Canelo Chavez Jr, tanto rumore per nulla.

Sabato sera è andato in scena l’attesissimo match fra Saul Canelo Alvarez e Julio Cesar Chavez Jr. Ci aspettavamo la pelea de gallos, la battaglia fra picchiatori messicani che non fanno un passo indietro, invece abbiamo visto 12 round di guanti. Una seduta di allenamento molto ben pagata con Canelo che ha vinto tutte e dodici le riprese, senza strafare e senza rischiare, ma mostrando una superiorità netta, e Chavez che non è mai riuscito a sbloccarsi mentalmente e a fare quello che il suo angolo gli chiedeva: muovere le mani, alzare i ritmi, prendere rischi. Non ce l’ha fatta Jr perchè, nelle parole del suo allenatore, il leggendario Nacho Beristain, “Purtroppo niente è andato per il verso giusto . Non   abbiamo vinto una ripresa  Non è possibile coprire il sole con un dito.  La verità  è che  Canelo Alvarez è semplicemente  molto più bravo sotto il profilo tecnico-  Ha  detto Beristain  a ESPN Deportes.– Ho chiesto a Chavez Jr  di lanciare il maggior numero di colpi  ma  era timoroso a farlo perchè   si aspettava , dopo la sua combinazione , di ricevere in risposta  tre o quattro colpi precisi di Canelo. Era bloccato  mentalmente . Un pugile   con le sue caratteristiche ,per vincere , ha bisogno di lasciare andare le mani,  e non lo ha fatto. Si era comportato bene durante il “campus” , ha fatto il peso  contro ogni aspettativa ma è la mente che ti porta alla vittoria. Sono frustrato  come lui e suo padre . Mi dispiace molto  anche per la sua folla di tifosi  ma in futuro deve sbloccarsi  e allora le vittorie torneranno.-” L’aspetto mentale di Chavez lo ha segnato per tutta la carriera. L’eterno paragone, improponibile, con l’ingombrante figura paterna, ha sempre penalizzato Jr agli occhi di critici e tifosi, e soprattutto con se stesso. Quando non sono stati gli eccessi fuori dal ring, i problemi con il peso, è stata la “timidezza” nei match decisivi. Quella sensazione di non essere a tempo, quei colpi che non partono, il dubbio, l’esitazione, la scarsa autostima, che in uno sport di situazione intenso come il pugilato, non ti permettono di esprimerti sui livelli che ti competono . Viene in mente il match con Maravilla Martinez, in cui un Chavez contratto e sparagnino ha rischiato di vincere nei pochi momenti in cui è riuscito a far andare i colpi . Grande potenziale, per buona parte inespresso, che comunque gli ha permesso di vincere tanti match e un campionato del mondo. Come scriveva stamattina un giovane e emergente allenatore italiano, è necessario a certi livelli avere il mental coach nel team. Quello che riesce a togliere il freno a mano, la pressione, dall’atleta.Samuel

Cosa possiamo dire di Canelo? Si è portato a casa una buonissima borsa, ha fatto 12 round in scioltezza ed è riuscito finalmente a strappare l’appuntamento con la gloria per settembre, contro Golovkin, nel match che decreterà chi è, in questo momento, il miglior pugile del mondo. Non male per una serata così così.

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