Jeremy Stephens risponde ai criticismi sul finale “controverso”

A UFC on Fox 28, Jeremy Stephens è riuscito a fare quello che nessun altro finora aveva fatto: mandare KO Josh Emmett.

Un bel finale insomma.. se non fosse per il fatto che alcuni – come Daniel Cormier al tavolo dei commentatori – hanno puntualizzato sulla sequenza di colpi che hanno messo fine al match, ovvero alcune gomitate dietro la testa e una ginocchiata illegale al volto (non andata a segno).

Effettivamente anche dai replay si notano questi dettagli, e Stephens ha spiegato che ha scelto di tirare quella ginocchiata perché l’arbitro Dan Miragliotta gli ha detto nel backstage che quel colpo era concesso dalla Commissione Atletica della Florida, che utilizza la nuova versione delle unified rules (invece quella ginocchiata alla testa sarebbe illegale a prescindere da quale versione delle regole sia in vigore):

“L’arbitro Dan Miragliotta è venuto nel backstage e mi ha detto ‘Queste sono le unified rules, per cui se due mani sono a terra puoi tirare su una delle due e colpire col ginocchio’. Perciò se è in ginocchio e una mano è su, va bene tirare la ginocchiata. Non gioco sporco. Non l’ho mai fatto, in tutta la mia vita. Ho visto un’opportunità e volevo prenderla. Sapevo che era stordito, aveva due mani al tappeto, ne ha alzato una su e ho visto il momento giusto ed è quando ho tirato la ginocchiata. Non credo nemmeno che sia andata a segno, non è quella che gli ha fatto male. Ci sono stati molti più danni dopo quella. Era già stordito prima. Ma lui ha sollevato le mani da terra ed io ho aspettato, e ho provato a trarre vantaggio da quell’opportunità. Non è andata a segno, l’ho mancato, ma queste sono le regole in quello stato. Non sono un fighter sporco.”

Stephens ha parlato anche dei criticismi ricevuti sulle gomitate date dietro la testa di Emmett, nel tentativo di concludere rapidamente il match:

“Ragazzi lì io sto cercando di concludere. Colpisco con il gomito. Se loro girano la testa, l’arbitro ti dice che va bene perché lui ha girato la testa, quindi ti adatti. In quel momento sto dando gomitate su gomitate. Lui ha guardato in basso e io l’ho sfiorato un paio di volte. Io non sono un fighter sporco. Sono un killer, mi alleno per finire, vado a cercare una conclusione, colpisco con forti combinazioni. Non è mia intenzione colpire gli avversari dietro la testa, ma se si girano, non è un mio problema.”

Jeremy Stephens poi augura una pronta guarigione al suo avversario:

“Ho visto Josh Emmett uscire fuori in barella. Non lo auguro a nessuno. Questo è il gioco del fighting, succedono queste cose. Sono stato mandato KO anch’io, ho avuto alti e bassi. Non lo auguro a nessuno. Gli auguro una pronta guarigione. È un tipo tosto.”