Mental training Ep. 3

“L’importanza di porsi gli obiettivi…corretti.”

Ciao a tutti amici e lettori di MMA ARENA, benvenuti e bentornati per il terzo articolo sul Mental Training!!

Oggi andrò a trattare un tema che mi piace molto e di cui molti atleti non capiscono l’importanza: “il goal setting” o “definizione degli obiettivi”.
Lo so, può sembrare banale trattare questo argomento, ma è molto importante nell’ambito dell’allenamento mentale e non è così semplice come si può pensare.

Ognuno di noi, nella propria vita quotidiana e nell’allenamento si pone speso degli obiettivi, e questo è un bene… ma siamo sicuri che siano corretti e funzionali alla nostra crescita umana e sportiva?? Siamo sicuri che non siano solo dei sogni che difficilmente riusciremo a realizzare e che aumenteranno la nostra ansia nei confronti del futuro e che, una volta disattesi, non rimarremo delusi e frustrati?

È giusto che ognuno di noi abbia dei sogni nel cassetto che ci diano la forza di andare avanti, ma non è corretto avere solo sogni e nessun obiettivo!Per questo motivo è importante, se non fondamentale, porsi i giusti fini. Ma come fare?

Innanzitutto bisogna sapere che nello sport esistono due tipi di obiettivi:
Obiettivi di risultato

Obiettivi di prestazione

I primi sono quelli che, come dice il termine, sono legati al risultato e sono collegati all’esito di un match o di una stagione. Un classico esempio di obiettivo di risultato potrebbe essere: “Voglio avere uno score da PRO di tutte vittorie” o più semplicemente “Voglio vincere questo match”.
Gli obiettivi di prestazione, invece, sono quegli obiettivi che dipendono esclusivamente dalla propria performance. Per evitare di disattendere gli obiettivi di risultato è necessario e fondamentale avere degli obiettivi di prestazione che aiutano l’atleta, nonostante l’esito della competizione, a migliorare continuamente e a non perdersi d’animo.

Nessun obiettivo è troppo elevato se sappiamo come raggiungerlo e ci rendiamo conto di come fare per arrivare ad esso. Bisogna ricordarsi che “l’unica cosa che si frappone tra te e il tuo obiettivo è quella s*******a di storia che racconti a te stesso sul motivo per cui l’obiettivo non si può raggiungere”!!!.”

Dopo aver capito l’importanza di avere degli obiettivi, bisogna capire come riuscire ad avere la migliore strategia di goal setting per l’atleta!

Esiste, in psicologia dello sport, un modello molto semplice ed efficace da seguire: il modello SMART.
SMART altro non è che un acronimo per evidenziare al meglio le caratteristiche di un determinato obiettivo:
Specific (specifici): gli obiettivi migliori sono quelli specifici e non generali. Per capire infatti se abbiamo raggiunto o meno un obiettivo esso deve essere chiaro (es. migliorare la mia resistenza sui 3 km di 5 secondi) e specifico (es. devo migliorare la mia tecnica di gancio con il destro).

Measurable (misurabili): con misurabile intendiamo un concetto numerico e strettamente connesso al punto precedente. Numerico perché è più semplice andare a verificare se è stato raggiunto dopo un periodo di tempo.
Attanaible (accessibili): per far si che un obiettivo sia conseguibile deve essere accessibile all’atleta. Con questo non si intende che l’obiettivo debba essere semplice ma l’atleta deve percepire la possibilità di raggiungerlo. Porsi obiettivi irrealizzabili può portare a sentimenti di frustrazione, malumore e perdita della voglia e dell’autoefficacia.
Relevant (rilevanti): come visto prima, l’obiettivo deve essere importante per l’atleta. Se l’obiettivo risulta troppo facile o troppo difficile da perseguire ne consegue una perdita di motivazione e, di conseguenza, un calo di attenzione e concentrazione.
Time-bounded (legati al tempo): molto importante è la variabile tempo per gli obiettivi efficaci perciò è necessario stabilire bene le tempistiche con le quali si vuole conseguire l’obiettivo. Si può programmare a lungo termine ma bisogna necessariamente stabilire i vari step intermedi (breve e medio termine) per la realizzazione dell’obiettivo finale.

Altresì fondamentale diventa mettersi in testa che gli obiettivi devono essere negoziabili. Può capitare, infatti, che durante gli allenamenti ci si scontri con fattori interni ed esterni (quali ad esempio un infortunio di più o meno entità) e, di conseguenza, ci si accorga di non essere più in grado di raggiungere l’obiettivo che ci si era prefissati. Attraverso una rimodulazione degli obiettivi si è in grado di non perdere la motivazione e di stare sempre sul pezzo perché “non importa quante volte cadi, ma quante volte cadi e ti rialzi”.

Un obiettivo senza un piano è solo un desiderio”

Dott. Federico Caliri                                 Mental Trainer    Cell: 3938919127       Email: federico.caliri@outlook.it

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...