JDS e l’incubo con USADA: “sei colpevole finché non ti dichiarano innocente”

Junior dos Santos aveva ricevuto una sospensione dopo essere risultato positivo a una sostanza proibita da un campione prelevato ad agosto; la sospensione è stata ridotta lo scorso mese a seguito di un’investigazione da parte di USADA che ha confermato che un paio di farmacie brasiliane vendevano integratori contaminati che hanno causato il fallimento del test.

Ora Junior dos Santos può rientrare nell’ottagono, però non ha gradito come è stata gestita la faccenda perché ha passato dei mesi difficili cercando di provare la sua innocenza in quanto non ha assunto queste sostanze consapevolmente, e ora nessuno può ridargli i mesi persi:

“Mi hanno bloccato la carriera per investigare su questa cosa. Io credo che questo sia l’esatto opposto di come funziona la legge. Innocente fino a prova contraria. In questo caso, è diverso – sei colpevole finché non ti dichiarano innocente. Così non va bene. Specialmente nel mio caso, che sapevo che non stavo facendo niente di sbagliato e ho dovuto affrontare tutto questo. È stata una brutta sensazione. Io sento che la verità era venuta a galla e che tutti sapevano che era un integratore contaminato. Non è stata colpa mia, non era mia intenzione. Ci sono sempre persone negative che dicono cose brutte. Ma io penso di aver ripreso in mano la mia reputazione. Per me questo è importante.”

Per il basso contenuto che è stato rilevato della sostanza proibita, JDS ritiene che USADA avrebbe dovuto capire che non era sua intenzione imbrogliare e che forse dovrebbero migliorare i loro sistemi di valutazione:

“In base a quei numeri, e quelle cose lì, nella mia mente pensavo che USADA sapesse che io non sono un imbroglione. Ma invece così non è stato. Ho dovuto affrontare tutta questa investigazione, tutta questa situazione in cui mi hanno fatto passare per imbroglione. È stato molto brutto. Adesso, io spero che riescano a tenere lo sport pulito come possono. Ma dovrebbero avere delle regole migliori, modi migliori di trattare gli atleti. Perché sono le nostre vite. Spero che il sistema migliori. Io voglio vedere uno sport pulito, perché vogliamo vedere chi è il vero campione. Non vogliamo vedere un campione finto. Quest’ultimo anno è stato un incubo per me, perché mai avrei immaginato di dover affrontare una cosa del genere nella mia carriera. Ho sempre giocato pulito durante tutta la mia carriera. Sono diventato campione così e il mio obiettivo di diventare campione ancora una volta in questo modo. Questa cosa che è successa con USADA è stata molto triste.”