Travis Browne lascia il GFC: la fine del bluff di Tarverdyan?

Travis Browne, noto ai più come compagno Ronda Rousey, era un ottimo lottatore, considerato addirittura un contender al titolo dei pesi massimi UFC quando nel 2013 mise insieme una striscia di tre vittorie consecutive ai danni di Gabriel Gonzaga, Alistair Overeem e Josh Barnett.

Questo gli valse una eliminatoria per il titolo contro Fabricio Werdum, in cui venne sconfitto ai punti con decisione unanime, ma fece un bel match. Insomma, un atleta da numero 3 al mondo, giovane, e con ampi margini di miglioramento. Quasi un predestinato.

Poi, una serie di vicende personali, cominciate con l’accusa di violenza domestica da parte della ex moglie, che gli costò la sospensione da parte dell’UFC, sospensione poi rientrata quando le accuse caddero perchè prive di ogni  fondamento. Poi l’inizio della relazione con Ronda Rousey. La bella Ronda sembrava la compagna ideale per un uomo come Travis, bellezza da paginone centrale di Playboy e stesso lavoro, quindi condivisione di passione e sacrifici. Quello che un pò tutti gli atleti di sport da combattimento sognano.

Ma purtroppo si sa, per amore si fanno delle stupidaggini incommensurabili. E Travis non ha fatto eccezione. Ha lasciato quello che è da più parti considerato il miglior coach del mondo, Greg Jackson, per trasferirsi al Glendale Fighting Club di Edmond Tarverdyan, team in cui si allenava Ronda. Ronda era una pioniera delle mma femminili, medagliata olimpica e pluricampionessa di Judo, quindi abituata fin da bambina ad allenarsi e a competere, e all’epoca le avversarie non avevano risposte per il suo Judo, quindi vinceva tutti i match, facendolo anche sembrare facile. Ma la divisione maschile dei pesi massimi è un’altra storia. Completamente diversa.

Travis,  con Edmond all’angolo, ha perso 4 degli ultimi 5 incontri, trovandosi da candidato al titolo all’orlo della risoluzione contrattuale. Attenzione ai numeri. Quattro sconfitte su in cinque match. In tutta la carriera Travis ha sei sconfitte. Quattro con Edmond all’angolo, una nell’eliminatoria mondiale con Werdum, e una per infortunio in un match che stava vincendo contro Big Foot Silva. Nel frattempo, Edmond aveva compiuto il suo capolavoro in negativo, ovvero convincere Ronda di essere una striker, senza curarsi del fatto che invece, mentre le avversarie di Ronda si evolvevano e diventavano pericolose, la Rousey aveva ancora una boxe molto rudimentale e una thai limitatissima. Il bluff di Ronda striker ha retto solo con la Correia, poi Holly Holm prima, e Amanda Nunes poi, hanno messo in luce i limiti enormi dello striking di Ronda, ponendo di fatto fine alla sua carriera. Fortunatamente, nell’ultimo mese Travis sembra aver recuperato l’uso della ragione. Ha lasciato il team di Edmond.

Tarverdyan ora , persi i coniugi Rousey, ha solo dei pugili armeni di secondo piano, ma si guarda bene dal togliere le loro foto dalla pagina della sua palestra http://www.gfcfitness.com/fight-team/

Oltre alla perdita degli atleti più rappresentativi, Edmond si trova in seri guai con il fisco americano, e fra la bancarotta, 700mila dollari debiti con le banche, e alcune torbide vicende legali, sembra che possiamo finalmente salutare la fine del bluff della GFC.

Tutti gli atleti arrivati li sono peggiorati. Senza eccezioni. In generale, bisogna affidarsi a team di alto livello, se ad alto livello si vuole stare. Non è un caso se nei main event UFC troviamo sempre atleti delle stesse scuole. Non è un caso se tutti vogliono allenarsi da Jackson, o all’AKA, ATT, Black House.

Il ferro affila il ferro. Ci si deve allenare con i migliori e ci si deve far seguire dagli allenatori migliori. I guru, gli improvvisati, quelli con curricula fantasiosi e traballanti, campioni di sigle sconosciute o peggio di sport che non prevedono competizioni organizzate, come ad esempio il “campione mondiale”di krav maga che si vede in questi giorni su youtube, vanno evitati come la peste. Sono la rovina degli atleti. Non esistono i guru. Esistono i metodi, le scuole e i risultati. Esiste quello che funziona, che è diverso da quello che non funziona, esistono i tecnici che portano risultati e quelli che fanno chiacchiere.

Tutto questo Travis lo ha capito quando si è trovato sull’orlo del precipizio. Ha riallacciato i rapporti con Josh Barnett, che erano rimasti logori dal loro match, quando Travis dopo la vittoria fece il gesto di esultanza della gola tagliata, proprio quello di barnett, che prese la cosa come una offesa e una mancanza di rispetto. Ha lavorato con Barnett, che è un esperto di catch, proprio come il suo prossimo avversario Alexey Oleynik, e all’angolo sarà seguito dal leggendario Ray Sefo. Che è stato un campione verio ed è un coasch serio, a differenza del truffatore armeno. Probabilmente Travis ha deciso troppo tardi, e in caso di sconfitta verrà tagliato dall’UFC, ma continuando a lavorare seriamente, potrebbe tornare in UFC in pochi match o andare a Bellator, dove ben guidato potrebbe essere il miglior peso massimo del roster.

Adieu Edmond, non ci mancherai.

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