Aaron è passato dal rinchiudersi in casa per l’ansia al combattere in Bellator

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Molti hanno apprezzato l’umiltà con cui Aaron Chalmers ha deciso di intraprendere questo nuovo percorso nelle mma. Come lui stesso ha detto, infatti, continuerà a lavorare a testa bassa per migliorarsi, senza adagiarsi sugli allori: vuole guadagnarsi le opportunità col merito, non vuole che gli venga regalato niente.

Quelli che lo criticano per essere arrivato dove è ora solo grazie al nome e non alle capacità, vedono solo il personaggio di Geordie Shore e non vedono la persona che, come molti altri fighters, ha passato un momento buio della vita dal quale è riuscito ad uscire con la propria forza di volontà:

“Due anni fa, c’è stato un periodo in cui non riuscivo ad uscire da casa per l’ansia. Uscire di fronte a una folla di 8000 persone a Bellator, questo è già un traguardo. Nessuno sa davvero gli ostacoli che le altre persone devono affrontare. Per me, arrivare al punto in cui non riesco a lasciare la casa a causa della mia ansia e ora fare questo, è un grande passo avanti. Ma nessuno lo vede. Dicono solo ‘oh combatte per Bellator.. fa questo fa quello’. Ma come ho detto, in due anni sono passato da un posto buio all’essere in cima al mondo. Se qualcuno due anni fa mi avesse detto che sarei uscito di fronte a una folla a combattere, avrei detto ‘neanche per sogno’. Ero sul grande schermo e quando sei in un grande programma diventi semplicemente il bersaglio per gli insulti. Metti te stesso sotto i riflettori. Potrei ricevere un commento negativo e 20 positivi, ma io mi concentro sempre su quell’unico negativo. A quel tempo, il modo che avevo per gestire le cose era bere, perciò bevevo tutte le sere e questo ha peggiorato la mia ansia – era un circolo vizioso senza fine. Successivamente, ho iniziato a vedere un terapista e a parlarne, è stata la cosa migliore che abbia mai fatto. Passati due anni, sono passato dallo stare seduto nella mia stanza senza riuscire ad uscire, al camminare di fronte a milioni di persone per Bellator e ho amato ogni secondo di quel momento. Qualcuno una volta mi ha detto ‘ovunque vai entra come se tu possedessi quel posto’ – ecco perché sono entrato nella gabbia di Bellator come se quel posto fosse mio. Anche le persone che mi hanno fischiato, normalmente mi avrebbero dato fastidio invece mi sono divertito. Adesso ogni posto in cui vado, entro come fosse mio, questa cosa è impressa nella mia mente.”