Tijger Street Fight 2, un vero fight club

Ieri, nella splendida cornice di Villa des Vergers a Rimini, si è svolta la seconda edizione del Tijger Street Fight. L’idea di Luca Bergers, veterano della BKB e coach del team Tijger, è semplice quanto suggestiva. Far combattere chi vuole, con regole minimali, in un contesto aperto, come un grande prato, con guantini da un’oncia. Sembra uscito dalla penna di Chuck Palaniuk, e invece è reale. Il concept dell’evento, come spiegato, è molto suggestivo.

Briefing iniziale con spiegazione dettagliata di tutte le regole, e  via con 12 incontri apprezzati dal pubblico che ha ripetutamente applaudito tutti i fighter. Per tutti round unico da 7 minuti, vittoria per ko, tko, o sottomissione, niente verdetto, viene decretato il pareggio finito il tempo.

Abbiamo visto molti stili diversi, dalle arti marziali tradizionali, Karate, Kung Fu e Taizo Zaji, agli sport da combattimento, con kickboxing, mma e bjj, ed un paio di atleti freestyle.

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I fighter al briefing. 

 

Con le debite proporzioni, atmosfera e match da primo UFC, e i risultati hanno confermato. Infatti i grappler hanno avuto regolarmente la meglio sugli striker, che una volta portati a terra hanno potuto opporre poco agli avversari.

Una menzione speciale per Ghassen Selmi della Flow BJJ di Senigallia, che senza alcuna esperienza di combattimento con i colpi ha vinto entrambi i match per sottomissione.  Con un pò di allenamento nello striking potremmo vederlo presto in gabbia.

 

Ghassen Selmi porta a terra e finalizza l’esperto maestro di arti marziali tradizionali

Marco Giovanni Albrigoni

 

 

Purtroppo poi quando organizzi qualcosa salta sempre fuori l’imprevisto, e infatti ben SEI fighters, si sono ritirati all’ultimo all’ultimo o semplicemente non si sono presentati. Merita un approfondimento la questione dei fighter presenti e assenti. Quelli che han dato forfait o che con maleducazione semplicemente non si son presentati, erano tutti esperti, pro e semi pro, mentre i  dilettanti hanno mostrato coraggio presentandosi tutti e accettando le sfide. I fighter italiani dovrebbero fare meno i keyboard warriors sui social e combattere di più.   Se  l’evento ti interessa ci vai, altrimenti lasci stare. Non è accettabile segnarsi per un evento e poi non presentarsi. Questo ha creato problemi, dal dover rifare gli accoppiamenti all’accorciamento della scaletta. Chi vi scrive si è visto dare forfait da due avversari finendo poi a combattere contro un ragazzo coraggioso ma molto meno esperto.

Inoltre le condizioni meteo sfavorevoli hanno sicuramente penalizzato sotto l’aspetto dell’affluenza di pubblico per un evento all’aperto. Tutti i problemi sono stati gestiti al meglio dall’organizzazione, che ha allestito gazebo per il pubblico e spazi coperti per i fighter per peso e visite mediche. Nel complesso possiamo parlare di un discreto successo organizzativo e augurarci al più presto un nuovo evento tijger street fight.