Dalla parte del pubblico

Non si riesce a sfondare, nonostante la qualità media degli eventi di MMA e non solo sia senz’altro cresciuta, in questi anni la risposta del pubblico continua a non essere soddisfacente. Se leviamo Oktagon che è ormai conosciuto dalle masse e che comunque non si arrischia a fare più di due eventi all’anno, tutti gli altri se arrivano a registrare afflussi a tre zeri sono già iper-contenti.

I perchè sono tanti e se ne continua a discutere, noi per una volta vorremmo metterci dalla parte di quelli che sono i fruitori del prodotto, quelli che ne determinano le fortune pagando il biglietto, cioè gli spettatori.

Troppo spesso leggiamo dichiarazioni dei vari organizzatori che sono velatamente accusatorie verso la gente e le sue abitudini: “siamo un popolo di calciofili”, “gli SDC non sono radicati nella nostra cultura”, “siamo pigri e preferiamo il divano e la tv piuttosto che andare al palazzetto”, e così via.

C’è del vero in tutte queste affermazioni ma… ma non siamo certi che si stia facendo tutto il possibile per fornire un prodotto appetibile, che convinca la gente a fare uno sforzo, in altre parole non crediamo che il pubblico sia, come dovrebbe essere, in cima alle priorità delle attenzioni da parte dei vari promoters.

“La card è eccezionale, niente scuse, dovete venire”, pressapoco dicono tutti così, ebbene sappiate che di scuse e problematiche che possono impedire un viaggio purtroppo ce ne sono parecchie, tutte valide e vanno ben oltre alla passione che uno può avere. L’organizzatore che se ne rende conto e cerca di aiutare a risolvere una piccola parte di questi problemi probabilmente è quello che otterrà i numeri migliori.

Voglio fare un esempio spiegando la mia situazione che credo sia condivisa da un gran numero di appassionati.

Partiamo col dire che non tutti hanno la fortuna di avere la sera libera, ci sono quelli che lavorano e, se sono dipendenti, devono chiedere il permesso al capo, che magari non sarà tanto contento anche perchè di solito i sabati e le domeniche sono i giorni di maggior concentrazione lavorativa. Ottenuto il permesso bisogna poi andare dalla moglie e spiegarle che la serata libera ottenuta non si passerà con lei e con i figli, ma andando a seguire la propria passione. Alcuni riescono a liberarsi facilmente, altri lo fanno pagando il prezzo di discussioni e tensioni casalinghe, soprattutto se la cosa dovesse ripetersi spesso. Sposatevi e lo scoprirete.

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Superata la fase preliminare c’è da fare il viaggio. Vivo in Liguria, regione che a parte Genova e qualcosa nel ponente è fuori dal centro nevralgico degli eventi più grossi,  quindi ogni volta che decido di andare metto già in preventivo che ci vorranno due/tre/quattro ore di macchina e altrettante per il ritorno. Le spese non sono un grosso problema, in genere si dividono con gli altri e i biglietti dei vari eventi, va detto, sono più che accessibili, il problema può venire dal luogo di arrivo. Se è in città non c’è problema, spesso però bisogna trovare la location in luoghi improbabili che si riescono a localizzare in tempi ragionevoli solo se si ha il navigatore, talvolta capita che ci si perda lo stesso. Se poi siamo di sera – quasi sempre – e con la nebbia non vi dico la voglia che si ha di voler ripetere l’esperienza la volta dopo.

Poi c’è l’evento in se, alcuni sono bene organizzati, dove hai il tuo posto preciso, lo spettacolo non ha tempi morti, i servizi igienici sono efficenti così come i punti ristoro, altri invece sono all’insegna del sei entrato, ora arrangiati e buona fortuna”. Code interminabili per entrare, posti scomodi, la gente attorno al ring ti impedisce una visuale pulita, bagni da terzo mondo, per comprare un panino aspetti tanto che ti perdi un match…. addirittura può capitare che sei letteralmente impossibilitato a muoverti dal tuo posto, per ore e ore.

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Infine il ritorno, sinceramente non riesco a capire perchè quasi tutti gli eventi devono terminare a mezzanotte se non dopo, costringendomi a tornare in casa mia alle 4-5 di notte e neppure perchè tutti coloro ai quali ho posto questa domanda fanno spallucce, possibile che non si riesca ad anticipare il programma, mica tutti hanno esigenze televisive cui dover rispondere, anzi… quasi nessuno. Di fatto i gala di SDC al momento sono rivolti a una fascia di gente specifica, quelli che il mattino dopo non hanno niente da fare, gli altri si arrangiano.  Hai voglia poi di far paragoni col calcio, una partita finisce alle 22.30/23, c’è tutta la differenza del mondo tra l’arrivare a casa alle 2 piuttosto che alle 4, soprattutto se il giorno dopo hai dei figli che hanno delle esigenze e tu ci devi essere, o ci sono altre incombenze che ti aspettano. Sposatevi e lo scoprirete, l’ho già detto, mi sa.

Altro problema è la concentrazione degli eventi, basta guardare il calendario prossimo per capire, a marzo/aprile/maggio/giugno c’è un evento a settimana, in alcuni casi più di uno, di fatto costringono a fare delle scelte drastiche, ma neanche a pensarci che i promoters si mettano in testa che serve un calendario condiviso.

Risultato finale, vado a un evento si e tanti no, e, beffa, mi tocca pure aprire i social e beccarmi le rampogne di alcuni che dicono che quelli come me sono pigri,  che siamo pieni di  scuse e che i problemi si superano. Cavolo, io quando riesco ad andare mi sento un eroe.

Il fatto che certi aspetti non sono ben colti dai promoters è dato dal fatto che se rinunci non hai neppure la possibilità di veder qualcosa in streaming, dicono che altrimenti la gente se ne starebbe comodamente a casa, non gli passa mica in testa che sono mille altri i motivi per cui non si riempie il loro palazzetto. Per essere chiari,  io e tutti quelli che conosco personalmente non rinunceremmo mai a un evento perchè “tanto c’è lo streaming”, di solito sono trasmissioni disturbate, che si bloccano e che ti fanno sacramentare in mille lingue,  troppo rischioso, e poi un evento visto dal vivo è tutta un altra cosa.

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Ovviamente non si può pretendere che ci si faccia carico di risolvere i  problemi di tutti, ma che almeno li riconosca come tali e non li snobbi pensando che una buona card da sola basta per avere il pienone, semplicemente non è così, anzi… la card conta meno di quello che si crede. Tra un anno è probabile non ci si ricorderà una buona parte dei match che c’erano in un dato evento, ma è certo che tutti avranno a mente come si sono trovati e se vogliono ripetere l’esperienza.

Mettiamo quelli che pagano davanti a tutto please, non è l’unica strada per avere il successo ma è una strada obbligata,  speriamo che tutti se ne rendano conto prima o poi

Stay tuned amici,

DP

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