UFC Fight Night 110 recap

Ciao a tutti dal vostro Phoenix!

Come detto in fase di analisi, la card di sabato notte si è rivelata interessante ed avvincente, a dispetto della mancanza di grandi nomi. Ko, sottomissioni, un upset clamoroso e il grande ritorno di Mark Hunt. C’è stato abbastanza per tenere svegli gli appassionati di MMA.

Andiamo a rivivere le emozioni dei match

Tim Elliot vs Ben ten Nguyen

Si parte subito con un upset clamoroso. Elliot accorcia la distanza su Nguyen e va ad eseguire una dubbia proiezione d’anca con presa al collo. Nguyen è bravissimo a sfuggire al controllo e prendere istantaneamente la schiena, chiudendo subito la rear naked choke. Elliot non può far altro che battere e lasciare la vittoria all’avversario. Mi raccomando, non provateci a casa nè in gabbia, non si fanno le ancate con presa al collo. Vince Ben Ten dopo 49 secondi del primo round.

Ion “Hulk”  Cutelaba vs Luis Henrique da Silva “Frankensein”

Cutelaba fa seguire i fatti alle parole. Dopo dichiarazioni importanti e tentativi di intimidazione vari al peso, il moldavo parte fortissimo e nel primo scambio mette a terra il brasiliano con una combinazione diretto destro gancio sinistro. Finisce immediatamente il lavoro in ground and pound costringendo l’arbitro a dichiarare il TKO a 22 secondi del primo round.

Dan Hooker vs Ross Pearson

Non accade molto nel primo round, Pearson prova ad accorciare la distanza mentre Hooker è bravo a sfruttare il notevole vantaggio di allungo per tenerlo lontano. Si segnala l’australiano con un paio di calci frontali che gli valgono il round, mentre Pearson non trova la distanza giusta per mettere a segno i suoi colpi di braccia.

Nel secondo Pearson prova a farsi più aggressivo ma finisce con lo sbracciare in modo piuttosto prevedibile. È molto intelligente Hooker che gli prende le misure e il tempo e a 3.02 incrocia un tentativo di gancio sinistro largo con una ginocchiata terrificante che manda istantaneamente al tappeto il veterano inglese, privo di sensi. Come potete apprezzare dall’immagine, la ginocchiata arriva esattamente alla mascella. Un colpo pregevolissimodan-hooker-ufc-fight-night-110-3.jpg

Derek Brunson vs Daniel Kelly

Inizia il round con Kelly che assume la classica postura con le gambe leggermente piegate per abbassare il baricentro e cercare di lavorare, ma Brunson combatte lungo, usa jab e low kick per tenere a distanza il suo avversario. Mette a segno diversi low kick Brunson sulla gamba avanzata dell’australiano, poi parte all’improvviso con un uno due, mette a segno un sinistro molto potente e preciso che spegne Kelly. Vince Brunson per KO a 1.16 del primo round.

Derrick Lewis vs Mark Hunt

Qui prima di parlare del match vorrei dedicare un pensiero a tutti i tifosi occasionali che hanno spalato fango su questo match e sui protagonisti. Abbiamo letto commenti che andavano dal “bidoni sono senza fiato dopo due round” a “questi non sembrano neanche atleti, come fanno a stare nella top ten” fino agli insulti. Ecco, cari leoni da tastiera, vorrei che rifletteste un attimo su questi nomi: Frank Mir, BigFoot Silva, Stefan Struve, Roy Nelson, Travis Browne. Sono tutti stati messi ko da Hunt o da Lewis. Questi sono uomini che possono mettere Ko chiunque. Hunt è stato campione di K1, e dal PRIDE all’UFC ha fatto una carriera nelle MMA che noi possiamo fare solo alla playstation. A 43 anni fa il main event in casa e vince per KO al quarto round con uno che era considerato un prospetto per il titolo. Non tutti i pesi massimi hanno il cardio e l’esplosività di Cain Velasquez. E Cain è un caso unico. Che oltretutto, proprio per l’enorme esplosività, tende ad infortunarsi tantissimo e a combattere una volta l’anno o anche meno. Parlate con rispetto dei grandi pesi massimi, perchè magari non vincerebbero mai un concorso di bellezza, o una maratona, ma possono spaccare culi come nessun altro. Finita la parentesi sui fenomeni di twitter, veniamo al match. Lewis si presentava sull’onda di una striscia importante di successi. Forte di un importante vantaggio, 13 centimetri di altezza e 15 di allungo, non è riuscito però a contenere la superiore tecnica in piedi di Hunt, che come detto è stato campione di K1 ed è estremamente temibile. Hunt riusciva sempre a tagliare la strada a Lewis, che si affidava a tentativi di calci saltati o high kick con la gamba davanti, spettacolari soprattutto considerando la sua mole, ma che non hanno mai messo in difficoltà il super samoano. Alla fine del primo round Hunt si è ferito la tibia su un blocco da parte di Lewis, e quindi ha dovuto limitare l’uso dei low kick che sembravano efficaci. Dalla terza ripresa Lewis sembrava alla disperata ricerca di un’idea, visto che in piedi non riusciva a trovare le misure per far partire i colpi. Probabilmente the black beast avrebbe dovuto preparare un piano B, ad esempio cercando di portare il match a terra, ma ha provato un singolo takedown alla fine del terzo quando era stato scosso da un colpo di Hunt. Lewis finisce la terza con le mani sulle ginocchia, mentre Hunt, più abituato alla distanza, sembrava non aver problemi. Infatti nel quarto Hunt va a segno ripetutamente, Lewis continua a cercare di spostarsi lungo la gabbia ma ormai è troppo lento e Hunt gli taglia sempre la strada e lo incrocia con colpi potenti, gomitate, avambracci a martello, Lewis è in difesa passiva e l’arbitro decreta il TKO a 3.51 del quarto. Dopo il match un Lewis visibilmente scosso ed emozionato ha dichiarato di essersi infortunato alla gamba, e che probabilmente quello sarebbe stato il suo ultimo match. Vedremo nei prossimi giorni a mente fredda. Invece lo splendido 43enne Hunt ha chiesto rematch con Overeem e/o Dos Santos, trovando anche il tempo per insultare il cheating scumbag olandese.

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