“Mighty Mouse” Demetrious Johnson: GOAT?

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Salvo altri imprevisti ci siamo! È pronto a difendere la cintura per l’undicesima volta, è il numero uno nei ranking pound-for-pound (superando gli altri campioni come Stipe Miocic, Cody Garbrandt, Conor McGregor, Max Holloway..), viene definito da molti uno dei più grandi marzialisti al mondo, e senza alcun dubbio sta dominando la categoria dei pesi mosca: protagonista di oggi è il forte topolino Demetrious Johnson.

Nato prematuro di due mesi, è stato cresciuto dalla madre sorda e da un patrigno molto violento. Una dura e difficile infanzia la sua, non ha mai conosciuto il padre biologico come lui stesso dichiarò una volta: “Non ho mai visto una sua foto, nemmeno intravisto, niente di niente”. L’unica cosa che l’ha aiutato ad andare avanti e superare il suo passato burrascoso è stata sua moglie Destiny Johnson:

eba2331e55e6189869494401fbbdda38.jpg“È la miglior cosa che mi sia mai successa e senza di lei, la mia vita sarebbe incompleta.”

Che uomo! Oltre a ottimo fighter. Dovrebbero venire gli occhi a cuoricino sentendo una cosa del genere, comunque torniamo alla sua infanzia ora.

A scuola è stato un atleta di spicco nel wrestling, ha praticato baseball ed eccelleva anche nella corsa. Per migliorare il suo cardio, ha partecipato anche ad alcune competizioni statali piazzandosi al secondo e al terzo posto.

DJ inizia la sua carriera nelle arti marziali miste nel 2007 vincendo il primo incontro professionale per KO in soli 17″ del primo round. Poi prende parte a diversi spettacoli locali e vince gli otto incontri successivi, di cui cinque di fila per sottomissione.

La prima svolta arriva dopo aver partecipato all’Alaska Fighting Championship dove vince per KO con un calcio alla testa: grazie a questo ottiene un contratto con la World Extreme Cagefighting.

Il suo debutto professionale nei pesi gallo avviene nell’aprile del 2010 a WEC 48, contro un atleta con molta più esperienza rispetto a lui: l’inglese Brad Pickett, con un record di 18-4 fino a quel momento. Johnson ha mostrato le sue buone abilità nella kickboxing, ma non è stato capace di difendere i numerosi takedowns eseguiti da Pickett. Alla fine Demetrious perde per decisione unanime, subendo così la sua prima sconfitta in carriera. Joe Rogan, durante l’incontro, predisse che se mai la WEC avesse voluto rinforzare la divisione dei pesi mosca, Johnson sarebbe stato un ottimo elemento, considerando che era un po’ piccolo come peso gallo. Seguono poi altre due vittorie: una per decisione unanime e una per sottomissione.

Il 28 ottobre 2010, la World Extreme Cagefighting si fonde con l’Ultimate Fighting Championship: con questa fusione, tutti i fighters della WEC sono stati trasferiti in UFC.

Nel suo esordio a UFC 126, sempre nei pesi gallo, affronta il giapponese Norifumi Yamamoto portandosi a casa la vittoria per decisione unanime, grazie al suo controllo sull’avversario durante tutto l’incontro.

A UFC 130 affronta Miguel Torres che gli rompe il perone con un leg kick nel secondo round, ma nonostante questo Johnson ha usato la sua superiorità nel wrestling per controllare l’avversario e vincere così per decisione unanime (29-28, 29-28, 29-28).

In seguito si ritrova nel suo primo main event, in un match titolato contro il campione in carica Dominick Cruz (18-1, l’unica sconfitta è arrivata contro Urijah Faber) alla sua quarta difesa consecutiva: DJ ha perso per decisione unanime (50-45, 49-46, 50-45).

Viene poi stipulato un match contro Eddie Wineland, ma Johnson viene tolto da questo incontro perché viene inserito in un torneo a 4 uomini per determinare il primo campione UFC dei pesi mosca.

Primo incontro nella storia di UFC nella divisione dei pesi mosca: Johnson affronta Ian McCall nel torneo e dopo tre round i giudici decretano DJ vincitore per maggioranza, ma nella conferenza stampa post-fight Dana White dichiara che la commissione atletica ha fatto un errore nel dare il punteggio, per cui l’esito è stato cambiato poi in pareggio (29-28 Johnson, 29-29, 28-28).

Viene quindi stipulato un rematch con McCall e questa volta Johnson vince per decisione unanime e avanza così alla finale del torneo.

A UFC 152 affronta Joseph Benavidez nella finale del torneo: Mighty Mouse batte Benavidez per split decision (48-47, 47-48, 49-46) diventando il campione inaugurale dei pesi mosca. Nell’intervista con Joe Rogan dichiara che si sarebbe aspettato un verdetto unanime visto che ha dominato l’avversario, ma “i giudici sono qui per fare il loro lavoro, quindi va bene così”.

E da questo momento la sua carriera è in continua crescita!

Per la prima difesa del titolo, Mighty Mouse affronta John Dodson nel main event: Johnson riesce quasi a chiudere il match negli ultimi secondi del quinto round ma alla fine vince per decisione unanime (48-47, 49-46, 48-47) ed entrambi i contendenti ottengono il bonus di Fight of the Night.

La seconda difesa avviene sei mesi dopo, di nuovo nel main event, contro John Moraga: Johnson domina quasi tutti e cinque i round e nonostante fosse in vantaggio sui cartellini dei giudici, ha sempre continuato a cercare la conclusione prima della fine. E così è stato: dopo 3:43″ dall’inizio dell’ultimo round, Johnson finalizza un armbar che fa battere l’avversario. Con questa vittoria il campione ottiene il primo bonus di Submission of the Night.

Terzo main event per la terza difesa del titolo, e questa volta in un rematch contro Joseph Benavidez: vince ancora Mighty Mouse ma per KO nel primo round ed è la prima volta che Benavidez viene mandato KO nella sua carriera. La vittoria gli fa ottenere il primo bonus di Knockout of the Night.

Difende con successo la cintura anche la quarta volta, sempre nel main event, contro Ali Bagautinov per decisione unanime. Un po’ amara come vittoria perché un mese dopo la commissione atletica annuncia la positività di Bagautinov in un test prima del match: il provvedimento è stata la sospensione di un anno dalla competizione.

A UFC 178 nell’ennesimo main event, Johnson difende il titolo per la quinta volta contro Chris Cariaso: DJ vince per sottomissione (kimura) nel secondo round. Inoltre questa è stata la prima volta che una kimura è stata usata per concludere un match titolato in UFC.

Nel main event di UFC 186 Johnson affronta il giapponese Kyoji Horiguchi e vince per sottomissione (armbar) a un secondo dalla fine del quinto round, ottenendo il bonus di Performance of the Night e con questa segna la sesta difesa consecutiva con successo.

Nel rematch contro John Dodson a UFC 191, Johnson porta a casa la vittoria per decisione unanime. Ha poi affrontato la medaglia d’oro olimpica Henry Cejudo a UFC 197, vincendo per TKO con una raffica di colpi e ottenendo per la seconda volta il bonus di Performance of the Night.

A The Ultimate Fighter 24 Finale affronta Tim Elliott: nonostante fosse avvantaggiato pesando un po’ di più, Johnson è stato portato a terra per la prima volta in questa divisione e quasi sottomesso con una d’arce choke durante il primo round. Ha però dominato i round restanti, difendendo il titolo per decisione unanime.

A UFC on Fox 24 nel main event affronta il brasiliano Wilson Reis vincendo per sottomissione a pochi secondi dalla fine del terzo round e ottiene il terzo bonus di Performance of the Night.

Con questa vittoria eguaglia il numero di difese consecutive di Anderson Silva (10), superando George St-Pierre (9), Jon Jones (8) e Jose Aldo (7).

A luglio ha vinto il premio “Best Fighter” agli ESPY Awards 2017, sorpassando nomi come Conor McGregor, Gennady Golovkin, Terence Crawford e Andre Ward.

Tra gli altri fighters UFC nominati ci sono stati anche Holly Holm, Robbie Lawler, Lyoto Machida, Silva, Edson Barboza, Ronda Rousey e Jon Jones (prima dei recenti fatti accaduti..), ma alla fine è stato Mighty Mouse a portarsi a casa il premio.

Per agosto Dana White stava lavorando per mettere su un match contro l’ex campione dei pesi gallo TJ Dillashaw, ma Johnson non era della stessa idea:

“Non ho accettato perché sto aspettando di firmare il contratto per combattere contro Ray Borg e non TJ Dillashaw, se vuole il titolo. L’opportunità arriva quando vieni nella divisione dei pesi mosca e vinci un match, a quel punto arriva il tuo turno.”

E di certo la risposta del presidente Dana White non si è fatta attendere durante un’intervista:

“Vuoi Ray Borg? Ti darò Ray Borg. Sono sicuro che ai fan piacerà, i biglietti andranno a ruba e venderemo tanti PPV. Non mi entusiasma molto Demetrious Johnson. Cioè sei il miglior pound-for-pound al mondo, TJ Dillashaw ti sfida, uno dei migliori ed ex campione, e ti rifiuti dicendo ‘Non lo farò. Voglio Ray Borg.’ A chi non piacerebbe vedere Demetrious Johnson vs TJ Dillashaw? La risposta che ti aspetti dal miglior pound-for-pound è ‘ok, facciamolo’. E poi voglio chiarire una cosa. Io non ho mai detto a lui ‘Hey, se non fai questo eliminerò tutta questa divisione’, gli avevo detto che un paio di anni fa stavamo pensando di togliere la categoria, ma ne stavamo solo parlando, non è mai successo. Chi più di me ha difeso questo peso? Voglio dire, di fronte ai media mi alzavo in piedi e dicevo quanto fosse fantastico questo ragazzo. E lo penso tuttora. Ma siamo a un punto adesso in cui hai l’opportunità di emergere ed esce fuori dicendo di voler combattere il quinto [nei ranking aggiornati ad oggi Ray Borg è terzo]. 20170907_224502.pngQuando parlo con McGregor è tutta un’altra cosa: lui accetta senza discutere, l’esatto opposto. Cioè sei sul punto di rompere ogni record, parli di superfight e di voler guadagnare 2 milioni e poi fai così? Ma sapete una cosa? Gli darò Ray Borg e non voglio più sentire stronzate se poi non sei campione di incassi e il tuo main event non guadagna quanto ti aspettavi.”

Questa discussione tra i due è andata avanti per un po’ negli ultimi mesi, e questa è una parte della dichiarazione di Mighty Mouse a proposito:

“Per anni sono stato un uomo di parola, accettando i match, facendo quello che mi chiedevano, restando sempre umile e grato per le opportunità datemi durante tutta la mia carriera nelle arti marziali miste. Ho deciso di parlare ora che i miei valori vengono macchiati da un’organizzazione per la quale non ho fatto altro che sudare e sanguinare per gli ultimi sette anni della mia vita. Il matchmaker UFC Mick Maynard mi ha chiamato offrendomi un incontro con Ray Borg. Ho pensato che Pettis era un nome più commerciale e con una scia positiva più lunga. Mick ha parlato con Dana e poi è tornato dicendomi che non avevo altra scelta: sarebbe stato contro Ray Borg, non Sergio Pettis e non c’erano altre opzioni. Ordini di Dana e della compagnia. Ho detto ok, ma non è giusto che questa sia l’unica possibilità per prendere una percentuale dei PPV. Ho parlato con Mick dicendogli che avrei accettato il match, ma che voglio una percentuale dei guadagni nei PPV futuri. Mick mi ha detto che va bene e non ha visto nessun problema in questo. Ha poi parlato con Dana e Sean Shelby che gli ha detto di negarmi ogni possibilità di guadagnare una percentuale nei PPV futuri. Ho accettato l’incontro e la situazione ingiusta e il trattamento discutibile di Dana e Sean, sapendo di essere stato fottuto e maltrattato da Dana e Sean. Volevo una motivazione per potermi negare la percentuale dei PPV e Sean Shelby mi ha chiamato dicendo che i fighter piccoli non vendono bene. UFC ha fallito nel compito di promuovermi in maniera appropriata, in generale c’è mancanza di marketing per l’intera divisione dei pesi mosca… fanno il minimo indispensabile. Guardate il mio record di presenze negli incontri, di come ho concluso i miei match, dei bonus che ho preso. Se l’UFC puntasse i soldi veramente su di me e sui miei incontri, chiedetevi se non riuscirebbero a vendere tanto. Dana dice che è da pazzi non accettare un match contro TJ Dillashaw, e che secondo lui ho paura. […] Tutti fanno uscire il mio nome dalla loro bocca. Ma per quanto mi riguarda sono concentrato a fare quello che mi riesce meglio e a spazzare via la divisione. Ma tutti in UFC, tutti nel mondo dicono ‘È il fighter più noioso, non vende PPV’. Ma tutti vogliono combattere contro di me. Non capisco perché continuano a dire così. Questo però mi fa felice, che tutti facciano il mio nome. Un mio amico ha detto ‘Sai, 10, questo è stato raggiunto. Undici, è raggiungibile. 15 è fottutamente leggendario. Perché non punti a 15?’FB_IMG_1504541689826.jpg Beh perché no? Voglio dire ho 31 anni. Mi sento bene. Ci sono tanti nuovi e giovani prospetti che stanno entrando nella divisione. Quindi perché non continuare a fare questo finché posso? Quando avrò 35, 36, 37 anni, quando mi stancherò della dieta.. andrò a 135 libbre. In questo momento sono concentrato a stabilire il mio record.”

Comunque caro Sean.. Per la serie “non importa il modo in cui se ne parla, l’importante è che se ne parli”, intanto tutti parlano di lui.

20170907_224238.jpgOrmai manca poco, questa notte DJ tenterà l’impresa più grande contro “The Tazmexican Devil” Ray Borg che un mese fa si è espresso a riguardo senza mezzi termini, prima che il match fosse cancellato:

“Sta arrivando alla fine della sua carriera, e credo che andrò avanti e metterò io fine alla sua carriera. Credo nelle mie abilità, non importa se la gente pensa che io sia troppo giovane o meno. Io colgo le occasioni al volo e farò così anche questa volta. Andrò là dentro e prenderò questa occasione d’oro. Non importa quanto sono giovane, vincerò questo incontro.”

Al di là di tutto non si può negare la grandezza di questo atleta: è uno dei migliori, se non il migliore. Poche parole e tanti fatti è ciò che mi piace, fa il suo senza troppe chiacchiere inutili e futili e forse per questo motivo viene un po’ sottovalutato. E a Dana White probabilmente non va a genio perché non si chiama Conor McGregor e perché non vende tanto quanto lui. Ma alla fine sono le mani che devono parlare, e nella gabbia le mani di Mighty Mouse hanno detto molto. Ora è di UFC che si parla, la promozione più famosa al mondo e non si può negare che il trash talking aiuta a vendere di più, quando lo si sa fare bene, ma è altrettanto innegabile che un fighter può essere un grande atleta anche senza quello.. ma ognuno la pensa un po’ come vuole su questo punto, ci sono opinioni contrastanti.

Non gli importa molto dello status di GOAT (Greatest Of All Time), ciò che gli importa è essere un pezzo di storia di UFC.. e ci sta riuscendo.

E intanto mentre tutti sono impegnati a muovere la bocca e sputare parole a caso, questo topolino-bomba sta scrivendo la storia dei pesi mosca. I pesi massimi saranno “fighi” (e sono io la prima a dirlo), ma mai sottovalutare i piccolini!

Un abbraccio dalla vostra Xena.

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