The Dragon is back!

È della settimana scorsa la conferma che uno dei brasiliani più amati farà il suo ritorno nell’ottagono più famoso e sarà protagonista del main event di UFC Fight Night 119. Ecco perché oggi parliamo proprio di lui: Lyoto Machida, un’icona delle mma. Ripercorriamo la sua carriera fino ad ora.

Terzogenito di Yoshizo Machida, maestro di Shotokan Karate in una delle associazioni di karate più influenti in Brasile. Suo padre si trasferì in Brasile all’età di 22 anni, quando ha conosciuto e poi sposato la madre di Lyoto, Ana Claudia, portoghese e di origini italiane. Ha iniziato a praticare karate all’età di 3 anni e si è guadagnato la cintura nera a 13 anni. Ha poi iniziato ad allenarsi nello sport nazionale del Giappone, il sumo a 8 anni. Non si ferma qui la sua voglia di imparare e continua ad ampliare le sue conoscenze nello sport praticando anche bjj e boxe a 16 anni. Ha vinto diversi tornei amatoriali di karate, incluso il torneo Pan American Karate nel 2001. E non è ancora abbastanza: viaggia in Thailandia per studiare muay thai, in Giappone per il grappling al NJPW Dojo e infine negli Stati Uniti per perseguire la sua carriera in UFC.

È stato secondo classificato nel 2000 nel campionato brasiliano di sumo, nella categoria 115 kg. In seguito è diventato due volte campione brasiliano e si è piazzato secondo nel campionato sudamericano: ha battuto il lottatore americano e cintura nera di jiu-jitsu Rafel Lovato Jr. È da aggiungere ai suoi traguardi sportivi c’è la laurea in educazione fisica.

Il fratello maggiore Chinzo è anche lui campione di Shotokan Karate e lottatore di mma che combatte attualmente per Bellator. Più di dieci anni fa i due avevano lottato nella finale di un torneo di karate, dove Lyoto ha lasciato un segno sulla guancia di Chinzo, cicatrice tutt’ora visibile.Captura_de_Tela_2017_06_15__s_10.08.08.0.jpgGli altri due fratelli sono Kenzo Machida, giornalista televisivo di una delle più grandi emittenti brasiliane, e Take Machida.

Lyoto inizia la sua carriera nelle arti marziali miste sotto la guida della leggenda giapponese Antonio Inoki in Giappone. E il suo debutto professionale non tarda ad arrivare: nel 2003 vince contro Kengo Watanabe per decisione unanime, nell’evento promosso dalla New Japan Pro Wrestling. Il suo secondo match si svolge nella sua terra natale e di fronte al pubblico brasiliano, nell’evento inaugurale della Jungle Fight, affronta il futuro Hall of Famer Stephan Bonnar e vince per TKO (questa è la prima sconfitta nella carriera professionale dell’americano).HOF.jpg Per il terzo match torna in Giappone e nello stesso anno prende parte all’evento annuale Inoki Bom-Ba-Ye 2003 (di Antonio Inoki) dove affronta il futuro campione UFC dei pesi medi Rich Franklin:20170828_173015.jpgdavanti a 40000 fan Lyoto batte Franklin per TKO al secondo round. Con un front kick in faccia lo butta a terra e lo finisce con una scarica di pugni che portano l’arbitro a fermare l’incontro. E così come Bonnar, anche per Franklin questa è stata la sua prima sconfitta in carriera.

Rimanendo in tema di “ibridi”, argomento caldo ultimamente vista la situazione con Mayweather e McGregor (boxe vs mma), anche Lyoto dopo il suo terzo match ha intrapreso un percorso particolare, se pur breve: compete in una promozione giapponese di K-1, dove batte i kickboxer Michael McDonald (per sottomissione) e Sam Greco (per split decision)… sotto le regole di mma però. Lyoto viene poi trasferito nella novella organizzazione Hero’s, che promuoveva fight card con incontri solo di mma e altre volte mischiati con match di kickboxing: anche qui affronta un atleta importante, il futuro campione UFC dei pesi welter B.J. Penn e vince ancora una volta per decisione unanime. E dopo aver disputato un altro incontro per la Jungle Fight vincendo per TKO, con un record positivo di 7-0 possiamo affermare che ha messo bene le radici per fare il passo successivo e alzare di livello la sua carriera, finora soddisfacente.

E qual è il passo successivo che ogni fighter sogna? Ultimate Fighting Championship! Lyoto fa il suo esordio nella preliminary card di UFC 67 contro Sam Hoger e vince per decisione unanime. Affronta poi l’imbattuto David Haeth, che rimpiazza Forrest Griffin (fuori a causa di un’infezione), e colleziona un’altra vittoria per decisione unanime. Tocca poi al judoka e veterano PRIDE Kazuhiro Nakamura vedersela con Lyoto a UFC 76: il brasiliano vince ancora una volta per decisione unanime, e più tardi il suo avversario giapponese risulterà positivo alla marijuana. A UFC 79 poi affronta Sokoudjou, un judoka al suo debutto in UFC dopo che ha collezionato vittorie importanti contro veterani PRIDE come Antônio Rogéiro Nogueria e Ricardo Arona: per la seconda volta nella sua carriera, Machida vince per sottomissione (arm-triangle choke) a 40″ dalla fine del secondo round.

A UFC 84 si scontra con un grande personaggio, Tito Ortiz: un match tra due atleti che io personalmente amo molto.8b5b360e8026149d1d407a63460073d0.jpgIl brasiliano ha difeso bene i tentativi di takedown dell’ex campione dei pesi mediomassimi. Negli ultimi minuti del terzo round Lyoto lo manda a terra con una ginocchiata e va a lavorare per finire l’incontro, Ortiz però riesce quasi a finalizzare una triangle choke trasformata poi in un tentativo di armbar. Machida si libera e così si conclude il match. Alla fine il brasiliano vince per decisione unanime (30-27, 30-27, 30-27) e dopo seguirà la disputa che in molti probabilmente ricorderanno tra Dana White e Ortiz che riteneva che il presidente avesse influenzato l’esito dell’incontro.received_1610968498913567.jpegA distanza di qualche anno dal match, Dana White ha rivelato che quella fu l’unica volta in cui ha premiato con un assegno personale un fighter, Lyoto Machida, per aver battuto Tito Ortiz (certo questa dichiarazione fa pensare molto e lascia spazio a dubbi leciti, ma quale sia la verità non è dato saperlo se non parlano i diretti interessati).

A UFC 94 deve vedersela con il connazionale e imbattuto Thiago Silva. Durante la conferenza stampa pre-fight, Dana White dichiarò che in caso di vittoria Machida avrebbe ottenuto una title shot, mentre Silva avrebbe dovuto battere il brasiliano e vincere un altro match per guadagnarsi la stessa opportunità.thiago-silva-espn.jpgLyoto manda KO Silva un secondo prima della fine del primo round e ottiene il suo primo bonus di Knockout of the Night. Inoltre segna la sua prima vittoria in carriera per KO.

Nonostante il KO e le “promesse” fatte, Dana White non lo indicò come primo contendente al titolo.. Fu invece stipulato un match tra l’ex campione UFC dei pesi mediomassimi Quinton Jackson e Keith Jardine: questo avrebbe determinato il destino di Lyoto. La vittoria di Jackson avrebbe fatto ottenere a quest’ultimo un match contro il campione in carica Rashad Evans, mentre con la vittoria di Jardine Lyoto avrebbe guadagnato una title shot. Quell’incontro fu vinto da Rampage per decisione unanime ma a causa di un infortunio fu costretto a tirarsi fuori dal match successivo.

È così che arriva la prima grande opportunità per Lyoto Machida che incontra Rashad Evans nel main event di UFC 98, in un match ovviamente titolato: uno scontro tra due fighters imbattuti.zt9k7o.gifMachida manda KO Evans con una raffica di pugni a 3:57″ del secondo round, diventando il decimo campione UFC dei mediomassimi. Con questa performance ottiene anche il suo secondo bonus di Knockout of the Night, valido 60000 $.

Per la prima difesa del titolo avrebbe dovuto affrontare Quinton Jackson, ma quest’ultimo ha optato per fare da coach nella decima stagione di The Ultimate Fighter. Viene scelto Maurício Rua come sfidante a UFC 104:rua006.jpgLyoto difende la cintura con successo per decisione unanime (48-47, 48-47, 48-47), anche se buona parte del pubblico non era d’accordo con il verdetto, così come alcuni giornalisti sportivi e fighters tra i quali Antônio Rodrigo Nogueria, Junior dos Santos, José Aldo, Rafael Cavalcante e Anderson Silva che ritenevano Shogun vincitore. Vista questa “controversa” e discussa vittoria, sette mesi dopo viene stipulato un rematch relax a UFC 113 in Canada:256wcw7.gifRua evita un sinistro e risponde subito con un destro alla tempia che manda al tappeto Machida. Dalla monta lavora col ground and pound terminando il match a 3:35″ del primo round. Shogun diventa nuovo campione e il brasiliano subisce la sua prima sconfitta in carriera.

Rampage Jackson infligge una seconda sconfitta a Machida a UFC 123 per split decision. Però poi The Dragon riesce a sconfiggere Randy Couture per KO nel secondo round ottenendo un altro bonus di Knockout of the Night.

Lyoto torna vicino al titolo con la possibilità di rimpiazzare l’infortunato Evans contro il campione mediomassimo Jon “Bones” Jones nel main event di UFC 140.

Jones finalizza una standing guillotine choke che fa perdere i sensi a Lyoto (che non batte, è l’arbitro che ferma l’incontro) a 4:26″ del secondo round. Entrambi ottengono il bonus di Fight of the Night.

Dopo due vittorie contro Ryan Bader per KO e Dan Henderson per split decision, viene di nuovo sconfitto da Phil Davis per decisione unanime.

A questo punto della sua carriera decide di cambiare categoria di pesi passando ai medi. E come primo match di “prova” si scontra con Mark Muñoz nel main event di UFC Fight Night 30 e vince per KO (Knockout of the Night). Tocca poi a Gegard Mousasi, in un altro main event il brasiliano vince per decisione unanime (Fight of the Night).

Ottiene una title shot anche in questa divisione e sfida il campione Chris Weidman, ancora una volta in un main event.

I due combattono per cinque round ma alla fine il verdetto spetta ai giudici che decretano vincitore Weidman (49-45, 48-47, 49-46). Nonostante la sconfitta, Machida ottiene il suo terzo bonus di Fight of the Night per la sua performance.

Ha poi affrontato C.B. Dollaway vincendo per TKO (Performance of the Night).

Gli ultimi due match disputati li ha persi: contro Luke Rockhold per sottomissione (protagonista del main event) e Yoel Romero per KO (ancora nel main event).

Ad aprile dell’anno scorso Lyoto è stato sospeso per 18 mesi dopo essere risultato positivo a una sostanza bandita da USADA, e anche se ha accettato questa decisione non vuol dire che sia d’accordo col provvedimento preso:

“Ho ricevuto una sospensione da USADA a testa alta, anche se non sono d’accordo. Ho ripetuto più volte che non ho mai avuto problemi durante tutta la mia carriera e ho sempre collaborato con USADA. Spero che venga preso in considerazione il fatto che ho spontaneamente dichiarato quale sostanza ho ingerito. Sono sempre stata una persona onesta e trasparente, una cosa che ho imparato in tenera età da mio padre Yoshizo. L’integratore che ho preso può esser venduto ovunque, a dimostrazione del fatto che non serve a rinforzare la performance. L’ho preso per abbassare i livelli dello stress, perché stavo arrivando da due sconfitte. Non immaginavo però che la sostanza fosse bandita da USADA. Le informazioni rilasciate agli atleti erano insufficienti. La lista di tutti gli integratori proibiti, in maniera più comprensibile, l’ho ricevuta per messaggio solo il giorno dopo la mia sospensione. Prima non era chiaro. Insegnare ed educare dovrebbero essere doti di un’istituzione che si impegna a promuovere lo sport pulito, non solo punire. Sfortunatamente USADA non ha visto la mia onestà, che è sempre stata la mia priorità. Credo che se fossi stato testato dalla commissione atletica, sarei stato ascoltato e ne sarei uscito diversamente. Continuo ad allenarmi perché questa è la mia vita. Non interromperò i miei allenamenti mai. Ringrazio i miei fan per il supporto e rinnovo il mio desiderio di ritornare nell’ottagono. Comunque non incolpo nessuno. È stata colpa mia. All’inizio ho pensato che la sospensione fosse troppo severa, ma tutto accade per una ragione. Ho guardato tutto questo sotto una luce positiva. È una situazione molto delicata. Giudicare una persona, senza nemmeno conoscerla. Anche Jon Jones.. ha dovuto superare tutto questo e molte persone hanno iniziato a giudicare e a parlare. Ma nessuno sa. Nessuno sa cosa sia successo veramente, e anche se lo sapessi, cosa fai? È la sua vita. Ognuno dovrebbe preoccuparsi della propria vita. Siamo troppo spesso preoccupati a guardare gli altri e ci dimentichiamo di noi stessi. Facciamo spesso troppi paragoni con gli altri. Ognuno ha la sua vita. Questo è il mio momento.”

Anche suo fratello Chinzo Machida si è espresso a riguardo:

“Non credo sia giusto perché ha preso un integratore e non sapeva che potesse contenere una sostanza proibita. Abbiamo preso parte a tante competizioni. Questo ci ha aiutato a migliorare le nostre tecniche, perché a volte lo battevo io e altre volte lui batteva me. È così che siamo cresciuti. Vediamo cosa succederà.”

La sospensione è retroattiva per cui può tornare a combattere a ottobre.. e detto fatto!UFC_Fight_Night_Machida_vs._Brunson_Poster.jpgLyoto Machida è pronto a tornare e affronterà Dereck Brunson nell’ennesimo main event, a UFC Fight Night 119. Il brasiliano è un veterano nelle mma, un’icona e per me è e sarà sempre uno dei migliori negli sport da combattimento. Campione dei pesi mediomassimi attraverso una delle “rivalità” più belle con Shogun, ha messo a segno uno dei KO più spettacolari di sempre contro un atleta del calibro di Randy Couture. È fuori dai giochi da un anno e mezzo e affronterà il numero 7 dei ranking della sua categoria, Brunson.

Le circostanze della sua sospensione non sono nemmeno lontamamente paragonabili a un Jon Jones (tanto per citarne uno a caso..), l’importante è non ripetere lo stesso errore due volte… o tre volte. Si percepisce che è una brava persona, oltre ad essere un ottimo atleta e finalmente a 39 anni farà il suo ritorno nella gabbia: tanto atteso da tutti, almeno io non vedevo l’ora di rivederlo in azione! Perché si capisce quanto ama quello che fa, oltre al fatto che viene da una disciplina, il karate, che per lui è una filosofia di vita:

“Io sono cresciuto così. Mio padre è un maestro di karate. Mi ha sempre insegnato la filosofia del karate. Quando parlo di filosofia, voglio dire rispetto, forza di volontà, fiducia in se stessi. Queste qualità credo siano importanti non solo per combattere, ma per chiunque. Devi avere questa filosofia. Ogni giorno mi metto alla prova, cerco di conoscere i miei limiti. Ora so quali sono i miei limiti, so cosa posso fare. Vivo con questi princìpi. Ogni giorno, ognuno di noi cambia, è normale. Ma i tuoi princípi non cambiano mai.”

tumblr_nmey88HJ4E1soydqko1_500.jpg
[A volte tutto sarà scuro nella tua vita, ma non importa, devo camminare e credere che troverai la luce]
Come si fa a non amarlo?? Un’ispirazione prima ancora di essere fighter.

Un abbraccio dalla vostra Xena.

THE DRAGON IS BACK!!

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