Chiaccherando con…Filippo Stabile

Il coaching nel destino

Di chi stiamo parlando?: Il primo indizio è la carriera nei corpi militari che gli ha dato la formazione e la disciplina,  poi mettiamoci il passato da atleta che  ha aggiunto valori etici e marziali.  A questa, che possiamo definire la base,  sommiamo la conoscenza dell’ambiente che solo uno che ha visto nascere tutto il movimento può avere,  l’abilità nel sapersi relazionare con gli altri ,  capacità imprenditoriale e un grande talento nell’insegnare.  Infine mettiamo la gentilezza ed educazione che sono innate nel suo carattere: ci sono pochi dubbi, l’identikit che ne viene fuori corrisponde a Filippo Stabile.

Per una serie di motivi è la prima volta che ho a che fare direttamente con lui ma amici comuni mi hanno già preparato al fatto che è una persona molto semplice e diretta, ma di quelle con cui una semplice conversazione diventa una grande occasione di arricchimento, così quella che doveva essere un’ intervista di poche domande si è trasformata in una lunga chiaccherata , una panoramica a 360° sul mondo delle MMA italiane e una fotografia su uno dei personaggi che più hanno contribuito a farlo crescere e sviluppare

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IoGrazie Filippo di averci concesso un pò del tuo tempo

Stabile:  Figurati, grazie a voi

Io: partiamo dall’attualità,  i fighter italiani stanno ottenendo risultati,  a parte quelli in UFC ormai ogni settimana c’è qualcuno che va a combattere all’estero e molti tornano vincitori

Stabile: Gli atleti stanno andando bene e  c’è sicuramente una crescita:  hanno capito che si devono allenare in un certo modo, si stanno adeguando rispetto alle altre realtà mondiali.  Il talento non ci manca, non avremo il ricambio che certe nazioni possono vantare ma ci sono parecchi giovani nelle palestre che vogliono fare non solo MMA ma anche quelle discipline che poi ne vanno a formare il bacino,  penso al grappling, al bjj etc.

Io: Meglio allenati, più vincenti insomma?

Stabile: Certamente ma non solo,  c’è anche un fattore psicologico:  si inizia ad andare più convinti,  a rendersi conto che anche gli altri hanno due braccia e due gambe e che ce la possiamo giocare alla pari con tutti.  Meglio non montarsi la testa in ogni caso, stanno arrivando dei risultati ma c’è ancora molta strada da percorrere,  in alcuni eventi gli avversari erano alla nostra portata,  ce ne sono anche di migliori in giro.  Soddisfazione ma moderata,  poi testa bassa e lavorare perchè la strada è ancora in salita e per stare ad alto livello non bisogna mai abbassare la guardia

Io: Gli atleti si stanno comportando bene ma è quasi una controtendenza,  dall’altra parte parecchi eventi storici non ci sono più e quasi tutte le promotion sono in difficoltà e vanno avanti con fatica

Stabile: Purtroppo il futuro non è roseo e io sono preoccupato.  Abbiamo 3 atleti in UFC, abbiamo Bellator che viene in Italia,  è un periodo in cui si parla a livello mondiale delle MMA ma nonostante tutto gli imprenditori e le aziende italiane non hanno ancora ritenuto di investire in questo sport come è già successo all’estero .  In altre realtà è capitato che team o squadre anche di livelli inferiori abbiano trovato qualcuno che volesse investire su di  loro,  potendosi permettere materiali, stipendi,  acquisti di giocatori anche all’estero,   da noi questo non è ancora successo.

Io: Questo cosa comporterà alla lunga?

Stabile: Se questa situzione non migliora mancherà il riciclo,  al momento organizzare un evento e pensare di guadagnarci è utopia,  va bene quando si riesce a finire in pari.  Se non ci sono soldi chi porterà avanti il tutto? Chi aprirà palestre? Se non entrano degli sponsor chi organizzerà gli eventi, come cresceranno gli atleti? Costruire un competitore ad alti livelli ha anche dei costi che al momento vengono sopportati dalle varie palestre,  serve che entri qualcuno che veda la possibilità di un business e decida di coprire queste spese

Io: Per quanto riguarda le palestre mi vengono in mente gli atleti che si stanno allenando all’estero,  loro potranno un domani diffondere quello che hanno imparato e raccogliere il testimone

Stabile: Quando torneranno potranno dare un grosso contributo e trasmettere l’esperienza acquisita ma sono troppo pochi ancora e comunque se parliamo di quelli in UFC, un Vettori ha una decina di anni di agonismo davanti,  pure DiChirico e la Borella sono nel pieno della carriera,  nel frattempo che si fa?  Quello della qualità dell’insegnamento sarà un grande problema,  le arti marziali piacciono e palestre ce ne sono parecchie,  sono gli istruttori di un certo livello che mancano,   veramente pochi

Io: Se invece parliamo di eventi,  sembrava che il Venator fosse riuscito a far decollare tutto il movimento, cosa pensi del loro operato?

Stabile: Anche loro hanno dovuto fare i conti con le spese che ci sono oggi in Italia per chi vuol fare qualcosa.  I primi eventi sono stati stellari anche perchè credo volessero sondare il terreno,  poi hanno dovuto ridimensionare gli investimenti.   A parte loro comunque non vedo nessuno che voglia fare le cose in un certo modo,  la situazione è abbastanza di stallo al momento

Io: Restiamo un attimo sul Venator,  tu l’hai visto da vicino perchè ci hai portato vari atleti,  qual’è la tua valutazione sul loro operato?

Stabile: Assolutamente positiva,  hanno alzato gli standard qualitativi in tutto parificandoli alle migliori promotion estere,  siamo sempre stati trattati benissimo.  Il loro grande merito è stato quello di aver nettamente migliorato l’immagine delle MMA italiane all’estero,   portando effetti di cui tutti, ancora oggi, stiamo beneficiando,  e non dimentichiamo gli atleti che sono passati da li e in seguito sono finiti in UFC. Purtroppo, per i problemi di cui parlavamo prima, gli standard si sono ridimensionati e il futuro è tutto da scoprire

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Io: Ultimamente hanno anche introdotto l’antidoping,  sei favorevole?

Stabile: Assolutamente si , chi mi conosce sa perfettamente quanto io sia contrario a certe sostanze e non solo per una questione etica: coloro che le usano poi non riescono più a capire se i loro miglioramenti sono dovuti esclusivamente ad un buon allenamento e alla lunga l’atleta ne risulta indebolito psicologicamente,  si sente “costretto” ogni volta ad assumerle per sentirsi forte e sicuro e questo non va bene

Io: Fai parte di FIGMMA,  una federazione che è sensibile a questo problema..

Stabile:  Si,  ogni atleta che partecipa ad eventi patrocinati da FIGMMA,  sia di MMA che di grappling può essere testato a campione,  non siamo agli standard americani ma si comincia a fare passi in quella direzione

Io:  Tu hai visto da vicino il lavoro dell’USADA,  come funziona esattamente?

Stabile: Intanto un atleta deve dare la reperibilità,  cioè segnalare ad USADA ogni suo spostamento perchè ci può sempre essere qualche controllo a sorpresa,   quando si arriva là ad ogni atleta  viene affiancato un ispettore che lo segue ovunque, monitorando ogni suo movimento e controllando che non ci sia nulla di sospetto.  Se quello vede una qualunque cosa che non gli piace, tipo ad esempio se uno beve qualcosa che non è autorizzato,  chiama il supervisore e scattano i controlli.

Io: Vuoi dire che sono loro a fornire quello che l’atleta deve bere?

Stabile: Si,  danno delle bottigliette con acqua,  sali minerali,  cose simili.  Poi c’è il divieto di ingerire pastiglie a meno che non siano preventivamente autorizzate , oltretutto USADA può decidere a sua discrezione di far eseguire i test all’atleta in qualunque momento pre o post match.  Quando siamo andati la prima volta con Marvin ad esempio,  non ha fatto in tempo ad entrare che gli hanno fatto il primo controllo

Io: UFC per te significa Marvin Vettori.  Lo conosci meglio di tutti quindi voglio farti una domanda precisa:  dove può arrivare?  Lui dichiara che arriverà al titolo,  è il sogno di un ragazzo o può veramente farcela?

Stabile:  Marvin è fortissimo e fa bene a crederci.  Quello che magari da fuori non si vede è che la sua miglior qualità non è tanto la potenza o l’esplosività,  ma è la sua testa.  E’ un fighter ancora in evoluzione ma già ragiona da coach,  analizza i match e gli avversari con occhio strategico, vive la sua professione 24 ore al giorno, ci pensa in continuazione.  Non so se ci si rende conto di quanto sia giovane e quanti margini di miglioramento abbia,   piace a UFC!!!.  Dove può arrivare?  Continuando a crescere prima o poi UFC gli darà questa opportunità,   poi nello sport come nella vita servirà che la sorte gli dia una mano soprattutto con i tempi e le dinamiche.  Comunque si,  ha tutte le doti che servono per poter ambire un domani al titolo,  infatti come ti ho detto prima a UFC lui piace e non è un caso.

Io: E degli altri due nostri fighter in UFC cosa pensi?

Stabile: Sono grandi atleti altrimenti non sarebbero li.  DiChirico lo conosco meno ma mi piace e credo che possa fare ancora meglio,  Mara l’ho avuta:  ha una grande caparbietà e una grande forza fisica,  ora che ha la possibilità di allenarsi tutti i giorni con atlete di livello può veramente arrivare in alto

Io: Torniamo alle MMA italiane,  come è andato il 2017 per lo Stabile Team?

Stabile: Non è ancora finito,  c’è ancora il Venator a metà mese,  lasciami un pò di scaramanzia,  fammi rispondere dopo!

Io: State allargando il numero delle filiali. A chi sono affidate?

Stabile: Si,  una  a Gallarate, la gestiranno Max Nannini e Gregorio La Torre, poi una ad Inveruno affidata a Gianmaria Vita,  un istruttore che è con me da diversi anni

Io: Hai intenzione di espanderti ulteriormente in futuro?

Stabile: Potrei aprirne 100, non lo faccio perchè preferisco avere un controllo diretto, che la qualità rimanga alta e che vengano rispettati precisi parametri. Il responsabile deve essere uno di cui mi fido e che sia in grado di mantenere gli standard dello Stabile Team

Io: Dimmi qualcosa su un tuo collaboratore storico, Luca Cardano

Stabile: Non è solo un mio collaboratore, Luca è un signor atleta che ha vinto varie competizioni in giro per il mondo.  Come coach è in grande crescita perchè è molto attento,  cerca sempre di imparare e sta attento ai dettagli: guarda come parlo,  come mi relaziono agli atleti quando sono all’angolo… c’è grande sintonia anche nel modo di pensare

Io: Un altro è Alen Amedovski,  atleta cui la sorte ha levato qualcosa,  come sta?

Stabile:  Oltre che coach Alen è un eccellente fighter, in questi anni è stato bersagliato dagli infortuni ma ormai è pronto per rientrare. Anzi approfitto dell’occasione per far sapere ai vari promoter che noi siamo qui in attesa di ributtarci nella mischia e sperando che ci sia qualcuno  interessato a dargli una opportunità.  All’inizio combatterà nei -93kg, poi vedremo,  ha bisogno di un match di rientro ma le sue qualità le conoscono tutti,  è estremamente talentuoso e oltretutto ha fatto lo sparring per anni con Marvin,  per certi versi sono della stessa pasta

Io: Te ne nomino altri due, il primo è Lele Gemovesi

Stabile: Persona splendida,  ci da una gran mano con gli agonisti e gestisce la filiale di Vercelli. E’ un ottimo coach, anche lui molto attento e affidabile,  con me da parecchio tempo

Io: E poi Stefano Ghidoni

Stabile: E’ il nostro “rules coach”,  è arbitro FIGMMA e IMMAF, conosce tutti i risvolti dei regolamenti e ci aiuta a capirli ed interpretarli in chiave tattica.  E’ un aspetto molto importante e organizziamo delle sedute con gli agonisti solo su questo

Io: Facciamo un pò un recap dei tuoi agonisti,  La Torre ha combattuto qualche giorno fa e ha vinto,  soprattutto me lo ricordavo molto istintivo invece mi ha colpito la calma che ha tenuto durante le riprese.  Si vede quando uno è padrone della situazione e sa cosa sta facendo

Stabile: Gregorio l’ho visto molto bene! A differenza di altre volte ha fatto meno errori tattici e si sono visti i miglioramenti.  L’avversario era ostico, il classico serbo con le mani pesanti, ma ha dominato tutte le riprese fino alla ghigliottina finale.  Può crescere ancora,  ora cercheremo di trovargli qualche altro ingaggio all’estero , poi credo che con l’anno nuovo combatterà al Golden Cage

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Io: Continuiamo,  Belluardo:  lo ricordo al Venator dove ha ancora il record per il ko più veloce e credevo che a questo punto sarebbe già stato in qualche promotion importante, invece ha avuto degli intoppi

Stabile: Belluardo ha un grande talento,  per una serie di motivi non è ancora riuscito ad andare oltre certe aspettative ma parliamo di un ragazzo giovane e che può ancora migliorare molto.  Io ci credo, si sta impegnando e i risultati si vedranno nei prossimi match

IoRiccetti?  Quando torna in gabbia?

Stabile:  Riccetti sta lavorando molto bene,  da quando è con me è migliorato tantissimo in tutti gli aspetti ed è un fighter molto diverso da quello che era solo un anno fa.  I suoi ultimi match sono finiti velocemente e quindi da fuori è difficile vederne i progressi ma è una vera bestia e senza dubbio ha grandi cose da far vedere,  il suo problema è che in Italia di incontri validi per il suo peso ce ne sono pochi, e chi lo tiene? Stiamo  monitorando l’estero,  di certo lo rivedrete al Golden Cage,  ma speriamo anche in qualcos’altro

Io: Zecchi? E’ da un pò che non ho notizie

Stabile:  Anche lui si sta allenando bene,  avevamo avuto una buona chiamata dall’estero ma poi è saltata.  Leonardo è un ragazzo eccezionale, molto professionale, diligente e attento, grazie al carattere che ha è diventato un campione e questo non glielo leverà mai nessuno.

Io: Cogliandro ha appena vinto in Svizzera e poi Vitali che ricordo contro Yepes

Stabile: Cogliandro è un ragazzo molto promettente e in crescita costante,  è arrivato secondo al NAGA denotando un gran miglioramento anche nel grappling,  Vitali è stato a lungo fermo per infortunio,  poi è tornato e ha vinto due match.  E’ talentuoso, ci stiamo guardando intorno per lui, anche a livello internazionale

Io Zecchini? E’ imbattuto e non si è ancora capito quali siano i suoi limiti

Stabile: Ho conosciuto Manolo quando sono andato in USA con Marvin e c’è stato subito feeling.  E’ molto, molto talentuoso,  ha la testa giusta ed è giovanissimo,  ha enormi margini di miglioramento e un grande futuro davanti

Io: Fammi una carellata di quelli che non ti ho chiesto, hai uno squadrone!

Stabile: Beh, c’è Zaccaria che si allena con me da qualche mese e che vedrete al Venator,  ragazzo in gamba  in cui credo molto,  poi c’è Anastasia:  un nazionale di grappling veramente forte,  ha avuto un problema alla schiena ma più avanti lo vedrete in azione.  Farsineac lo conoscete,  sapete quanto sia valido e del suo futuro match contro Saccaro,  è uno di cui si sentirà parlare molto in futuro,  e Sabatino,  un semipro che  combatterà al Venator che ha grandi mezzi. Voglio spendere due parole anche per Emmanuele Troia, anche lui combatterà al Venator,  ragazzo di 90 kg con enormi potenzialità e per Rafael Torres,  cintura nera di bjj che è tornato in Italia e si vuole rimettere in gioco:  ci stiamo allenando bene e lui ha intenzione di scendere di categoria quindi stiamo cercando match sia a 66 kg che a 70kg.    Nel team è entrata da poco Silvia La Notte, pluricampionessa mondiale di kickboxing che tutti conoscete e che si sta allenando con me da qualche mese perchè vuole cimentarsi nelle MMA, è un onore per me allenarla.

Io: Ne hai parecchi,  ma non ti fanno mai incazzare?

Stabile: Certo ma è un aspetto da mettere in conto, altrimenti è meglio lasciar stare il coaching.  I fighter, perlomeno la maggior parte, sono persone problematiche,  hanno sempre qualche paturnia e insicurezza: alle spalle possono esserci problemi familiari piuttosto che economici e il tutto si va a sommare allo stress dell’allenamento .  Questi ragazzi si allenano con standard professionistici ma rispetto ai  colleghi che fanno altri sport hanno meno benefici e attenzioni.  Un calciatore ad esempio farà si e no  un terzo rispetto ad un fighter ma ha un signor stipendio ,  non ha problemi economici,  non si deve preoccupare della benzina per andarsi ad allenare,  se ha una contrattura ha il massaggiatore che gliela leva, tante cose piccole e grandi che lo proteggono anche sotto il profilo psicologico,   per un fighter è tutto diverso.

Io: Da fuori è difficile immaginare atleti che entrano in una gabbia o su un ring come insicuri

Stabile: Le insicurezze ci sono e il fatto di praticare uno sport solista in questo caso non aiuta,   in uno sport di squadra le pressioni  le puoi condividere  con i compagni,  il fighter si prende sulle spalle tutto il carico.

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Io: Cosa ti piace e cosa non ti piace in un tuo allievo?

Stabile: Mi piace quello rispettoso,  quello che chiede le cose,  quello che si applica al massimo e interpreta l’allenamento con dedizione e professionalità,  non mi piace quello che parla tanto ma al momento dei fatti si rivela essere soltanto un chiaccherone. Mi piacciono quelli con una personalità definita e non quelli che imitano i comportamenti altrui

Io: Tu sei stato tra i primi a praticare il bjj e il vale tudo  che poi sono diventati le basi  dellle MMA in Italia?

Stabile: Quando ho iniziato con bjj e Vale Tudo, qui in Italia conoscevo solo alcuni del jet kune do che facevano una cosa ibrida,  cioè nel loro interstile buttavano dentro alcune tecniche di varie specialità

Io: Ma tu come lo hai conosciuto il vero bjj?

Stabile: Io ero militare professionista dei reparti speciali e ho avuto la possibilità di allenarmi nei vari stili,  grazie al fatto che tra i miei colleghi c’era chi faceva la greco romana, chi judo, chi karate,  chi pugilato. Poi alcuni amici paracadutisti francesi mi hanno invitato ad allenarmi con loro,  c’erano dei ragazzi brasiliani che volevano farmi conoscere.  Tieni presente che fino a quel momento non si sapeva nulla del Vale Tudo,  si praticava una specie di free fight ibrido,  io facevo full contact mischiato alle proiezioni del judo che avevo appreso nei carabinieri e ad un pò di lotta a terra,  insomma eravamo autodidatti.  Sono andato in Francia e questi due piccoletti mi hanno colpito,  riuscivano a tenere tutti e anzi, li finalizzavano pur essendo di stazza molto inferiore

Io: Anche te?

Stabile: Non mi hanno finalizzato ma mi hanno tenuto testa e la cosa mi colpì.  Fu allora che sentimmo parlare per la prima volta di bjj e di Vale Tudo e io iniziai un periodo di studio,  comprai le prime cassette di UFC e in seguito andai in Spagna dove erano arrivati  Robin e Rolker Gracie e diventai loro allievo.

Io: Ho sentito che hai fatto vari match e sei rimasto imbattuto

Stabile: Si, ero molto promettente ma erano altri tempi,  non erano match di MMA,  si trattava di free fight e shoot fighting.  Ho pure avuto quanche problema con i comandi militari,  allora si sapeva poco di questi incontri,  si pensava fossero robe illegali e quando andavo all’estero a combattere dovevo tenerlo nascosto. In seguito ho fatto anche molte competizioni di bjj  e grappling

Io Essendo tu uno della old school ho quasi timore a chiederti cosa pensi di trashtalking e robe varie…

Stabile: Io sono un marzialista:  gli incontri possono essere anche duri ma quando si scende dalla gabbia o dal tatami il rispetto è la prima cosa.  Detto ciò capisco che il trashtalking possa servire a vendere di più, soprattutto nei confronti del pubblico americano che per certe cose si appassiona. Quindi,  con i dovuti distinguo, lo accetto.

Io: Tipo?

Stabile: Può andar bene se lo si fa per un match importante,  dove una promozione fatta in un certo modo può far ballare tanti soldi di differenza,  lo capisco molto meno ai livelli inferiori dove penso che sia meglio avere comportamenti più consoni,  per non parlare dei livelli giovanili. E poi,  te ne accennavo anche prima,  preferisco un atleta con un catattere anche particolare ma che sia se stesso,  non uno che imita il comportamento di altri come vedo spesso fare in giro

Io: Un altro che non fa mistero di appartenere alla old school è Alessio Sakara,  cosa pensi di lui e come vedi il match contro Carvalho

Stabile: Ho grande stima per Sakara, ci conosciamo da tanti anni.  Mi sembra che la prima volta fu ad un mio seminario a Roma,  lui all’epoca faceva pugilato e mi confidò della voglia di cimentarsi nel Vale Tudo,  io gli dissi che se faceva sul serio sarebbe stato meglio andare in USA o Brasile.  Poi lui decise di provarci e si è costruito la carriera che sappiamo,  ha un modo di fare i match a viso aperto che lo ha fatto amare dal pubblico,  d’altronde è lui il primo a dire che gli piace fare a cazzotti. Magari una maggiore accortezza tattica gli avrebbe fatto vincere qualche incontro in più ma forse non sarebbe così seguito come è ora. Con Carvalho lo vedo bene, per me è un incontro alla sua portata e, è superfluo dirlo, faccio assolutamente il tifo per lui

Io: Hai un importante ruolo in FIGMMA e da poco sono finiti i mondiali IMMAF,  te la butto li,   sei favorevole al dilettantismo? O meglio,  lo ritieni un passaggio fondamentale verso il professionismo?

Stabile: Sono favorevole e convinto che per arrivare al professionismo servano dei passaggi. E’ pur vero che c’è una grande differenza tra i due mondi e capita che un dilettante anche forte poi abbia delle difficoltà perchè tra i pro le dinamiche sono completamente diverse e richiedono più lavoro specifico

Io E questo proliferare di sigle e federazioni ti piace?

Stabile: E’ una situazione figlia del libero mercato che c’è dappertutto ma qui in Italia è veramente esagerata.  Succede perchè in un sistema relativamente giovane molti cercano di ricavarci il loro business,  poi ci sono quelli che legittimano queste realtà andandoci a combattere perchè gli piace e gli conviene avere la medaglietta facile,  preferiscono essere campioni fra gli scarsi piuttosto che competere con quelli forti.

Io: Torniamo al discorso di cui abbiamo parlato all’inizio, quello del coaching,  tu hai detto che istruttori di MMA veramente validi in Italia ce ne sono pochi,  ti chiedo le qualità che bisogna avere perchè non c’è settimana in cui non si vedano foto di tizi che si vantano di avere ricevuto abilitazioni da chissacchì per poter allenare.

Stabile: Ah, qui si potrebbe aprire un libro.  Le MMA sono un connubio di vari stili,  per poter dire di essere allenatore come minimo devi poter dire la tua in ognuno di essi. Avere una cintura alta nel bjj,  competenze nel wrestling e nello striking,  poi serve una conoscenza  della psicologia per avere a che fare con gli atleti,  sapere cosa fare per prevenire gli infortuni e avere almeno un’infarinatura di nutrizionismo per aiutare gli atleti nel taglio del peso,  e ce ne sarebbero ancora. Capisci che per avere tutte queste conoscenze servono anni e anni.  Per quanto riguarda le abilitazioni purtroppo certe psudofederazioni mettono dei loschi personaggi in posti chiave e questi le concedono come caramelle,  col risultato che molti oggi credono di essere maestri ma non sanno niente.

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Io: Tu ti occupi di dare le abilitazioni in FIGMMA?

Stabile: FIGMMA,  e non te lo dico perchè ne faccio parte,  ha degli standard decisamente più alti. E’ capitato che siano venuti da me alcuni di questi sedicenti istruttori a cercare l’abilitazione e che io li abbia bocciati,  parlo anche di quelli di atleti famosi che sono in giro anche oggi.

Io Si, mi viene facile immaginarti come severo ad un eventuale esame hehehe

Stabile: Beh, io sono severo ma come fai ad abilitare uno che non sa dirti cosa sia una kimura?  O uno che se lo metti dieci minuti a rollare con una bianca viene finalizzato e prende un sacco di botte?  Ti assicuro che è successo e succede ancora.  Non puoi allenare se non hai almeno un livello minimo,  molti vengono ai miei corsi e credono di cavarsela in un paio di lezioni,  poi fuggono quando capiscono quanto tempo e impegno siano necessari,  quindi vanno in cerca di attestati in realtà più accondiscendenti.

Io: Ok, ma come fa un ragazzo ignaro a capire quando è nel posto sbagliato?  C’è qualche segnale di riconoscimento?

Stabile: Beh,  intanto oggi c’è  internet,  è facile e doveroso informarsi su chi sia la persona a cui ci si va ad affidare.  Poi è consigliabile non scegliere, come fanno tanti, la palestra sotto casa perchè più comoda,  una istruzione corretta vale un viaggio anche più lungo.  Segnali? Per i motivi che ti ho detto prima io diffido di uno troppo giovane, dev’esssere almeno sui 30,  poi non credo in quelli esaltati e che trascurano la salute degli atleti: da me li obbligo a mettere sempre tutte le protezioni,  vedere se insegna tecniche troppo complicate per il livello del corso cui sta insegnando può essere indicativo. Anche il curriculum ha la sua importanza,  se la palestra ha ottenuto buoni risultati nelle competizioni e ha formato vari atleti di un certo spessore nel tempo è un bel segnale.

Io: Vedo che non usi con facilità la parola Maestro..

Stabile: E’ un termine di cui in questo periodo si abusa  e viene pronunciato troppo alla leggera mentre per me ha un valore molto alto,  preferisco parlare di istruttori o allenatori.

Io: Andiamo verso la fine di questa lunga intervista,  parliamo dell’altra faccia del Team Stabile, cioè tuo fratello

Stabile: Sono contento che me lo chiedi perchè Simone è essenziale. Fa un lavoro enorme che magari da fuori si vede meno ma se oggi il Team ha raggiunto questo livello lui ha un grande merito. Si occupa di un mare di faccende ed è vice presidente di tutte le filiali.  Oltretutto è un ottimo matchmaker e ha lavorato in passato anche con grandi promotion estere.

Io: Abbiamo detto di come tu sia stato un atleta di livello e con delle possibilità.  Non pensi mai di essere nato nel periodo sbagliato e che se combattessi oggi magari staresti in qualche grande promotion?  Filippo Stabile non ha mai rimpianti?

Stabile: Si, talvolta mi capita di pensarci e spesso dico ai ragazzi che sono fortunati a esserci in un questo periodo in cui hanno molte più attenzioni e vantaggi di quelle che avevamo noi.  E’ anche vero che io credo in certi segnali: tutte le volte che sono stato ad un bivio della mia carriera è successo qualcosa che mi ha spinto verso l’insegnamento,  un infortunio qua, un’altra situazione là….si vede che era scritto che io dovessi essere maestro,  ormai ho capito che era questo che per me aveva deciso il destino

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Io: L’ultima è una curiosità: ho sentito che fuori dal combat sport la tua passione è la musica e che sei un dj di house e techno,  è vero?

Stabile: Si,  tra le varie cose che faccio c’è anche questa.   E’ una passione che ho da quando avevo 14 anni,  quando ero giovane ho fatto serate sia nella riviera adriatica che nel torinese poi ho dovuto mettere un pò da parte  nel periodo in cui facevo la carriera militare. Ultimamente ho deciso di rimettermi in gioco,  consigliato e spinto anche da alcuni dj amici miei, come ad esempio Angelo Vicari di RTL

IoInteressante il connubio tra arti marziali e musica

Stabile: La musica mi rilassa,  quello che faccio io, cioè mixare e lavorare con le tracce, lo trovo molto utile per tenere allenata la mente.  Comunque non sono il solo,  Marc Goddard per fare qualche esempio era un dj,  di Alex Dandi sapete già,  un altro è Eddie Bravo,  ma ce ne sono parecchi in giro.

IoGrazie di tutto Filippo,  in bocca al lupo per tutto quello che farai in futuro,  in entrambe le tue carriere.

Stabile: Grazie a voi, ciao

 

Non ci resta molto da commentare, lo spessore del personaggio lo si evince dalle sue stesse parole.  Chi sarà il prossimo personaggio che andremo a cercare per una bella chiaccherata?  Per saperlo non vi resta che continuare a seguirci, nel frattempo se volete ascoltare un pò di musica di Dj Stabile….

www.mixcloud.com/filippostabile

 

Stay tuned, amici

DP

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