Inside the Kingdom

Ciao a tutti amici di MMA ARENA. Eccomi dopo un po’ di assenza giustificata a rivestire i panni di blogger all’interno della nostra pagina Facebook.

Uno dei punti di forza del nostro blog è l’essere l’unico in Italia ad esser composto da una redazione di fighter o ex-fighter.

Come tornare a scrivere quindi, se non parlando dell’evento a cui ho appena preso parte? Eccovi quindi un reportage di Venator Kingdom visto da una prospettiva diversa, e cioè dalla parte di uno degli atleti protagonisti.

Partiamo dall’inizio. Parto da casa venerdì verso le 14 con meta l’Hotel Crivi’s di Milano, luogo dove alloggiano gran parte dei fighter dell’evento. L’hotel è un ottimo 4 stelle, l’accoglienza è di livello adeguato alla struttura e la posizione è perfettamente in centro a Milano, a pochi chilometri sia dal locale dove si terrà la cerimonia del peso, sia dal al Teatro Principe, campo di battaglia dell’evento. L’organizzazione ha messo a disposizione di atleti ed accompagnatori un Van per raggiungere tutti i luoghi precedentemente elencati, risolvendo i problemi sia per chi è arrivato in treno, sia per chi è in auto ma non vuole incappare nella temuta Area C di Milano.

Alle 18:00 mi reco al Taxi Blues, dove si tiene la cerimonia del peso. Un po’ alla volta arrivano quasi tutti gli atleti, escluso qualche ritardatario (si può leggere ormai ovunque in rete l’avventura purtroppo capitata a Cody McKenzie), quindi il matchmaker Alex Dandi prende la decisione di prendere comunque i pesi ufficiali agli atleti presenti per non far aspettare quelli che avendo tagliato il peso hanno bisogno di iniziare a reidratarsi. Scelta secondo me giusta. Si procede così alle pesate ufficiali di fronte all’arbitro Andrea Bruni ed una volta arrivati tutti gli atleti si procede ai pesi “fittizi” e relativi face-to-face.

Cerimonia godibile anche se purtroppo con scarsa affluenza di pubblico, veramente un peccato perché era ad entrata libera ed in un bel locale nel centro di Milano.

Dopo la cerimonia rientriamo in albergo dove sprofondo nel letto e dormo. Mi sveglio sabato mattina e mi reco a far colazione in albergo. Tutti i pasti dal venerdì sera al sabato sera sono pagati dall’organizzazione per l’atleta ed un accompagnatore. Sul trattamento degli atleti Venator si conferma ad alti livelli come mi era stato raccontato da amici presenti nelle passate edizioni. Torno poi in stanza a riposare.

Il pranzo si tiene nello stesso locale della sera prima, e dopodiché mi reco al Teatro Principe per le visite mediche. Superate anche le visite c’è solo da aspettare l’inizio della serata. Tutto è perfettamente pianificato, l’organizzazione ci ha fatto avere giorni prima la timetable con orario di inizio bendaggi, fine bendaggi e walkout di ogni atleta. Unica pecca riscontrata finora, gli spogliatoi del teatro principe, veramente piccoli e senza doccia, con all’interno anche il cutman che si occupa dei bendaggi.  Decisamente non all’altezza di tutto il resto dell’evento.

Dopo aver disputato il mio match, purtroppo perso per TKO al primo round contro il forte Marco Saccaro, mi portano davanti agli ispettori della NADO. Rivolgendomi poi ad Alex scopro che: “I test antidoping sono stati effettuati da NADO e supervisionati FIGMMA/FIWUK in modo totalmente indipendente da noi che li abbiamo richiesti e voluti fortemente. In pratica ora è tutto nelle mani loro e decidono loro chi e come testare. Mi pare abbiamo effettuato test su tutti gli atleti della card pro, quindi su tutti e dieci gli atleti, e su diversi vincenti della card dilettanti. Da lato nostro è costato complessivamente un paio di migliaia di euro ed infinite ore di lavoro, dal lato NADO non ne ho idea ma hanno messo virtualmente tanti soldi in campo, molti più di noi, regalandoci tanti test extra e sostenendo molte delle loro spese per “conoscere meglio” il mondo delle MMA italiane. È stato un grande passo per tutti. Aspettiamo i risultati che al momento non so quando saranno disponibili.”

Grande impegno da parte di Venator non c’è che dire.

Dopo la tanto chiaccherata finale del torneo pesi welter, si è tenuto poi il party, con Alex Dandi nelle vesti di DJ e Cody McKenzie più attivo a festeggiare al bar che dentro la gabbia. Party poco frequentato, anche a causa dell’ora di ritardo causata da problemi tecnici del service ma l’obiettivo dell’evento era far sold-out per Venator e non per la festa finale, sold-out che effettivamente c’è stato, l’evento ha contato infatti 562 presenze, cioè la massima capienza del locale e sono sicuro che se ci fossero stati più posti disponibili sarebbe stato comunque tutto esaurito perché anche a me personalmente sono arrivate tante richieste per avere un biglietto a cui ho dovuto rispondere che non ne rimanevano più.

Evento decisamente promosso con solo qualche piccola nota dolente, prima su tutte la dimensione degli spogliatoi.

Come atleta posso dire di essermi sentito trattato con riguardo, al pari degli altri atleti più “di fama” presenti all’evento.

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