Handwraps: l’importanza del bendaggio

Sfido chiunque di voi a trovare un atleta, da semplice appassionato a fighter pro, che faccia di mestiere l’orologiaio, il chirurgo o altri lavori  che hanno bisogno di mano ferma e movimenti precisi… più conosco questo mondo e più mi accorgo di quanto non si scenda a compromessi e si accettino rischi rilevanti per il proprio fisico pur di raggiungere uno scopo personale negli sport da combattimento. Abbiamo già parlato di rischio biologico e dell’encefalopatia da trauma cronico (CET), non si poteva lasciare in disparte un altro argomento che riguarda da vicino chiunque “usi le mani” sulla materassina, in gabbia o fra le corde di un ring: il rischio di lesioni, acute e croniche, alle articolazioni di mano e polso. Non si tratta di un problema esclusivo solo degli atleti professionisti ma comprende anche il semplice amatore che indossa i guantoni per scaricare lo stress due volte a settimana. Argomento interessantissimo che merita di essere trattato da chi fa della protezione delle mani, il suo lavoro. Così ritagliando tempo fra i suoi mille impegni, disponibilissimo come sempre, Federico Catizone, il più famoso cutman a livello nazionale ha spiegato egregiamente cosa succede, quali sono i rischi e come prevenirli quando “facciamo a pugni”.

MMA ARENA: Puoi spiegarci Federico cosa succede a mano e polso che impattano con un pugno su una superficie semirigida

Catizone: “Andiamo con ordine. Per spiegare bene cosa subisce la nostra mano quando sferriamo un pugno su una superficie, dobbiamo in maniera grossolana elencare l’anatomia che la compone.
La mano è costituita da 27 ossa , collegate tra di loro con tendini, muscoli e legamenti. Inoltre ci sono vene e arterie e i nervi, importanti per la vascolarizzazione , la sensibilità ed i movimenti.
Ovviamente, nel tirare un pugno si mettono sotto stress tutte le strutture sopra citate.”

MMA ARENA: Nello specifico quali possono essere le conseguenze a breve termine e quali a lungo termine, c’è una cura? in quali casi bisogna ricorrere alla chirurgia della mano?

Catizone: “Il primo danno, il più superficiale facilmente riscontrabile sono sicuramente le escoriazioni cutanee (arrossamento della pelle) per arrivare poi a lacerazioni ed una serie di traumi contusivi/fratturativi delle strutture sottostanti.
Un trauma specifico della mano è la “Frattura del Pugile” (rottura dell’ osso all’altezza del dito mignolo per intenderci) visto che è la parte più piccola ed instabile della mano.
Altri danni possibili in cui si può incorrere sono relativi alla frattura del “secondo Raggio” (l’osso all’altezza del dito indice) e delle teste metacarpali (nocche).
Se il colpo è estremamente potente, si può fratturare una delle otto ossa del metacarpo (polso) che tanto crea problemi ai nostri Bouxer, l’osso Scafoide (un vero incubo).
Altro problema frequente è la Frattura delle ossa della base del Pollice (Frattura del Bennet).
Ancora si possono rischiare dei problemi distorsivi a legamenti e danni a tendini, quando il nostro pugno, nel momento dell’impatto, assume una posizione anomala.
Si possono verificare delle lussazioni (ovvero la fuoriuscita osso dalla sua sede articolare).
La formazione di un “callo osseo” è una conseguenza di queste fratture e si possono notare spesso nel dorso della mano dei nostri Fighters.
A causa di questi “calli” si possono percepire anche delle fastidiosissime “scosse elettriche” al momento dell’ impatto, dovuto a questa ipertrofia che comprime una innervazione nervosa.
Il dolore è un sintomo molto frequente quando la mano è traumatizzata soprattutto quando colpisce.
Le limitazioni articolari (le difficoltà di movimento) con il dolore associato sono le conseguenze di una mano che ha subito dei danni non guarita perfettamente.
La visita da un Ortopedico, delle indagini radiologiche prescritte dallo specialista, possono evidenziare gli eventuali danni e favorire la diagnosi del danno per eventualmente agire con le adeguate terapie e/o con un intervento chirurgico.”

MMA ARENA: Quali sono i benefici di un buon bendaggio e quali invece i rischi di un bendaggio mal fatto?

Catizone: “Avvolgere e proteggere la mano in maniera adeguata, applicando le giuste tecniche ed materiali idonei ci permette una migliore protezione e una riduzione notevole della possibilità di danni. Chiariamo bene un concetto e sfruttiamo un o studio fornito proprio dall’ UFC per quanto riguarda i bendaggi da MMA: ci sono delle percentuali di danno alla mano intorno al 12-13% .
Questo dato ci indica bene che, anche con il miglior bendaggio del miglior cutman al mondo, la mano è comunque esposta a potenziali danni. Colpire con massima potenza la testa (soprattutto la parte frontale del cranio, dove le ossa sono più spesse e dure) è come sferrare un colpo su un muro: un danno è molto probabile.
Un buon bendaggio può sicuramente limitare i danni, ma è evidente notevolmente la percentuali importanti.
Un bendaggio non corretto (fatto male) nell’ MMA ,oltre ad aumentare in maniera importante la percentuale di rischio, crea problemi anche a livello “funzionale”, ovvero impedisce i movimenti che un Fighter dovrebbe compiere normalmente durante un match:
Avere difficoltà nel serrare il pugno mentre si colpisce, non riuscire ad avere una buona presa ed avere il pollice incastrato in apertura sono tutti esempi che possono realmente creare danni seri alla mano.
Inoltre, creare troppe tensioni con bende e cerotti (bendaggio stretto) può seriamente provocare dei sintomi come intorpidimento , scarsa sensibilità e difficoltà dei movimenti…un errore imperdonabile per chi svolge questo lavoro!!!
Ci possono essere anche delle concause ad influire sui traumi alla mano , come un guantino di una misura non idonea o di scarsa qualità.
Lo dico sempre agli organizzatori e ai Coach dei ragazzi : portate sempre con voi i vostri guantini prima di un match…non si sa mai.”

MMA ARENA: Qual è lo sport da combattimento che a tuo avviso espone a maggior rischio di lesioni mano e polso? hai qualche aneddoto da raccontarci?

Catizone: “Senza ombra di dubbio l’MMA. La protezione minima di un guantino di 4 once con un bendaggio ridotto aumenta in maniera notevole i rischi. Una volta, in una serata a Roma, un Atleta con una mano molto grande, non riusciva a mettere il guantino e a chiuderla in maniera efficiente. Provai a smontargli sia il bendaggio che parte del guantino, niente da fare, il match fu annullato.”

MMA ARENA: Che consiglio daresti ai nostri lettori praticanti?

Catizone: “Prima di un allenamento, anche di una semplice ripetuta al sacco, pensate a proteggere le vostre mani.
Capisco che non è semplice avere uno Specialist che vi faccia un bendaggio Pro o meglio da Sparring, ma ci sono dei metodi che possono andar meglio di quelle tristissime fascette messe sotto i guantoni.
Prendete un tappetino, di quelli con cui si fanno gli addominali, tagliatene un rettangolo grande quanto la vostra mano chiusa (la lunghezza deve essere da nocca a nocca) e fissatela anche con le bende sopra citate.
Avete creato una discreta ammortizzazione sulle teste metacarpali…e già qualcosa. Ho avuto la fortuna di aver visto all’opera dei Maestri come Jacob Stitch” Duran , Adam Gigli (Cutmen di fama mondiale) e di Tommy Mccormack (cutman di Mc Gregor) come tanti colleghi dell Internationa Cutman Association all’ opera con le loro tecniche di Handwraps.
Ho imparato moltissimo da loro.
Ho l’opportunità di lavorare da oltre 22 anni in un Blocco Operatorio dove risiede anche la Sala operatoria Ortopedica, che mi permette sia una conoscenza dell’ anatomia della mano senza euguali di sia poter chiedere sempre informazioni all’intera equipe di ortopedici su i traumi che in maniera estremamente sintattica ho descritto.
Nei miei corsi, queste tematiche su tecniche e materiali d’uso sono molto approfonditi.
Cerco , dopo una spiegazione teorica, di far bendare sotto mia visura il corsista, per ricreare delle movenze e delle tecniche idonee per ogni bendaggio di qualsiasi sport da combattimento ( boxe- Muay thai-K1-mma).
Con buone nozioni, con tanta manualità e pratica, si riescono ad avere buoni risultati. Ho corsisti di primo livello (il livello base) che con una dedizione importante, sono già autonomi e molto professionali nell’ “arte dei bendaggi”. La protezione delle mani di un atleta è certamente una “voce di spesa” ma un fattore determinante per l’incolumità e quindi della sua carriera. Prossimamente io con il mio Team, abbiamo un gran lavoro da svolgere, tra cui assicurare le mani a gli atleti del Bellator, del Venator e del Venkon a Bergamo.
La fiducia degli organizzatori e la soddisfazione degli Atleti sono nostra ricompensa più grande.”

Ringraziamo ancora Federico Catizone per la sua grandissima disponibilità, approfittando dell’occasione per esprimere i nostri complimenti per l’impegno e la passione che sta prodigando nel lavoro quanto mai impegnativo e complesso di salvaguardare e prendersi cura dei nostri migliori atleti!!

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