Garcia Amadori: L’arte del Combattimento

Dopo il successo all’evento riminese Venator Fight Night dello scorso week end abbiamo avuto la conferma che è nata una stella nel panorama delle MMA nostrane, si tratta del giovane e dotato Stefano Paternò arrivato all’attenzione nazionale in seguito alla vittoria su Alessandro Botti e confermato come uno dei migliori prospetti italiani dopo il devastante ko inflitto al veterano Danilo Belluardo.

Abbiamo contattato per una chiacchierata colui che ha costruito questo fantastico atleta, il suo coach Garcia Amadori che ci ha raccontato qualcosa di più sul suo metodo di allenamento e su di se.

MMA ARENA: ciao Garcia e benvenuto sul nostro blog.

Garcia Amadori: Ciao a tutti voi e grazie per questa prima intervista sul vostro blog MMA ARENA.

 

MMA ARENA: per chi non ti conosce vuoi presentarti brevemente? Come ti sei avvicinato agli sport da combattimento?

Garcia Amadori: Mi chiamo Garcia Amadori, vivo a Milano e sono il responsabile tecnico della MMA ATLETICA BOXE (www.atleticaboxe.com) dove insegno MMA, Brazilian Jiu Jitsu, Pugilato e difesa personale.

Mi sono avvicinato per la prima volta al combattimento all’età di 6 anni attraverso la lotta libera, praticata dal mio padre che, essendo un artista (pittura, scenografia, luce e architettura) di fama internazionale, mi ha influenzato anche nel mio approccio multidisciplinare e creativo alle discipline da combattimento.

 

MMA ARENA:recentemente abbiamo letto un articolo che parlava del metodo “all points” adottato nella tua accademia, vuoi spiegarci di cosa si tratta?

Garcia Amadori: Per me il combattimento è un’arte che ha la sua massima espressione nella difesa personale. “ALL POINTS” è un metodo di addestramento adattabile alle varie discipline di combattimento che rappresenta proprio la mia visione: il risultato di anni di pratica, di insegnamento e di un continuo e approfondito studio delle discipline e delle dinamiche del combattimento stesso. L’obiettivo del metodo è quello di aiutare le persone ad adottare un approccio logico e funzionale per affrontare al meglio un confronto.  Considerando che ogni combattimento è un avvenimento irripetibile, il metodo “ALL POINTS” presume che per ogni circostanza esista una logica sottostante che permetta di applicare una specifica tecnica e di individuare un punto di equilibrio vincente che colleghi efficacemente una serie di fattori che consentono di raggiungere l’obiettivo prefissato.

Per chi sarebbe interessato ad approfondire, nel mio libro ALL POINTS KNIFE COMBAT, appena pubblicato dalla Edizioni Libreria Militare, si trovano i principale concetti del metodo.

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MMA ARENA: il tuo allievo Stefano Paternò dopo la bella vittoria contro Alessandro Botti ha collezionato un altro incredibile scalpo vincendo contro il noto Danilo Belluardo ed infliggendoli un terribile ko. Cosa puoi dirci del match, come lo avete preparato ?

Garcia Amadori: L’esperienza e la pratica rivestono un ruolo fondamentale ai fini strategici. Soltanto attraverso l’addestramento si possono acquisire le abilità per affrontare un combattimento nel modo più adeguato. La vita di un combattente deve ruotare intorno di esso.

Ciò premesso, il mio metodo si basa su un ciclo continuo e progressivo di acquisizione di conoscenze, formazione e crescita che va oltre alla preparazione di un singolo match. Tuttavia durante il periodo che si avvicina ad un incontro tendo a lavorare sugli aspetti strategici specifici individuati in base alle principali caratteristiche dell’avversario che si dovrà affrontare.

Nel caso di Belluardo ho lavorato con Stefano nello striking di contrasto a un guardia destra, nella difesa dai takedown e con il Brazilian Jiu Jitsu nel controllo a terra per contrastare il ground-pound e poi riportare il combattimento in piedi. Inoltre è stato fatto un ottimo lavoro dalla difesa del single leg dove abbiamo messo in atto una tecnica di contro proiezione, che è stata la chiave di volta che ha portato il match nelle mani di Stefano.

È stata dunque una preparazione ben mirata: striking, controllo a terra in posizione di sfavore (BJJ) e controllo nei takedown. Sapevo che questa strategia avrebbe portato il giusto riscontro. Stefano ha saputo trovare l’attimo e lo spazio giusto e, a parte qualche ingenuità, è stato molto bravo. Essendo molto giovane ha tanto margine di crescita e perfezionamento.

 

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MMA ARENA: oltre a Paternò nella tua accademia ci sono altri fighter di cui sentiremo parlare nel professionismo?

Garcia Amadori: Oltre a Paternò ci sono due giovani atleti semi-pro molto promettenti: Valerio Rossi, 19 anni (66kg) e Pietro Mormino, 21 anni (70 kg). Attualmente sono entrambi fermi per infortunio.

 

MMA ARENA cosa ne pensi della situazione delle mma in italia? Quali progetti hai per il futuro?

Garcia Amadori: l’ Italia è un paese tendenzialmente esterofilo che non sa valorizzarsi. Tutti pensano di trovare il meglio all’estero, soprattutto in America. Tuttavia la situazione delle MMA in Italia si sta evolvendo nella qualità sia degli eventi sia degli atleti. Penso che possiamo fare e dare tanto anche a livello internazionale. Sul questo mi ritengo controcorrente. Molti dovrebbero guardarsi in giro prima di spendere tempo e soldi altrove per allenarsi. Tante volte le cose le abbiamo sotto il naso….basta saperle riconoscere.

Per il futuro…? Con tanta umiltà e professionalità si può raggiungere traguardi importanti basta crederci e rimanere con i piedi per terra.

 

MMA ARENA: che consigli daresti a un giovane che voglia praticare le mma e diventare professionista

Garcia Amadori: Le MMA che vedo in giro si basano sulle più svariate discipline. Questa libertà delle modalità di insegnamento rappresenta una minaccia alla loro concreta efficacia. La chiave è il giusto concatenamento delle singole discipline, nell’unione delle varie tecniche, rendendole nel contempo sicure ed efficaci. Questo mix richiede degli adattamenti specifici che risulta complesso identificare senza una visione multidisciplinare.

È fondamentale, dunque, approfondire su quale background si fonda il metodo di insegnamento che si decide di seguire.

Un ragazzo che vuole iniziare una carriera da artista marziale deve essere disciplinato e molto costante. Non avere fretta, essere umile e soprattutto deve entrare nella palestra giusta dove si respira aria di valori e dove il maestro sia una guida, un esempio di continuo apprendimento perché NON SI SMETTE MAI DI IMPARARE.

MMA ARENA: grazie mille per la disponibilità continueremo a seguire il tuo lavoro

Garcia Amadori: Grazie a voi per l interessamento e per il contributo che date a questa disciplina.

Un saluto a tutti voi.

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