Il 2018 che vogliamo

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E anche quest’anno sta andando alla conclusione,   a livello italiano si ferma tutto o quasi per la pausa natalizia,  rimane qualche gala internazionale che avrà il culmine con UFC 219 e Marvin Vettori la vigilia di capodanno.

Difficile dare un giudizio sul 2017,  se parliamo dei fighters le cose sono andate bene,  ora ne abbiamo 3 in UFC e in posizione solida e svariati altri si sono distinti nelle principali promotions in giro per il mondo.  Non dimentichiamo neppure la chance mondiale di Sakara in Bellator e la corona conquistata da Cerilli al Cage Warrior.

Il livello medio sta crescendo,  molte palestre hanno alzato gli standard e i si cominciano a vedere dei risultati,  anche tra i semipro sparsi per lo stivale stanno crescendo molti ragazzi interessanti che saranno i protagonisti del domani

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Per quanto riguarda gli eventi il giudizio è tiepido,  ce ne sono stati sicuramente di validi ma alcuni hanno chiuso,  altri hanno ridimensionato.  E’ mancato il picco qualitativo da mostrare al mondo che avevamo avuto con Venator 3 nel 2016 e soprattutto non si registrano ingressi di rappresentanti della grande imprenditoria pronti a immettere investimenti,  il grande problema che assilla tutto il sistema persiste e non è stato risolto.

Cosa ci possiamo augurare del 2018

– la prima cosa è proprio questa,  che arrivi qualcuno che voglia investire e portare linfa nuova in un movimento che al momento in pratica si autofinanzia,  sopravvive ma non prospera

– a livello sportivo come minimo vogliamo tenerci i nostri 3 alfieri in UFC ma speriamo vivamente che il numero aumenti.  Non è semplice, al di là delle qualità degli atleti c’è una grande competitività in giro per il mondo e i posti sono pochi.   Poi speriamo si allarghi sempre più il numero di quelli che provano a combattere all’estero, esportando il modello italiano.

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-che gli eventi siano sempre più qualitativi e tendano a uniformarsi alla media europea.  Qualcosa bolle in pentola,  proprio in questi giorni Alex Dandi ha annunciato l’uscita da Venator e la volontà di aprire una sua promotion,  il che ci pone due quesiti,  cosa riusirà a fare e che strada prenderà il Venator senza di lui.  Poi si iniziano a leggere annunci riguardanti i primi mesi dell’anno,  come quelli di Golden Cage  e di Slam FC .  A questi aggiungiamo il Magnum FC 4 che sarà a Verona, tante realtà che si sono fatte notare nel 2017 e non dimentichiamo il Bellator che sbarcherà a luglio nella capitale.  Ci auguriamo che ognuno di loro si ponga l’obiettivo di migliorare l’edizione precedente, sarebbe già un buon risultato

. vorremmo che la lotta al doping non fosse solo una causa perseguita da pochi ma che tutto il movimento sentisse la necessità di seguire questa strada.  Non ci stancheremo mai di dirlo,  anche se il percorso è lungo e accidentato non si può fare a meno di percorrerlo,  vuoi per una questione di salute degli atleti,  vuoi per una questione etica.  Soprattutto perchè, tornando al discorso iniziale,  per favorire l’ingresso di qualche imprenditore serve che l’ambiente sia più trasparente possibile e che sia più consono ad essere associato all’immagine delle varie aziende.  Quindi si ai controlli e ci auguriamo che gli atleti si rendano conto che il loro dovere non si esaurisce in palestra e in gabbia ma continua anche fuori cercando di informarsi su quello che possono e non possono fare, in modo che siano colpiti i bari e non semplicemente i più sprovveduti, problema che si potrebbe porre nella prima fase

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-poi vorremmo che tutti, ma proprio tutti, si rendessero conto che si sta cercando in tutti i modi di legittimare le MMA come un normaliissimo sport agli occhi delle masse. Basta, per favore, con post e dichiarazioni inneggianti a gladiatori e samurai,   basta con una logica che ha lasciato le MMA confinate negli scantinati e con la retorica da quattro soldi che inneggia ad anime guerriere,  non vogliamo eroi che credono di andare in guerra,  ci accontentiamo di atleti, professionisti e non, che vanno a combattere match di MMA, praticano cioè lo sport che hanno scelto liberamente di fare.

-ultimo desiderio rivolto a UFC che comunque seguiamo come tutti.  Che nel 2018 abbia un freno questa smaniosa ricerca del money match e si torni a ragionare su logiche sportive e legate a dei ranking.  Siamo consapevoli che l’incasso ha la sua bella importanza ma si è esagerato e il risultato è che ora gli atleti si insultano su twitter nella speranza di avere abbastanza followers da giustificare un certo match,  altri rifiutano avversari perchè non vedono il grosso guadagno….insomma non ci piace molto la piega che stanno prendendo le cose, soprattutto da quando è cambiata la proprietà. Oltretutto UFC in un modo o nell’altro detta le linee guida delle MMA mondiali,  ihmo quello che fanno loro poi verrà ripetuto a cascata da tutti gli altri.  Solo che gli altri non hanno i top fighter e certe situazioni possono diventare imbarazzanti.

 

Buon 2018 amici,  stay tuned

DP

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