Daniele Brunozzi racconta Ganryujima

Vi proponiamo oggi un articolo scritto da Daniele Brunozzi, il supervisor WKN che accompagna gli atleti di questa federazione in Giappone per il Ganryujima: ci descrive il Ganryujima dagli albori, gli altleti italiani che vi hanno combattuto e si toglie anche qualche sassolino dalle scarpe, buona lettura.

Da Tokyo Mirko Zax

Salve a Tutti, Mi chiamo Daniele Brunozzi, sono un allenatore e appassionato di arti marziali.

Ho pensato di raccontare ai fans e lettori di questo blog l’entusiasmante mondo del “Ganryujima” il nuovo format di combattimento ideato dai Giapponesi che nelle ultime edizioni ha visto la presenza di alcuni fighters italiani a rappresentare il nostro paese nella terra del sol levante.

Già nel 2016 il World President della WKN (World Kickboxing Network) Stephane Cabrera mi aveva informato della possibilità di inserire alcuni fighters nel nuovo circuito giapponese, che cercava, con grande fatica, di ritagliarsi quello spazio lasciato ormai vuoto dal K-1, il mitico torneo giapponese che aveva dichiarato bancarotta, con profonda amarezza di tutti gli appassionati.

Le regole erano ancora in via di definizione: la lotta si sarebbe disputata su un tatami a forma sferica, senza bordi di contenimento (tipo una pedana del sumo), alla lotta avrebbero partecipato tutti i migliori atleti giapponesi e forestieri che avrebbero rappresentato i loro paesi e il proprio stile di combattimento. Per chi avesse visto il gilm di Van Damme “Blodsport” (senza esclusione di colpi), l’idea era quella di emulare il torneo del film: guantini da mma 4oz, kimono, 3 round da 3 minuti con uscite dal tatami e proiezioni ammesse, lotta a terra mma tollerata soltanto per 30 secondi.

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Insomma le premesse sembravano esplosive, l’unico problema stava nel fatto che i giapponesi non cercavano atleti comuni, ma bensì provenienti da stili particolari, quindi diventava difficile accontentarli e trovare dei degni candidati che non fossero solamente dei kickboxers o degli specialisti mma.

Il primo torneo ad eliminazione diretta era stato molto interessante da vedere su youtube: l’atleta olandese Brian Douwes, allenato dal leggendario Peter Aerts, aveva vinto il torneo eliminando in sequenza una serie di lottatori di sumo, kickboxers e specialisti del sambo, sfruttando efficacemente la tecnica del Ground and Pound.

Una sera il presidente della WKN mi domandò se conoscevo atleti/fighters di Krav Maga.

La richiesta suonava un po’ bizzarra in quanto il Krav Maga è uno stile di difesa personale ideato dagli israeliani che non prevede combattimenti sportivi agonistici tra fighters. Tuttavia gli israeliani si addestrano nel corpo a corpo e sono abituati a lottare, pertanto la cosa poteva funzionare e grazie ai miei contatti alla fine ero riuscito a rintracciare alcuni possibili candidati, lottatori che praticavano il Krav Maga.

Il nostro esordio al Ganryujima 3, disputato nel Marzo 2016 al Tokyo Dome City Hall fu davvero spettacolare: il fighter arabo-israeliano Jacki Gosh (8-1 record mma), sconfisse il veterano Giapponese Kyoshi Tamura nel match clou di quella edizione, riscuotendo un bel successo di pubblico “sdoganando il Krav Maga in Giappone”. Ricordo ancora quell’angolo bizzarro, fatto da un israeliano-arabo (Jacki che entrava nell’arena col turbante da beduino), un ebreo-israeliano (fratello dell’allenatore di Jacki, Ido Pariente, che non era potuto venire a Tokyo) e un italiano (io) che avevo organizzato il tutto e mi occupavo dei contratti e delle pubbliche relazioni a nome della federazione WKN, quella che aveva procacciato il combattimento.

Ricordo ancora che tornato in hotel dopo la vittoria, mentre ammiravo estasiato il mitico Tokyo Dome dalle finestre, mandai un messaggio su facebook a un certo Michele Verginelli: “Michele vorresti combattere in Giappone? C’è un bell’evento e cercano fighters dai 70 agli 80 Kg.” Verginelli a mio giudizio poteva dare ancora molto al mondo degli sport da combattimento, anche se in Italia veniva messo in secondo piano dai soliti promoter un po’ sbruffoni, (uno in particolare) che avevano avuto il coraggio di dirgli in faccia “SEI VECCHIO..MI DISPIACE DOPO I 40 ANNI NON PUOI PIU’ COMBATTERE IN ITALIA..”

Io sapevo che Verginelli poteva dare ancora molto e ricordavo bene i suoi combattimenti ai mondiali di sandà a Perugia, e quelle pionieristiche battaglie nelle gabbie a mani nude… Insomma…Michele avrebbe potuto funzionare al Ganryujima! Verginelli mi rispose, mostrando interesse per la cosa, dicendomi subito che a 80 non ci sarebbe mai arrivato, però a 83 kg si poteva fare.

La cosa assurda fu questa: presentare Verginelli come fighter di mma sarebbe stato un suicidio, non l’avrebbero mai accettato! Per fortuna Michele giocava al calcio storico fiorentino: quello sarebbe stato il suo lasciapassare per entrare al Ganryujima.

Michele ha combattuto già tre volte all’evento di Tokyo, con un record altalenante, fatto di trionfi inaspettati e di sconfitte casuali, spesso frutto di un regolamento particolare che non ammette esitazioni in fase difensiva e premia sempre l’azione dell’attaccante. Tanto per capirci… nel primo incontro a 83 Kg Verginelli rimase troppo a lungo in fase difensiva proteggendosi la testa su un attacco a terra da parte del lottatore mongolo, questo atteggiamento venne interpretato dagli arbitri come troppo passivo e decretarono la sconfitta a tavolino per “IPPON” mentre Michele ancora incredulo si guardava intorno e nessuno di noi era riuscito a capire cosa stava succedendo.

Nel secondo combattimento a 85 Kg Verginelli trionfava eroicamente, battendo lo specialista di capoeira Marco Aurelio, testa di serie del torneo, conquistando il pubblico e la critica.

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L’ultimo match delle scorse settimane, perso a 85 kg contro il fratello di Aurelio, il capoeirista Marco Vinicio: buona partenza di Michele che scuote con i pugni il brasiliano, purtroppo non riesce a finalizzare e in un ritorno molto aggressivo il veloce Brasiliano lo sorprende con una serie di ginocchiate per poi completare l’azione con un Ground and Pound: Michele sta bene, è soltanto un po’ scosso, potrebbe continuare ma il regolamento non premia la sua passività in fase difensiva e Vinicio vince, vendicando l’onore della famiglia AXE Capoeira.

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Oltre all’ottimo Verginelli, non dimentichiamo il giovane Leonardo Brama, umbro doc che vive e si allena in Brasile, che in una passata edizione aveva dominato Tamura, facendo bella figura come rappresentante Jeet Kune Do italiano: certo il Jeet Kune do sarebbe meglio quello cinese… però Brama, chiamato a sostituire un fighter orientale infortunato, aveva onorato la bandiera italiana vincendo nettamente sul dinosauro Tamura che continua a combattere a dispetto dei suoi 48 anni!

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Tra le varie edizioni vorrei menzionare anche l’israeliano doc Parisi (militare IDF), anche lui fece un bel combattimento in una scorsa edizione del Ganryujima, battuto ai punti dal furbetto giapponese Seto che aveva sfruttato alla grande le spinte e le uscite dal tatami per spezzare il ritmo dell’israeliano che lo stava bastonando alla grande con low kick e pugni al viso.

Poi certamente altri fighters targati WKN come l’indiano Barath Khandare ex Campione SFL, vittorioso per KO nell’edizione 3.

Ganryujima è un evento molto speciale, forse unico nel suo genere, trasmesso in diretta dalla FUJI TV giapponese, che detiene tutti Copyrights del Format. La pedana si illumina con giochi di luce spettacolari (impianto luci da favola per cifre da capogiro), la musica d’ingresso “Stile Champions League” ti manda un brivido sulla schiena quando gli atleti entrano dal pontile sull’arena, con il fumo di scena che circonda il tatami circolare…

Insomma un evento unico. Lo “spirito di Ganryujima” soffia forte sul Giappone e speriamo che presto altri italiani abbiano l’onore di calcare quel tappeto circolare, per mostrare di che pasta siamo fatti!

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Un ringraziamento all’amico Mirko Zax, che accompagna sempre la squadra italiana al Ganryujima! Un saluto a tutti i supporters italiani che ci seguono da Tokyo, allo sponsor tecnico Benheart e al nitico fantino Mirko Demuro che non ci fa mai mancare il suo sostegno.

Daniele Brunozzi

WKN Supervisor

 

Per visionare tutte le immagini in esclusiva dell’ultimo Ganryujima visitate MAZA FIGHT GALLERY a questo LINK: https://flic.kr/s/aHsm84gM48

 

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