UFC 217 : QUEI GANCI CHE HANNO SCOSSO IL MONDO

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Si è appena conclusa la card più attesa. Dal Madison Square Garden di New York è andata in scena la miglior PPV UFC dell’anno. Cinque grandi incontri nella main card, tre titoli mondiali in palio, e un solo match arrivato ai punti.

La main card è iniziata con il match fra Paulo Costa e l’ex campione dei welter Johny Hendriks. Tanto imponente fisicamente Cost, tanto imbolsito Hendriks, che sembrava la versione peso medio di Roy Nelson, senza averne la castagna nè l’aggressività. Nel primo round il brasiliano va a segno a piacimento, sotto e sopra, ma Hendriks prova sempre a colpire di rimessa e si rende pericoloso in un paio di occasioni con quel sinistro che qualche anno fa seminava terrore e mieteva vittime. Nel secondo Costa va a segno con una combinazione sinistro – high kick che taglia le gambe a Johny, ed è rapido a seguire, atterrarlo e chiudere in ground and pound. Per Costa è l’undicesima vittoria prima del limite in altrettanti incontri da professionista, la terza in UFC e la prima contro un avversario di nome. Probabilmente c’è un top ten nel suo immediato futuro, anche se ovviamente ora tutti approfittano della sua grande vittoria per sfidarlo, a cominciar edal nostro Marvin Vettori che sembra avere l’hobby di chiamare ogni brasiliano che vince un match. Per Johny è arrivata la quinta sconfitta negli ultimi sei incontri, con conseguente probabile taglio da parte dell’UFC. Probabilmente, se ha tempo e voglia, continuando a lavorare con il team di Jackson e magari tornando ad assumere Dolce come nutrizionista, potrebbe tornare nei Welter e fare una interessante parte conclusiva di carriera, magari in Bellator. Ma ci son troppe incognite. Certo non ha il fisico per fare il medio.

Nel secondo incontro Wonderboy Thompson ha semplicemente portato a scuola per tre round il duro Jorge Masvidal, che le ha provate tutte, ma non è mai riuscito a trovare il tempo e la distanza per risolvere il complicato enigma costituito da Wonderboy. A parte qualche low kick, non è riuscito a mettere colpi particolarmente significativi, e i suoi tentativi di takedown sono stati sempre agevolmente difesi dall’americano, che del resto era riuscito a non farsi portare a terra nemmeno da un eccellente lottatore come Woodley. Per tre round Thompson ha controllato la distanza, entrando e uscendo, colpendo con pugni dritti e side kicks. Alla fine verdetto unanime 30-26 30-27 30-27. Noi siamo d’accordo con il 30-27 perchè pur avendo vinto chiaramente i 3 round, e messo a segno due knockdown, in nessuna ropresa il dominio di Wonderboy è stato tale da portare Jorge in situazione di rischio che potesse giustificare un 10-8. Masvidal resta nella top ten dei welter, che attualmente sono la categoria più ricca di talenti, mentre Wonderboy in teoria dovrebbe essersi guadagnato un’altra sfida titolata, ma difficilmente gli verrà subito concessa visto che ha già affrontato due volte il campione senza batterlo e soprattutto dando vita a due match molto criticati dal pubblico per il basso tasso di spettacolarità.

Terzo incontro, primo titolo mondiale. La favoritissima campionessa Joanna  comincia molto aggressiva contro una Thug Rose calma e concentrata. Dopo due minuti la Namajunas incrocia la campionessa con un destro che la mette al tappeto. Joanna sopravvive alla tempesta e si rimette in piedi, dando la sensazione di aver recuperato, ma in realtà è leggermente rallentata. In uno scambio successivo viene centrata da da un perfetto gancio sinistro che la rimette al tappeto, e questa volta Big John Mc Carthy è costretto ad interrompere l’assalto in ground and pound della Thug Rose visto che Joanna ha battuto. Finalmente Pat Barry ha fra le mani,  per la prima volta, la cintura UFC. Ma è della sua fidanzata. Potrebbe starci una rivincita immediata visto che l’ex campionessa era imbattuta e considerata numero 1 femminile pound for pound, vedremo cosa devciderà l’UFC. Primo match titolato, prima cintura passata di mano a causa di un perfetto gancio.

Quarto match, titolo mondiale pesi gallo. Si può descrivere in due parole: Emotional Rollercoaster. Nel primo round, dopo una fase di studio, Cody no love Garbrandt prende le misure a TJ Dillashaw e va ripetutamente a segno, Dillashaw prova prima ad andare in presa thai, ma subisce diversi colpi al corpo, poi tenta senza successo di portare a terra l’avversario. Cody va a segno ripetutamente col sinistro, poi un gancio destro atterra TJ, che viene salvato dalla campana e si dirige all’angolo su gambe malferme. Il finale sembra già scritto. Nel secondo round Cody si fa troppo spavaldo, provoca l’avversario e lo manda a vuoto in diverse occasioni invece di cercare di alzare il ritmo e capitalizzare sul kd del round precedente. Dillashaw recupera molto bene, prende il centro della gabbia, pressa in avanti e incrocia l’ex compagno di allenamento con un perfetto gancio dentro, e va a chiudere in ground and pound costringendo l’arbitro a stoppare. TJ ha scioccato il mondo, è di nuovo campione. Anche qui ci starebbe una rivincita, a meno che UFC non abbia in mente un superfight tra TJ e Mighty Mouse. Secondo titolo che cambia di mano su un perfetto gancio.

Quinto match. L’atteso ritorno di Georges Saint Pierre, che dopo 4 anni di assenza torna in gabbia a sfidare il campione del mondo dei medi, l’inglese Micheal Bisping. Nel primo round Saint Pierre appare più reattivo, diverse volte va a segno e si fa complessivamente preferire, portando anche a terra Bisping che però si rialza subito. Nel secondo torna l’inglese, che si rende molto pericoloso in due occasioni con diretti destri che scuotono il leggendario canadese.  Sul finire della ripresa GSP mette a segno un takedown ma Bisping si rialza velocemente e senza subire danno. Appare un pò stanco il canadese a fine round, e frustrato perchè non riesce a controllarlo a terra. Comincia il terzo e GSP mette a segno un nuovo takedown, questa volta a centro gabbia, quindi l’inglese non può usare la parete per rialzarsi. Bisping chiude la guardia e lavora molto bene da sotto, muovendo sempre il bacino, aprendo la guardi quando GSP prova a passare, per piazzargli un piede sull’anca e riguadagnare la distanza. Saint Pierre non riesce a passare nè a colpire, ed anzi subisce diversi colpi dall’attivissimo Bisping, che apre una brutta ferita sulla fronte dell’avversario con una gomitata. Il match sembra iniziare a pendere dalla parte dell’inglese, e invece GSP tira fuori il coniglio dal cappello. In uno scambio mette a frutto gli insegnamenti di Freddie Roach e tira un perfetto gancio sinistro, che atterra il campione. Va subito in ground and pound il canadese, e quando Bisping si gira gli chiude una fulminea Rear Naked Choke. Bisping sceglie di non battere e preferisce svenire sullo strangolamento, come fece Holly Holm contro la Tate. Vincitore per Rear Naked Choke al terzo round e nuovo campione del mondo dei pesi medi Georges Saint Pierre. Terzo titolo su tre che cambia di mano nella serata, terzo gancio decisivo. Credo proprio che tutti i team che ancora non ce l’hanno, assumeranno un maestro di pugilato in pianta stabile.

E’ stata una grande nottata di combattimenti, ciao e alla prossima!

Phoenix

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