Andy Ruiz jr è il primo messicano campione del mondo dei pesi massimi.

Sembra una favola, potrebbe essere il copione di un film, probabilmente lo diventerà.

La storia di Andy Ruiz Jr, pugile messicano semi sconosciuto, dal fisico non certo statuario, che viene chiamato come rimpiazzo, con 30 giorni di preavviso, e va a battere il campione del mondo al Madison Square Garden.

Nei giorni precedenti al match, quando circolavano i promo e i video, i più facevano facile ironia sull’aspetto del messicano. Qualche maestro con l’occhio lungo però vedeva le qualità di Andy.  Velocità, potenza e varietà nelle combinazioni. Chi vi scrive pensava che un pugile con quella velocità e quella potenza avesse sicuramente una chance, visto che nei pesi massimi basta un singolo colpo, ma non più della chance del colpo singolo.

Invece Ruiz ha messo a tacere tutti, mostrando cuore e determinazione fin dal primo gong, quando si è preso il centro del ring e ha imposto a Joshua di girargli intorno per evitare la corta distanza. Il celebratissimo nigeriano con cittadinanza inglese, già campione olimpico e detentore di tre delle maggiori 4 cinture mondiali, non riusciva ad imporre il jab e di conseguenza non poteva dettare il tempo, il ritmo, e gestire la distanza. Non è facile dire se questo sia stato dovuto solo alla abilità di Ruiz o anche ad una serata no del campione, che contro un avversario chiamato all’ultimo e la testa alle negoziazioni per il super fight con Wilder, potrebbe non essersi presentato nelle giuste condizioni psicologiche. Fatto sta che dopo una prima ripresa favorevole al messicano per controllo del ring e aggressività, anche in assenza di colpi particolarmente significativi, e una seconda ripresa equilibrata, si è arrivati ad una terza che resterà nella storia del pugilato.

Joshua è andato a segno con potenza e precisione, mettendo l’avversario al tappeto. Ruiz è rimasto lucido, ha aspettato il conteggio, si è rialzato, con grande freddezza ha aspettato che Joshua andasse all’arrembaggio per chiudere il match, ha schivato ed è rientrato alla perefezione, mettendo il campione al tappeto. Un comeback spettacolare, inatteso, bellissimo. Joshua si è rialzato ma mostrava ancora chiaramente i segni del knockdown, le sue gambe erano irrigidite. Ruiz si è fatto predatore, ha attaccato con una bellissima serie, per quantità, precisione e velocità dei colpi una cosa molto rara da vedere in un peso massimo. Joshua ancora al tappeto si rialza e il suono della campana gli regala un minuto per recuperare. La svolta psicologica del match è chiara e segnata. Le certezze di Joshua sono state minate, davanti a lui c’è un uomo di 122 kg deciso a mettere fine al suo regno .

Nella ripresa successiva i due hanno abbassato un pò il ritmo, cosa comprensibile visto che quanto visto nel terzo era al di sopra della portata di due pesi massimi a livello di resistenza.

Un ulteriore punto di svolta si è avuto su un terrificante gancio sinistro di Joshua che avrebbe abbattuto un toro. Ruiz è rimasto in piedi ed è ripartito all’attacco, come a dire “posso incassare il tuo miglior colpo”. Al settimo round l’epilogo. Ruiz trova il tempo e con un destro alla milza che apre la strada ad una nuova combinazione che mette a terra il campione. Joshua si rialza ma sembra non averne più. Ruiz ancora all’attacco, Joshua al tappeto per la quarta volta, sputa il paradenti per guadagnare tempo, ma l’arbitro decide di aver visto abbastanza e interrompe il match.

Decisione che potrebbe generare qualche controversia, il pugile era in piedi, voleva continuare, e si trattava del campionato del mondo . A nostro parere l’arbitro ha fatto bene. Joshua non era in grado di continuare a combattere, avrebbe solo preso altri colpi.

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Un bellissimo incontro, una bellissima storia, tante emozioni.

Da un punto di vista tecnico è una netta e bellissima vittoria della tecnica su un pugilato improntato a valorizzare l’altezza e l’allungo. Ruiz è un incassatore mostruoso, tiene anche le bombe, fa male ed è rapido e creativo con le braccia. Sarebbe un bruttissimo cliente per Wilder mentre lo vediamo male con uno più tecnico di lui come Fury. Probabilmente comunque il messicano dovrà concedere immediata rivincita a Joshua, si ripartirà da li, e non sarà sicuramente facile.