UFC fight night 118 recap

Ciao a tutti!

Sabato in Polonia è andata in scena una gran bella card. Possiamo dire che questo fight night era tranquillamente al livello degli ultimi svolti negli USA. I match sono stati tutti godibili, decisamente un bello spot per i grandi atleti europei che abbiamo visto in azione. I polacchi si sono tutti fatti onore, e speriamo che ora, con 3 italiani sotto contratto UFC e diversi giovani interessanti, si possa fare una bella card così anche nel nostro paese.

Riviviamo le emozioni della main card

Oskar Piechota vs Jonathan Wilson

Debutto col botto per Piechota che domina per 3 round il muscolare wrestler americano. Nel primo round con un ottimo takedown prende la schiena e va più volte vicino a chiudere il mata leao, nel lo stende con un diretto, e nel terzo solo la campana salva Wilson da un’armlock ormai chiusa. Piechota sempre in controllo, gli è mancata solo la conclusione prima del limite, ma in questo c’è anche gran merito dell’americano che è sempre riuscito a trovare il modo di sopravvivere nelle situazioni più difficili.

 Jan Blachowiczvs vs Devin Clarke

Dopo un primo round di studio che non regala grandi emozioni, nel secondo Jan parte forte, colpisce due volte al fegato l’avversario, difende il takedown, va in sprawl e rovescia, portandosi in monta. Clarke riesce a rialzarsi, carica a testa bassa ma il polacco lo manda a vuoto, gli prende ola schiena e chiude una bellissima standing rear naked choke.  Una bella vittoria davanti al pubblico amico per questo atleta, che veniva da una sconfitta con Gustaffson e un dubbio verdetto sfavorevole contro Cummins.

Karolina Kowalkiewicz vs Jodie Esquibel

Match a senso unico, con Karolina che domina tutti e tre i round grazie all’allungo e alla maggior completezza tecnica. La polacca ha messoin mossa tutto il repertorio di colpi dritti, ginocchiate, combinazioni chiuse con l’high kick. Merita una menzione speciale l’orgoglio dell’americana, che ha retto tantissimi colpi continuando ad avanzare.

Main Event Darren Till vs Donald Cowboy Cerrone

Non mi ero reso conto di quanto fosse grosso Till fino a che non l’ho visto vicino a Cowboy. Sembravano esserci due categorie di differenza, sicuramente l’inglese era oltre i 90 kg, quindi complimenti a lui e al suo staff per il taglio e la replezione. Visto così, è una minaccia serissima per tutta la divisione. Oltretutto, a soli 24 anni, messo in un main event contro un veterano come Cerrone non ha mostrato alcun timore reverenziale. Guardia bassa, finte, movimento costante in avanti. Donald semplicemente non aveva risposte alla straripante fisicità dell’inglese, pupillo di Dan Hardy che estasiato in telecronaca sottolineava tutto il lavoro fatto. Come sarebbe andato il match si è capito quando Cowboy ha cercato il primo takedown, difeso con apparente semplicità da Till. Il resto lo ha fatto il sinistro del mancino inglese, portato in tutti i modi e da tutte le angolazioni. Diretto, gancio, montante, overhead, trovava sempre il tempo e a traiettoria per andare a segno, fino a costringere in ginocchio Cerrone, finito subito in ground and pound. Abbiamo assistito alla consacrazione di un talento.

Con i pronostici ce la siamo cavata decisamente bene, prendendo tutte le quote più alte e sbagliando solo Artem Lobov. Di seguito alcune delle vincite più interessanti:

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