JBJ, campione di infamia

Di Hans Grisendi

 

Jonathan Dwight Jones, noto solitamente come Jon Jones,  è una delle figure più talentuose e controverse nel panorama delle MMA su scala globale.
Peso Massimo leggero, è attualmente sotto contratto con la UFC, e vanta un record 22 vittorie, una squalifica ed un “no contest”.
E’ un individuo che unisce una serie di indubbi vantaggi fisici ad un preparatore d’eccellenza (il maestro Greg Jackson), i quali gli hanno permesso la conquista del titolo di campione nella sua categoria e numerose difese, per perderlo solo in una spirale autodistruttiva degna di un adolescente con problemi esistenziali, sebbene la sua età anagrafica fosse di 30 anni all’epoca.
La sua condotta dentro e fuori dal ring è coerente:
Dentro ad un ring ha una notevole percentuale di ditate a segno negli occhi di circa una al minuto, efficace strategia per bloccare l’offensiva dell’avversario, che unita ad un candido sorriso e scuse solitamente lo salvano da provvedimenti arbitrali a sfavore.
I suoi guai iniziano nel 2015, dove con UFC 182 vince ai punti contro Daniel Cormier, per poi vedersi lasciare la vittoria sul record nonostante  trovato positivo alla cocaina.
Entra in riabilitazione il giorno stesso, salvo terminare in tempo record il suo programma di recupero nell’arco di 24 ore (non è uno scherzo).
Senza dubbio ha dell’anomalo come l’antidoping abbia potuto rivelare a detta degli esperti “preoccupanti anomalie nei livelli ormonali” (da molti medici collegati all’uso di doping), ma non la sostanza stupefacente se non dopo lo svolgimento dell’evento..
Probabilmente avvezzo alla tolleranza dei giudici sportivi, Jon mette dunque alla prova i giudici addetti ai tribunali civili, investendo una vettura con il suo SUV e scappando senza verificare le condizioni dell’altro guidatore (una donna in avanzato stato di gravidanza), salvo tornare rapidamente alla vettura per recuperare una mazzetta di contanti e altre sostanze stupefacenti, dimenticandosi però una pipa deputata all’uso degli stessi.. Bel colpo, Jon..
La causa gli costa un milione di dollari di patteggiamento e la revoca del titolo dei pesi massimi leggeri, che viene vinto in un incontro successivo da Daniel Cormier.
Nel giro di un mese, nonostante Jon Jones fosse di fatto sospeso dalla commissione atletica, la UFC inizia a preparare il terreno per uno storico rematch con il campione in carica, salvo vedere i propri  piani nuovamente smontati dal “nostro” Jon..
Jon combatte contro Ovince St Preux, valido atleta a cui strappa un verdetto unanime, con una prestazione valida ma stranamente sotto al suo solito standard.
Inizia quindi una dura preparazione per la sua riconquista del titolo, ma ormai a sfortuna perseguita il nostro eroe, nel cui sangue vengono trovate tracce di uno steroide e di una sostanza comunemente utilizzata per mitizzare gli effetti collaterali degli steroidi, per cui il rematch con Daniel DC Cormier previsto per UFC 200,salta il giorno precedente all’incontro.
Jon Jones stupisce il mondo, e col cuore in mano spiega la causa di tutto questo con pillole per combattere la disfunzione erettile evidentemente contaminate da suddette sostanze.

                                                                      

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un Jon Jones evidentemente nadural, fermato dall’antidoping solo per pillole per la disfunzione erettile

 


Viene sospeso un anno fino al 2017(quando solitamente le sospensioni sono di 2 alla prima violazione), e tiene un basso profilo, salvo qualche provocazione al suo acerrimo rivale DC Cormier via twitter.
Di nuovo, la UFC inizia preventivamente una campagna promozionale per un futuro scontro tra di loro durante il periodo di sospensione, a cui da luogo ad UFC 214 nel 2017, dove Jon stende DC al 4 round con un calcio formidabile.
La storia sembrerebbe conclusa, con il ritorno del “figliuol prodigo” e relativa morale, ma il giorno seguente accade nuovamente (l’ormai atteso) inaspettato: Jon Jones positivo agli steroidi, nuovamente.

E non ad uno steroide qualunque, ma ad uno piuttosto raro  sul mercato americano e molto potente, una tempo diffuso tra gli atleti dell’Unione Sovietica.
La seconda violazione della policy sul doping prevede una squalifica fino a 4 anni o a discrezione della commissione atletica, il ritiro della licenza, ma Jon non demorde e dopo un processo lungo alcuni mesi degno di una serie televisiva (dove arriva ad accusare il suo management di aver falsificato la sua firma sui documenti  informativi relativi alla politica aziendale riguardo al doping) , ottiene un’ennesima sospensione.
RIDOTTA. RETROATTIVA.
L’esito di questa vicenda vede Jon Jones nuovamente attivo, di fatto impunito, pronto all’incontro del secolo quest’inverno contro l’uomo che fu la sua prima vera sfida (e sconfitta, secondo alcuni), Alexander Gustaffson.

 

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Il vittorioso Jon Jones insieme all’evidente sconfitto Alexander Gustaffson

 
Che dire..?
Jon Jones è un individuo dalla grande fortuna e dai molteplici talenti, che gli hanno permesso di scampare a punizioni serie sia in ambito civile che in ambito sportivo, nonostante recidivo.
Non teme giudici, tribunali, arbitri, medici, test antidoping, nulla può fermarlo.
Non esiste altro pari nella storia delle MMA, è di fatto il piu grande, il campione indiscusso dell’INFAMIA.

 

 

 

 

 

 

 

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