ADCC 2017 Finland

A cura di Andrea Deceglie 

Finisce negli annali il week end targato ADCC svoltosi in terra di Scandinavia lo scorso week end.

Il campionato del mondo per eccellenza, nell’ambito del no gi, ha visto un susseguirsi di sorprese e conferme durante tutto lo svolgimento dell’importante evento lottatorio. Grandi uspet nella prima giornata sono derivati dalle sconfitte di due grandi favoriti alla vittoria finale nelle rispettive classi di peso, Leandro Lo (a quanto pare in leggerissimo calo di risultati nell’ultimo periodo) e McKenzie Dern, rispettivamente a vantaggio del canadese Craig Jones e della beniamina di casa Karpinnen. Gordon Ryan, insieme a Felipe Pena, è da scrivere al ristrettissimo gruppo di dominatori della manifestazione. Al suo primo ADCC vince una categoria di mostri finalizzando Romulo e Keenan Cornelius in finale, diventando il primo non brasiliano a vincere la -88 kg., per poi ripetersi contro Roberto Cyborg e Muhamad Aly nell’assoluto e cedere solo a Felipe Preguica ai punti nella finalissima. Il brasiliano targato Gracie Barra perde la finale di categoria contro un immenso Yuri Simoes, campione del mondo ADCC in due categorie di peso differenti ma corona la cavalcata, che lo porta alla conquista del massimo alloro, finalizzando dalla schiena Buchecha per poi bettere ai punti il sopracitato allievo di John Danaher, riuscendo, anche in questo caso, a guadagnarsi la back mount.

Rubens Cobrinha e Marcus “Buchecha” Almeida si confermano campioni di categoria spuntandola in finali su agguerriti rivali come A.J Agazarm e Orlandone Sanchez, eroico nella resistenza al cannibale carioca, essendo tra l’altro menomato da una ferita alla testa con annessa fasciatura d’ordinanza. I superfights, attesissimi, vedono le vittorie di Galvao, Chael Sonnen e Renzo tutte ai punti, tanto per rimarcare il grandissimo equilibrio che ha determinato tutta la competizione.

In questa cornice e con questo tipo di regolamento, decisamente più d’attacco e penalizzante per i guardeiros più incalliti, è sempre più frequente la possibilità per talenti emergenti ma semiconosciuti di prevalere sui mostri sacri dell competizioni IBJJF col gi. E menomale, aggiungerei io. Dai match che ho potuto vedere, ho notato un deciso incremento della lotta in piedi e conseguenti tentativi di single/double leg e dei tentativi di finalizzazione via leg locks (chiavi al tallone e leve alle ginocchia su tutte). Ancora una volta viene ribadito il concetto che, con interpreti di questo livello ed un regolamento meno conservativo e più votato all’offesa ed alla finalizzazione, la spettacolità del grappling (o JJ no gi che dir si voglia) non può che incrementare. Speriamo che IBJJF tragga insegnamento e renda il regolamento delle proprie manifestazioni un po’ più fluido e meno cervellotico, al fine di limitare lo stallo e le speculazioni a vantaggio di una maggiore godibilità delle competizioni.

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