati.

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Quando mai potrebbe ricapitare un’occasione di vederli dal vero  e non solo in video, sui social o in notizie sportive?  688.000 persone hanno visto il main event in tutto il mondo e noi il massimo che siamo riusciti a fare è arrivare a 8.000 spettatori. La discrepanza è lampante e lascia un po l’amaro in bocca soprattutto perché quel sabato sera a Torino c’è stato spettacolo vero. Grandi ko, match combattuti fino alla fine, dando tutto, adrenalina, sudore e dolore…. Impressa nella mente l’immagine di Parr che si allontana dal ring con le braccia a deltaplano con il viso di un bimbo che ha vinto per la prima volta. Un po’ di delusione per questo pubblico che stenta ad essere presente, a farsi sentire, che manca; cosa che si può vedere come andamento generale  negli altri eventi home made, quando si grida al successo per un pubblico appena di 700 persone.

A prescindere da chi è in grado di mobilitare masse, sembra mancare a questo sport una fanbase adeguata, il sostegno che meritano l’impegno, la bravura, l’audacia di tutti gli altri atleti che mandano avanti le MMA  in Italia. Macinare Km, privarsi del riposino del weekend sul divano, o dormire un po meno una notte possono essere realmente fattori da mettere sul piatto della bilancia rispetto a farsi attraversare dalle forti emozioni che un combattimento in gabbia o sul ring può dare? io non credo.

La cosa triste è che in questi giorni abbiamo visto gente gioire per la “scarsa” ( 8000 persone farebbero comunque la gioia di ogni promoter nel nostro paese) affluenza di pubblico all’ultimo Bellator.. denigrare o boicottare il lavoro degli altri non è che poi faccia così bene al movimento intero! Se uno non va a vedere il Bellator con quei nomi ed i match che ci sono stati per antipatia personale nei confronti di chi organizza, quante possibilità ci sono che vada poi a vedere gli eventi minori ?? La curva del pubblico presente agli eventi è sempre più bassa, ricordo molta più gente al Milano in the cage 3 del 2013 rispetto alla fantascientifica doppia card di Venator 3 nello stesso palazzetto lo scorso anno!!

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Vero è che i tempi sono cambiati e la curiosità iniziale sulle mma è ormai sparita ma o si trova un modo per portare gente al palazzetto o il rutilante mondo delle MMA nostrane non ha poi questo futuro così roseo.. Anche avere due italiani in UFC, Vettori e Di Chirico, non sembra abbia scosso gli animi più di tanto..e volenti o nolenti l’unico volto che ancora rappresenta le mma italiane è Alessio Sakara ambasciatore di questo sport anche oltre i puri appassionati. Con queste premesse e calcolando che Bellator è la seconda promotion al mondo, quante possibilità ci sono che UFC ovvero la prima promotion al mondo  decida di investire da noi ( calcolando anche le recenti dichiarazioni di Dana White )?

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Per ovviare a questo problema c’è chi sta cercando strade nuove come ad esempio Superbia Managemant e il suo Golden Cage dichiaratamente ispirato al progetto polacco KSW nell’unire musica e sport creando una nuova comunity di fan. Gli stessi organizzatori di Golden cage ci hanno detto durante la conferenza stampa che non solo il pubblico va “educato”ma anche i “media”  e che nel nostro paese non è così facile nemmeno trovare sponsor per chi combatte visto che mma e sport da combattimento sono comunque visti come qualcosa di ancora poco valido su cui investire ( a differenza del resto del mondo ). Grazie al nostro lavoro di blogger stiamo imparando a conoscere il mondo delle MMA nostrane oltre quello che si vede in rete e stiamo partecipando a moltissimi eventi il consiglio che ci sentiamo di dare a tutti è , volete fare qualcosa di concreto per il movimento? cominciate ad andare a vedere gli eventi di persona, andate a respirare l’adrenalina di un combattimento andate a sostenere dal vivo chi nella gabbia mette la faccia il cuore il sangue e tutto il resto. Solo se il supporto del pubblico cresce possiamo sperare di vedere crescere le MMA anche da noi.

 

 

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