Frank Mir: “voglio tornare al top”

Visto la notizia di pochi giorni fa della firma con Bellator, oggi parliamo proprio di Francisco Santos Mir III, meglio noto come Frank Mir. È sempre affascinante conoscere la storia della persona dietro al personaggio che tutti i fan conoscono e amano, anche per far capire che i “marzialisti” non devono essere visti in automatico come “persone cattive” (pregiudizi privi di senso), anzi a volte possiamo imparare qualcosa dalle loro storie. Tra gli alti e bassi questo resta uno degli atleti più interessanti nel panorama delle arti marziali miste, a mio parere.

Prima della fama, Mir era un comune bambino nato e cresciuto a Las Vegas. Sin da giovane si è allenato nell’american kenpo e ha partecipato a diverse competizioni organizzate dalla scuola di proprietà dei suoi genitori; ottiene la cintura nera in questa disciplina. Questa vicinanza e questa passione per gli sport da combattimento sono sempre state nel suo sangue: suo padre era un wrestler cubano e ha giocato un ruolo fondamentale nel convincere Mir a praticare wrestling così che potesse imparare ad evitare le sottomissioni. Il piccolo Mir entra nella squadra di wrestling junior della sua scuola e perde i primi nove incontri. Passa poi nei senior (1998) e mette su un record di 44-1, vincendo anche un campionato statale. Ha giocato a football e partecipato a gare di atletica leggera.

Il fatto curioso è come arrivato dove è oggi! Frank Mir ha conosciuto il matchmaker di UFC Joe Silva in una scuola di bjj. Silva ha visto in lui un enorme potenziale e gli ha suggerito di competere nelle mma.

Mir accetta il suggerimento e già nel 2001 fa il suo debutto professionale a HOOKnSHOOT: Showdown contro Jerome Smith. Mir vince per decisione unanime. Il secondo match a IFC Warriors Challenge lo vince per sottomissione (round triangle choke) contro Dan Quinn.

Solo tre mesi dopo, Mir fa il suo esordio nella prestigiosa UFC: a UFC 34: High Voltage affronta la cintura nera di bjj Roberto Traven (campione nel 1999 dell’ADCC Submission Wrestling World Championship) e vince finalizzando con un armbar l’avversario dopo un solo minuto del primo round, inoltre ottiene il premio di Tapout of the Night.

Nel secondo match in questa promozione deve vedersela con un veterano UFC: Pete Williams. I due si scontrano a UFC 36: Worlds Collide, ma alla fine Mir ha la meglio e vince per sottomissione infliggendo l’unica sconfitta nella carriera di Williams per sottomissione. L’incontro si è concluso in soli 46″ del primo round.

A Londra arriva la sua prima sconfitta. Nel 2002 a UFC 38: Brawl at the Hall affronta Ian Freeman e nonostante i diversi tentativi di leglock da parte di Mir, l’avversario conquista side control in quattro minuti del primo round e sferra diversi pugni e gomitate alla testa di Mir.GettyImages-1131853.0.jpg Viene chiamato il time out a causa di una ferita sul volto di Mir: alla richiesta dell’arbitro di alzarsi in piedi, Mir non ce la fa e dice che può finire così.

Si riprende con una scia positiva di quattro incontri, due vinti per sottomissione, uno per KO e uno per squalifica.ufc-48-sylvia-mir-750.jpg Tra questi avversari c’è stato Tim Sylvia in un match valido per il titolo vacante dei pesi massimi a UFC 48: Payback: l’arbitro Herb Dean ferma l’incontro dopo 50″ dall’inizio del primo round dopo che Mir ha rotto l’avambraccio destro dell’avversario con un armbar. Sylvia inizialmente ha protestato lo stop, ma dopo aver visto il replay si è ricreduto ed è stato sottoposto a un intervento chirurgico qualche giorno dopo. A seguito di questa performance, Mir ottiene la cintura nera di bjj da Ricardo Pires.

Purtroppo però tre mesi dopo è coinvolto in un incidente stradale: una macchina gli va addosso e lo spazza via dalla sella della sua moto. Si rompe il femore e si strappa tutti i legamenti del ginocchio. Perciò viene creato il titolo ad interim dei pesi massimi mentre Mir si riprendeva dall’intervento, vinto poi da Andrei Arlovski che batte per sottomissione Tim Sylvia. Ad agosto del 2015, UFC viene a sapere che Mir non sarebbe stato in grado di combattere contro Arlovski ad ottobre come pianificato… viene perciò spogliato del titolo dopo 14 mesi di regno e Arlovski diventa l’indiscusso campione dei pesi massimi.

Ritorna nell’ottagono a febbraio del 2006 nel suo primo match dopo l’incidente: a UFC 57: Liddell vs Couture affronta la cintura nera di bjj e sei volte campione mondiale di jiu-jitsu Márcio Cruz. Purtroppo Mir perde per TKO al primo round. Nell’incontro successivo batte Dan Christison per decisione unanime (29-28, 29-28, 29-28), ma viene criticato da alcuni per la performance scarsa e per non aver concluso prima del termine contro un avversario al di sotto del suo livello.

Al di là delle critiche, ecco che a UFC 65: Bad Intentions affronta Brandon Vera (attuale campione dei pesi massimi di ONE FC), in un match valido per determinare il contendente numero uno al titolo.Brandon-Vera-v-Frank-Mir1.jpg Mir mostra un notevole miglioramento nello striking ma viene preso in pieno da un destro di Vera, che lo porta a terra con alcune ginocchiate in clinch. A terra e in side control, Vera colpisce con diversi pugni e gomitate che forzano l’arbitro a fermare il match a 1:09″ del primo round. Mir attribuisce le sue “scarse” performance alle precarie condizioni di salute a seguito dell’incidente.

Nel match successivo Mir lancia un messaggio chiaro a tutta la sua divisione: dopo aver battuto il kickboxer Antoni Hardonk per sottomissione (kimura) a 1:17″ del primo round, si rivolge alle telecamere gridando “I’M BACK“.

A UFC 81 Mir dà il suo benvenuto nella gabbia al wrestler WWE Brock Lesnar: f5b4299a5aff32d102757faafea67bd9.jpgfinalizza una kneebar che costringe Lesnar a battere dopo un minuto e mezzo del primo round e vince anche il premio di Submission of the Night.

Per l’ottava stagione di The Ultimate Fighter sarà uno dei due coach delle squadre e viene annunciato che affronterà il capitano del team avversario: l’allora campione dei pesi massimi ed ex campione PRIDE Antônio Rodrigo Nogueria. I due si trovano faccia a faccia a UFC 92 in un match valido per il titolo ad interim (parte del piccolo torneo dei pesi massimi in cui il vincitore avrebbe affrontato il vincente tra il campione dei pesi massimi Randy Couture e Brock Lesnar per unificare i due titoli): Mir vince per KO a 1:54″ della seconda ripresa… è stato il primo a mandare knockout il brasiliano.UFC-92-Frank-Mir-vs-Minotauro-Nogueira1.jpg Due giorni dopo Dana White rivelò in un’intervista che Nogueria aveva un infezione che ha influito molto sull’esito dell’incontro (come il brasiliano stesso conferma), ma nonostante ciò Minotauro si è complimentato con lui per la sua performance.

Affronta in un rematch il campione Brock Lesnar con in palio il titolo: questa volta però Lesnar ha la meglio e vince per TKO a 1:48″ del secondo round diventando così l’indiscusso campione della sua divisione.

A UFC 107 batte Cheick Kongo per sottomissione (guillotine choke) a 1:12″ del primo round: l’avversario però si è rifiutato di battere ed è svenuto nella presa. Durante la conferenza stampa post-match, Mir ha espresso il desiderio di poter combattere contro Lesnar un’altra volta per chiudere la trilogia (visto che erano 1-1):

“Molti si preoccupano di essere politicamente corretti. Ma io non sono così, quello che mi passa per la testa lo dico e basta. Potrei star qui a dire frasi tipo ‘questo ragazzo è un buon fighter, ho tanto rispetto nei suoi confronti’. Ma se non lo penso, perché mai dovrei dirlo? Voglio combattere contro Lesnar. Odio quello che è come persona. Voglio rompergli il collo. Voglio che sia la prima persona a morire in un ottagono. È questo che mi passa per la testa.”

Si è poi scusato per questi commenti fuori luogo.

Ha un’altra title shot per il titolo ad interim contro Shane Carwin, ma perde per KO a 3:48″ del primo round.

Batte poi Mirko Cro Cop per KO, Roy Nelson per decisione unanime e Antônio Rodrigo Nogueria per sottomissione questa volta (kimura) e ottiene il bonus di Submission of the Night per la seconda volta.

Da questo momento la sua carriera è un susseguirsi di alti e bassi: degli ultimi otto incontri ha vinto solo due volte, contro Antônio Silva e Todd Duffee per KO ottenendo entrambe le volte il premio di Performance of the Night. E gli altri sei avversari che non è riuscito a battere chi sono? Tutto atleti scarsi. Junior dos Santos, Daniel Cormier, Josh Barnett, Alistair Overeem, Andrei Arlovski e Mark Hunt. Ovviamente ero ironica, ma era per far capire a quelli che hanno sempre da criticare che in certi casi può avere più valore una sconfitta contro un avversario tosto e degno di essere chiamato tale (anche se è pur sempre un risultato negativo), piuttosto che vittorie di comodo tanto per aggiungere numero positivi al proprio record in carriera.

Ho sempre avuto un debole per i pesi massimi perché, al contrario delle altre divisioni, hanno tutti gli occhi critici puntati addosso, tutti sempre pronti a giudicare cardio e performances scarse o poco spettacolari a causa della stazza e del peso. Ma io non condivido tutti questi pensieri negativi che girano intorno a questa categoria (fatte le dovute eccezioni): Frank Mir è uno degli atleti che mi ha fatto innamorare di questo strano mondo delle arti marziali miste e spero che questo nuovo percorso con Bellator (dopo ben 16 anni in UFC) faccia tornare il Frank Mir di una volta. Al di là delle sospensioni, al di là dei numeri, al di là degli alti e bassi, non si può negare la grandezza di questo fighter!

Un abbraccio dalla vostra Xena.

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